L’ego: quella voce nella nostra testa

· 17 gennaio 2018

Quella voce nella nostra testa che ci guida e prende la parola quando ci chiediamo chi siamo… Si chiama ego. Ma sapete cos’è in realtà? L’ego è il prodotto di emozioni, pensieri e ricordi che sono stati accumulati durante tutto il corso della propria vita. Ma riguarda anche certe credenze che ci fanno vedere la realtà in un certo modo e ci fanno pensare che questo modo sia l’unico e quello vero.

L’ego tende ad attribuire etichette, ad esempio la nazionalità o la razza. Esso si identifica, inoltre, con tutto quello che si possiede, inclusa l’immagine di sé che si dà alla società. Ma cosa succede se in un determinato momento perdiamo tutto questo? Che cosa succede se dobbiamo rinunciare alla nostra nazionalità perché ci spostiamo in un altro paese o se perdiamo i nostri beni?

Quando tutto quello con cui ci identificavamo scompare, fa la sua comparsa un vuoto esistenziale, perché pensiamo di aver perso la nostra identità. Questo vuoto vitale si crea perché dimentichiamo che non siamo quella voce nella nostra testa. Noi non siamo il nostro ego, anche se il nostro ego fa parte di noi.

“La più grande bugia è l’ego”

-Alejandro Jodorowsky-

Qual è la funzione di quella voce nella nostra testa?

Forse state pensando che se l’ego è in qualche modo “negativo”, allora perché è lì e perché è così difficile evitare che diriga le nostre vite? La verità è che l’ego non è altro che un meccanismo per sopravvivere nella società in cui ci è capitato di dover vivere. Perché fin dalla nascita, inconsciamente, costruiamo il nostro ego.

Cosa fanno i genitori non appena hanno un bambino? Gli danno un nome, la prima identificazione. Poi il bambino inizia a crescere e capire che ci sono parole possessive come “mio” che gli consentono di possedere delle cose e di identificarsi con esse. “Questa bambola è mia, non tua”.

Testa di donna con all'interno altre teste come in una matrioska, simbolo della voce dell'ego

Continuando a crescere, l’ambiente in cui si muove gli insegna regole e usanze, capirà che cosa può e non può fare e inizierà a comportarsi in un certo modo. Si impregnerà delle credenze che predominano nella sua famiglia: “tutti gli uomini sono uguali”, “se dici di no a tutto, la gente non ti vorrà”, etc.

Quella voce nella nostra testa ci consente di sopravvivere, imparare le regole che governano la vita alla svelta per poterci così adattare. Sappiamo che in questo modo possiamo essere amati e ottenere l’attenzione degli altri. Tuttavia, l’ego cerca sempre all’esterno, facendoci credere che per essere felici, abbiamo bisogno di un partner, di molti amici e dell’approvazione altrui. Ma non è vero.

“L’ego è l’individualità artificiale creata dalla famiglia e dalla società. La vostra gabbia mentale”

-Alejandro Jodorowsky-

L’ego cela il nostro vero Io

Per rompere questa identificazione con l’ego, è importante riflettere sulla differenza tra ciò che può dettarci quella voce e la persona che siamo davvero. Ogni volta che giudichiamo qualcuno o che ci confrontiamo con gli altri, dobbiamo saperci fermare e dire “aspetta, questo non sono io, questo è solo ciò che il mio ego mi dice che sono”.

È quella voce nella nostra testa che ci grida “lui è meglio di te”, che ci farà sentire che valiamo poco e che ci aiuterà a coltivare una bassa autostima. È quella voce che ci porterà sempre a sentirci insicuri, anche in situazioni in cui sappiamo di essere bravi, di avere potenziale.

Ragazzo con lo sguardo rivolto in basso mentre pensa alla voce nella sua testa

L’ego cela il nostro Io. Un Io che di solito non ascoltiamo, ma che grida molto forte. Un Io che dice “lascia questo partner che ti tratta male”, ma la cui voce è resa appena udibile dall’ego, che propone pensieri come “che cosa ti succederà, alla tua età e senza un partner? Meglio lasciare le cose come sono”.

Anche se quella voce nella nostra testa ci ha permesso di sopravvivere da quando siamo nati per adattarci alla società in cui ci è toccato vivere, c’è una linea oltre la quale smette di essere di aiuto e diviene un nemico. A meno che non lo educhiamo, non appena potrà ci porterà a paragonarci, a sentire che sono gli altri a renderci felici o infelici… Inoltre, questa identificazione diventerà probabilmente più forte con il passare degli anni.

Liberiamoci della necessità di avere fama, di vincere, di avere sempre ragione, di essere superiori, di avere di più. Liberiamoci della necessità di attaccarci a cose e persone, liberiamoci dal sentirci offesi quando ci dicono qualcosa che non ci piace. Quella voce nella nostra testa è il nostro ego, domiamolo

Facciamo il contrario. Svincoliamoci da esso, mettiamolo in dubbio. L’ego a volte è un grande bugiardo e identificarsi con esso è un grave errore. Non sarà facile metterlo da parte, togliere autorità alla sua voce. Può persino farci dubitare di poter essere qualcuno senza di esso. Tappiamoci le orecchie. L’ego è spesso solo un commediante, la voce delle nostre paure.

Donna con delle rose davanti al volto