Lettera aperta al mio bambino con autismo

· 22 dicembre 2017

Avevo sempre sognato di essere madre. Immaginavo il viso del mio futuro figlio in ogni dettaglio: il colore degli occhi di suo padre, il mio sorriso, i capelli di sua nonna, l’altezza del nonno… La maternità per me è sempre stato qualcosa di naturale alla pari di respirare. Ma quando finalmente il mio sogno si è avverato, non è andata come previsto. La mia mente non era mai stata sfiorata dall’idea di avere un bambino con autismo.

Avevo voglia di gridare, dare calci e maledire il mondo. Perché proprio a me? Che cosa ne sarà di lui? Dovrò vederlo soffrire? Una cascata di emozioni e domande si affollavano dentro di me. Così ho deciso di scrivere questa lettera per dirgli tutto quello che provo, perché con l’autismo o senza, il mio amore per lui è ogni giorno più grande.

Crediamo di insegnare ai nostri figli a vivere, ma sono loro che ci insegnano cosa è la vita.

Madre e figlio

Benvenuto in un mondo che non è fatto per te

Caro figlio mio,

Non so cosa succederà ora. Lo so, lo so, sono tua madre e si suppone che abbia più o meno tutto ben pianificato. Si suppone che abbia fatto una lista delle scuole più vicine che potresti frequentare e che ne abbia cercata una buona. Non c’è bisogno che sia la migliore, io non sono una di quelle madri, ma cercherei una buona istruzione per te. Terrei pronta la videocamera per ogni spettacolo che fai a scuola e passerei i pomeriggi aiutandoti con i tuoi progetti di scienze, perché è questo ciò che fanno le madri amorevoli.

Che cosa significa questo? Sì, so che hai solo due anni, ma sembra che abbiamo perso la via. Io voglio fare un buon lavoro come madre. Voglio darti tutte le opportunità possibili. Voglio che tu sia pronto a lottare tra i migliori in questo mondo tanto competitivo in cui viviamo, perché sebbene io non sia una di quelle madri, voglio che tu segua le mie orme e abbia successo negli studi.

Come dicevo, si suppone che io sappia cosa fare, che io conosca ogni passo del cammino. Che abbia pensato alle attività extrascolastiche, ai professori privati, alla squadra di calcio, alle lezioni di piano… Avevo letteralmente scritto i dettagli della tua educazione e istruzione prima di dirigermi verso il cesareo. Quindi, vedi, sapevo cosa fare in ogni passo del cammino.

E poi ieri è arrivata la diagnosi: hai l’autismo. Ora mi sento come se noi due insieme fossimo rimasti incagliati. Come se una corrente di onde ci colpisse con forza nel bel mezzo di una tempesta e potessimo soltanto lasciarci trasportare. Non sto cercando di spaventarti. Ma non ho idea di cosa fare adesso: non ci sono molti manuali sull’educazione dei bambini con autismo… E ho molte domande.

La scorsa notte ho cercato di non piangere. Stavo vivendo un lutto congedandomi dal medico che non potrai mai essere, dalla star del basket che non diventerai. Piangevo per le fidanzate, i lavori e le conquiste che non vivrai. Mi sentivo distrutta per il futuro, perché nessuno dei pezzi si incastrava.

Ma sai cosa? Sai cosa penso ora mentre scrivo questa lettera? Al diavolo tutte quelle aspettative: non le avresti rispettate in ogni caso, anche se forse più tardi. E avrei dovuto imparare allo stesso modo a essere una buona madre per te, per i tuoi bisogni e desideri.

Voglio dire, hai visto quei bambini che vengono preparati fin dall’infanzia per diventare medici? E poi sai quali sono i temi che usano alcuni di loro nei loro dottorati di ricerca? Pensi che al mondo abbiamo bisogno di più esperti sul tema “Le abitudini di accoppiamento dei Pitbull con una certa resistenza agli antibiotici”? Immagino che queste domande ti sembrino strampalate, dopo tutto hai solo due anni.

Mamma che parla con suo figlio autistico

Mi sono resa conto che per te avevo questo piano, anche se tu lo avessi accettato (anche se tu avessi fatto questo errore), non sarebbe stata una garanzia. E sai cos’altro ho capito? Che non sei per niente noioso. Sei dolce, gentile e brillante.

Attraverserai la stanza correndo per darmi un bacio e risolverai i problemi a modo tuo. E prenderai anche il gatto per abbracciarlo con violenza quando cercherà di scappare da te, e su questo in realtà ci dobbiamo lavorare, ma è una cosa che mi rende molto orgogliosa. E sì, sei il mio bambino con autismo, ma sei anche unico e genuino. Quindi, perché sto piangendo per i piani che sono andati in frantumi, quando in realtà non sono mai esistiti?

Alla fine, naturalmente, il tuo futuro è ancora sconosciuto. Ma in base a quel poco che so, comincio a pensare che sarai un adulto felice, indipendente e realizzato. Poiché la diagnosi non ha fatto sì che io abbia cessato di vedere in te l’intelligenza e l’eccezionalità che mi affascinano.

Da ora in poi, da questa stessa mattina, uscirà la speranza che sarai trattato come qualsiasi altro bambino volubile, poco ragionevole, emotivo, reattivo, esplosivo, bizzarro e con temperamento. Nel corso dei prossimi anni, incrocerò le dita piuttosto che lamentarmi, proprio accanto alle madri di bambini nevrotici, quando cambierai idea sullo spuntino alla scuola materna. Vorrò vederti scoprire lumache e seppellirle come un tesoro, inspiegabilmente ancora in vita, così come fanno i bambini senza autismo.

Voglio dire, amore mio, avere l’autismo non è un ostacolo insormontabile per la grandezza, il successo o la normalità. E mi aspetto che a mano a mano che crescerai continuerà a essere così. Sei affettuoso e arguto; sei ostinato, resiliente e determinato. Sei capace. Il futuro ti riserva cose brillanti. E nonostante quello che abbiamo appreso ieri, mi considero una persona fortunata perché tra tutti i figli che potrei aver avuto, ho te.

Abbiamo te, amore mio. E insieme scopriremo come andare avanti.

Mamma e figlio che si abbracciano

Avere un bambino con autismo è riscoprire il mondo

Sebbene la prima volta sapere di avere un bambino con autismo possa essere drammatico, la realtà della diagnosi non è così terribile come si pensa. Avere un bambino con autismo insegna semplicemente a scoprire di nuovo il mondo, attraverso i suoi occhi e il suo modo genuino di relazionarsi.

Un bambino autistico è come qualsiasi altro bambino, ma con un modo diverso di relazionarsi con l’ambiente. Se anche voi avete un bambino con autismo, vi renderete conto che con un intervento precoce potrà avere una buona vita. Con il vostro sostegno, il vostro bambino seguirà il suo percorso, nel quale troverà senz’altro la felicità.

Nota dell’autore: articolo basato sulla “An Open Letter to My Newly Diagnosed Autistic Son” di Shannon gelo Greenstein.