Lissa Rankin e la teoria dell’autoguarigione

26 giugno 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Lissa Rankin

Non è un argomento nuovo, infatti si parla dell’autoguarigione, o capacità del corpo umano di curare se stesso, da tempi immemori. Adesso, la Dottoressa Lissa Rankin ha pubblicato un libro intitolato La mente supera la medicinamind over medicine. La prova scientifica che si può guarire da soli, in cui riprende questo approccio.

La Dottoressa Lissa Rankin tira in ballo l’eterno enigma dei medicinali placebo. È chiaro che, per la scienza, la suggestione di una persona può agire come un meccanismo di autoguarigione. Si è studiato poco, però, il modo in cui opera tale meccanismo.

“Le malattie sono una reazione biologica di sopravvivenza di fronte a un evento emotivamente ingestibile.”

-Christian Flèche-

Come può il corpo autoguarirsi? È questo il quesito centrale delle ricerche condotte dalla Dottoressa Lissa Rankin. Il suo libro parla di sei passaggi essenziali affinché il corpo possa autoguarirsi in modo volontario. Indica anche le principali misure per costruire una mente “preventiva” in termini di salute fisica.

Un antecedente emblematico

Nel 1957 è stato documentato un caso che divenne paradigmatico in relazione ai famigerati placebo. Il Dottor Philip West aveva in cura un paziente con un linfosarcoma, ovvero una forma tumorale. La malattia era a uno stadio molto avanzato ed erano già partite le metastasi. L’uomo si trovava dunque in uno stadio terminale.

Uomo con maschera di fronte ad altro uomo

Tuttavia, il signor Wright aveva sentito parlare di un farmaco sperimentale chiamato Krebiozen. E iniziò a insistere affinché il suo medico lo provasse su di lui. Wright non era il candidato adatto per quell’esperimento, ma la sua insistenza fu tale (arrivò quasi a supplicare il suo dottore) che il medico acconsentì, sapendo che tanto gli rimanevano solo pochi giorni di vita.

Un venerdì West gli somministrò il Krebiozen. Il lunedì Wright era estremamente energico e non presentava alcun dolore né altri fastidi. Vide che il tumore si era ridotto di un 50%. La cosa più sorprendente fu che, qualche tempo dopo, venne pubblicato uno studio nel quale si dichiarava che il farmaco in questione era totalmente inefficace. Il paziente si ammalò di nuovo e il medico, allora, lo ingannò. Gli disse che vi era una nuova versione della medicina, molto più efficace. Gli somministrò dell’acqua distillata e il paziente migliorò di nuovo.

Nonostante tutte le prove, l’Associazione medica americana non volle dare ulteriore credito ai fatti. Dichiarò dunque che West aveva ingannato il suo paziente. Scoprendolo, questi si ammalò di nuovo e non si riprese più.

Esistono un’infinità di casi simili, che sono stati raccolti dalla Dottoressa Lissa Rankin per il suo studio.

Lissa Rankin e l’autoguarigione

Lissa Rankin iniziò a documentare la grande quantità di casi nei quali l’effetto placebo aveva dato risultati positivi. Tali casi riguardavano diverse malattie gravi: cancro, ipotiroidismo, diabete, ulcere e persino la calvizie e l’HIV.

Ragazzo concentrato con cervello a vista

Riportò alla luce anche diversi esperimenti nei quali veniva detto ai pazienti che sarebbero stati somministrati loro medicinali chemioterapici. In realtà, si trattava di un placebo. Nonostante ciò, le persone in questione iniziavano a perdere i capelli e a vomitare senza sosta dopo aver ricevuto la sostanza. Tutto questo portò la Dottoressa Lissa Rankin ad affermare che la mente è capace di curare il corpo.

In particolare, sottolinea che se si creano le condizioni affinché il paziente pensi che starà bene, allora sarà così, starà bene davvero. Il corpo riceve quest’ordine, questa istruzione da parte del cervello e agisce di conseguenza. Funziona anche in senso opposto: se pensa di essere malato, si ammalerà.

I mezzi per autoguarire

La Dottoressa Lissa Rankin indica diversi percorsi che aiutano il corpo a essere più efficiente in questo processo di autoguarigione. Tuttavia, insiste sostanzialmente su due elementi che vengono considerati fondamentali in questa missione.

Il primo elemento è la medicina preventiva. Questa comprende tutte le pratiche salutari incorporate nel vivere quotidiano. Oltre al loro effetto sull’organismo, questi stili di vita conducono le persone a sentirsi in salute. In queste condizioni si è poco ricettivi nei confronti della malattia.

Uomo che mangia smile

Il secondo aspetto riguarda lo stressSecondo la Dottoressa Lissa Rankin, lo stress, in tutte le sue forme, ha effetti molto nocivi sulla mente e sul corpo. Attiva negativamente l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, ovvero il modo in cui l’organismo reagisce a una minaccia. Tuttavia, l’organismo non può distinguere se si tratta di un problema di coppia o di un terremoto. Sperimenta tutto allo stesso modo.

Nonostante formalmente gli studi della Dottoressa Lissa Rankin non siano stati avvallati, la maggior parte dei medici conviene con lei sul fatto che l’efficacia del cosiddetto effetto placebo sia un dato di fatto. Sarebbe positivo per tutti, dunque, incrementare gli studi e le ricerche in questo senso.

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