Lo sguardo induce a stati alterati di coscienza?

· 26 gennaio 2017

È già trascorso molto tempo da quando si è parlato per la prima volta dello sguardo come fattore che incide sulla coscienza. Franz Anton Mesmer, medico e filosofo austriaco, fu colui che mise le basi della “Teoria del Mesmerismo”. Secondo lo stesso, il corpo umano irradia la medesima energia irradiata dagli altri corpi. Questa energia, a sua volta, eserciterà un’influenza su altri corpi.

Basandosi su questa affermazione, James Braid, un medico scozzese, coniò il termine “ipnosi” e indicò che “sostenere in modo prolungato lo sguardo paralizza i centri nervosi degli occhi e causa dipendenza che, alterando l’equilibrio del sistema nervoso, produce tale fenomeno (l’ipnosi)”.

Uno dei metodi di ipnosi che si sviluppò a partire da questo modo di intendere l’influenza fu la “tecnica dello sguardo fisso”. A metà strada tra le credenze e il sapere, questa tecnica si applica parlando e guardando fissamente negli occhi l’altra persona. Così facendo, si utilizzano frasi che suggestionano la persona, affinché raggiunga quello stato intermedio tra la veglia e il sonno che conosciamo come ipnosi.

Più di recente è stato eseguito uno studio dal dottor. Giovanni B. Caputo, dell’Università di Urbino, che sembrerebbe dimostrare che lo sguardo induce a stati alterati di coscienza. Questa informazione non è stata verificata da altri studi contemporanei, per cui la esponiamo solo a scopo informativo.

Gli studi di Caputo riguardo lo sguardo

Giovanni Caputo riunì 50 volontari per realizzare tale studio sullo sguardo. Inizialmente formò 15 coppie. I membri di ogni coppia dovevano sedersi uno di fronte all’altro, almeno ad 1 metro di distanza, e guardare negli occhi il proprio compagno per 10 minuti.   

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Un altro gruppo venne condotto in una stanza, ma stavolta le persone non dovevano guardarsi negli occhi, ma fissare se stesse di fronte ad uno specchio. Alla fine dell’esperimento, i due gruppi risposero ad un questionario che era stato precedentemente preparato per lo studio.

Secondo le risposte ottenute da Caputo, il 90% dei partecipanti all’esperimento ebbe esperienze allucinatorie, in entrambi i gruppi. Sostenevano di aver visto volti deformati e figure mostruose. Affermarono, inoltre, di aver avuto la sensazione di trovarsi al di fuori della realtà. Grazie a tale esperimento, si concluse che lo sguardo induce a stati alterati di coscienza.

Altri esperimenti con lo sguardo

Con uno scopo totalmente diverso, l’organizzazione Amnesty international ha realizzato un esperimento sullo sguardo partendo da un’affermazione fatta dallo psicologo sociale Arthur Aron: guardare una persona negli occhi per 4 minuti genera una vicinanza inaspettata.  

Amnisty Internacional fece un piccolo esperimento creando coppie di cittadini europei e rifugiati di altri paesi. Questo consisteva semplicemente nel mettersi uno di fronte all’altro e guardarsi negli occhi per 4 minuti. Lo scopo era quello di dimostrare che molti pregiudizi scompaiono quando ci si prende un attimo di tempo per vedere e guardare l’altro, per quanto sembri diverso. 

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Senza eccezioni, tutti coloro che parteciparono all’esperimento si sentirono più vicini alla persona che avevano davanti. Anche in questo caso, senza eccezioni, iniziarono conversazioni affettuose e si sviluppò un’empatia mutua. Venne provato ciò che si desiderava tanto: non importano le origini, la lingua o il colore della pelle. In ogni individuo c’è un essere umano che può essere riconosciuto.

L’enigmatico mondo dello sguardo

Da sempre lo sguardo è stato fonte di domande e di fascino per l’essere umano. Sono molti i miti associati al potere dello sguardo. Il più rinomato è quello di Medusa, la figura mitologica che trasformava in pietra tutto ciò che guardava. E come dimenticare Tiresia, l’uomo cieco in grado di prevedere il futuro.

Lo sguardo ha tanto potere da avere in sé e per sé un significato. Ogni sguardo nasconde un’intenzione: a volte quella di riconoscere, altre quella di ignorare. Quando si guarda o non si guarda, si trasmette un messaggio. Lo sguardo amoroso è ammirazione. Lo sguardo invidioso condanna. Lo sguardo d’odio uccide, è come un pugnale.

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In qualsiasi prospettiva lo si guardi, lo sguardo ha un’influenza. Crea o cambia la coscienza di chi viene guardato. Lo sguardo conforta e fa sentire le persone osservate o ignorate. Gli occhi, lo specchio dell’anima, sono una finestra tramite cui si accede o si scappa dal mondo degli esseri umani.