Lavarsene le mani non pulisce la coscienza

· 11 luglio 2016

Stando al racconto dei Vangeli, Ponzio Pilato annunciò la sentenza che avrebbe consegnato la vita di Gesù nelle mani del popolo. Nel farlo, negò qualsiasi tipo di responsabilità per quello che sarebbe successo: lavarsene le mani lo allontanò dalle conseguenze dell’elezione e da qualsiasi interesse per la situazione.

Questa espressione, trasmessa nel corso dei secoli, fa parte del nostro linguaggio quotidiano e si usa normalmente con una connotazione negativa: “Io me ne lavo le mani” o, altrimenti detto, “nego qualsiasi legame con ciò che può succedere e me ne chiamo fuori in anticipo”. Come sappiamo, si usa soprattutto quando si sa che tutte le opzioni dietro ad una scelta implicano una particolare pressione affinché la decisione ricada su una in particolare.

“Non sono responsabile per il sangue versato da quest’uomo”

-Ponzio Pilato-

Per questo motivo, è un’azione che crea disagio: perché non assumersi le proprie responsabilità è un atto di codardia che lascia cadere tutto il peso di una situazione sulle spalle degli altri. Eppure, prima o poi se ne pagheranno le conseguenze; forse in un primo momento toglie un peso, ma lo farà solo per poco, perché si avrà la coscienza sporca e le proprie azioni macchiate per sempre.

È più facile sfuggire alle responsabilità che alle conseguenze

Tutte le decisioni hanno bisogno che dietro ci sia qualcuno che risponda per esse, altrimenti è molto difficile che si prendano in modo responsabile ed etico. Ne siamo coscienti tutti, perché quando ci troviamo davanti ad una situazione complicata, può venire la tentazione di condividere il peso di una decisione che non ci piace.

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In questi casi, molto comuni in ambito familiare e lavorativo, succede spesso che qualcuno eviti di prendere decisioni, trovare soluzioni o affrontare momenti negativi: richiede meno sforzi ed è più semplice. Questa persona, però, sicuramente dimentica che, per azione o omissione, è dentro il problema e le conseguenze arriveranno anche a lei.

In altre parole, mostrare disinteresse per qualcosa che la riguarda non la libera dal problema ed è probabile che in seguito finirà per tenerla sveglia la notte: la coscienza è un giudice coraggioso che valuta il comportamento e che detta le sue sentenze. 

“È più importante la testimonianza della mia coscienza, che i discorsi di tutti gli uomini”

-Cicerone-

Un esperimento scientifico

Studi rilevano che lavarsi le mani (letteralmente) dopo un momento di conflitto riduce il malessere e giustifica le azioni: l’acqua sembra aiutare con il senso di colpa e con il rimorso. L’Università del Michigan ha condotto un esperimento per provare questa teoria.

Un gruppo di persone fu dotato di alcuni CD e fu chiesto loro di metterne in ordine dieci in base alle loro preferenze: gli fu anche detto che dovevano scegliere per sé quello che avevano messo in quinta o in sesta posizione. Dopo questo compito, metà dei partecipanti si è lavata le mani con sapone e l’altra metà, invece, ha dovuto esaminare una bottiglia di sapone. Alla fine i due gruppi hanno dovuto riordinare i CD.

Quelli che si erano lavati le mani con l’acqua avevano poi mantenuto l’ordine originale dei CD, mentre quelli che non lo avevano fatto avevano messo il CD da loro scelto tra i primi e quello che avevano scartato tra gli ultimi.

Secondo gli studiosi, le persone che si erano lavate le mani con l’acqua non avevano alcuna necessità di giustificare la decisione presa tra i due CD, quelli che invece non si erano lavati le mani avevano sentito la necessità di riordinare i CD per giustificare la loro scelta mettendo quello scelto in posizione migliore rispetto a quello scartato.

Lavarsi le mani non vuol dire averle pulite

Nello stesso senso dell’esperimento appena citato, potrebbe essere considerato l’uso dell’acqua in ambiti religiosi: un simbolo di purificazione dell’anima che aiuta a redimerci dai peccati. Allora è possibile che l’espressione, derivata da Ponzo Pilato, non comprenda solo l’azione del liberarsi dalle responsabilità, ma anche di ridurre i rimorsi che ne derivano.

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Di certo lavarsi le mani per qualcosa non sempre le pulisce: tutti abbiamo commesso una volta l’errore di voler allontanarci da qualcosa, anche per semplici motivi. La cosa certa è che poi questa decisione ci ha accompagnato come una pietra con la quale abbiamo dovuto combattere.

“La coscienza è la voce dell’anima; le passioni, quella del corpo”

-Shakespeare-

Avere la coscienza sporca, in effetti, è come avere un amico negativo dal quale è quasi impossibile staccarsi. La morale etica ci fa capire che non ci siamo comportati bene e non ci lascia riposare tranquilli fino a che non avremmo recuperato la nostra pace interiore. Quando la coscienza si sporca, ci insegna a crescere con gli errori, a vincere con la solidarietà e a rinnovare i nostri valori. 

Immagine principale per gentile concessione di Valeri Tsenov