Logoterapia di Viktor Frankl: 3 principi base

28 febbraio 2018 in Psicologia 66 Condivisi
Sagoma di un uomo davanti al sole

La logoterapia è anche conosciuta come “la terza scuola psicologica di Vienna”. La prima scuola psicologica è stata quella di Sigmund Freud, la seconda quella di Adler e la terza è la scuola fondata da Viktor Frankl, ed è quella di cui parleremo in questo articolo.

Sigmund Freud definì l’uomo come un essere diretto verso il “piacere”. Adler lo definì orientato al “potere”. V. Frankl vedeva l’uomo come un essere diretto verso il “senso”.

Gli storici della psicologia concordano sul fatto che lo studio della psicoanalisi permette di conoscere anche la vita di Freud, il suo fondatore. Allo stesso modo, si può dire che attraverso lo studio della logoterapia ci avviciniamo alle esperienze personali di V. Frankl, visto che lo sviluppo della terza scuola psicologica difficilmente può essere capito senza conoscere la vita della persona che l’ha fondata.

Ho trovato il senso della mia vita aiutando gli altri a trovare un significato nella loro vita.
Condividere

Viktor Frankl

Viktor Emil Frankl nacque a Vienna il 26 marzo 1905. Sopravvisse a quattro campi di concentramento, tra cui Auschwitz. Già da piccolo aveva mostrato interesse per lo studio della medicina e delle scienze naturali, ma manteneva uno spirito molto critico di fronte alle posizioni riduzioniste.

La sua vocazione arrivò troppo presto e la sua ricerca di senso iniziò molto tempo prima che avvenisse l’olocausto. Durante quest’ultimo periodo vide la luce il suo libro più noto, “Uno psicologo nei lager”. V. Frankl era convinto a renderci unici è lo spirito umano. Ridurre la vita e la natura umana al “nulla”, come facevano molti filosofi e psichiatri del tempo, non era il pensiero vitale più appropriato.

L’uomo può conservare una traccia di libertà spirituale, di indipendenza mentale, anche in terribili circostanze di stress psichico e fisico.
Condividere

Viktor Frankl, creatore della logoterapia

A 19 anni aveva già sviluppato due idee fondamentali. La prima che dobbiamo rispondere alla domanda che la vita ci fa sul senso della nostra esistenza, perché ne siamo responsabili. In secondo luogo, che il significato ultimo va oltre la nostra comprensione e così deve rimanere. Si tratta di qualcosa in cui dobbiamo avere fede mentre lo perseguiamo.

L’esperienza di V. Frankl nei campi di concentramento gli permise di vedere che l’essere umano è capace di trovare un significato, un senso a tutte le circostanze della vita, anche nei momenti più assurdi e dolorosi.

Uno psicologo nei lager

Nella sua opera “Uno psicologo nei lager“, V. Frankl scrive delle sue esperienze nei campi di concentramento (Türkhein, Kaufering, Theresienstad e Auschwitz). Descrive i maltrattamenti che ricevevano i prigionieri, ma scrive anche della bellezza dello spirito umano. In breve, il libro tratta di come trascendere l’orrore e trovare un significato, anche nelle circostanze più terribili.

V. Frankl morì il 2 settembre 1997, a 92 anni, lasciando una grande eredità all’umanità. Attraverso la sua vita e il suo lavoro ci ricorda che tutti noi possiamo elaborare un senso che ci salvi nei momenti difficili e che qualunque cosa facciamo, non importa quanto piccola, affinché questo filo non si spezzi, avrà un grande valore.

L’uomo è in grado di cogliere tutto tranne una cosa: l’ultima delle libertà umane – la scelta di un atteggiamento personale di fronte a una serie di circostanze – di decidere la propria strada.
Condividere

La logoterapia

Come accennato, la logoterapia è riconosciuta come la terza scuola viennese di psicoterapia e fu fondata da V. Frankl. Divenne nota a tutto il mondo negli anni ’40. La logoterapia è un metodo di superamento dei conflitti umani che creano sofferenza.

Ci permette di dare un senso a situazioni difficili e dolorose. In questo modo, diventano opportunità di crescita per chi le vive. Questo metodo, che si concentra sulle esperienze dei valori, ci permette di dare un senso a tutti gli eventi della vita, dandoci così la possibilità di vivere una vita piena.

Nella logoterapia, il logos si riferisce al “senso”, al “significato” qualcosa che l’essere umano cerca sempre di fronte alle circostanze del destino. In questo modo, la logoterapia significa terapia attraverso il “senso” o “significato”.

Uomo con una lanterna nell'oscurità

I 3 principi base della logoterapia

I tre principi o pilastri base della logoterapia sono i seguenti:

  • Libertà di volontà.
  • Volontà di senso.
  • Senso della vita.

Libertà di volontà

La libertà di volontà si implementa tramite una capacità specificamente umana nota come “auto-allontanamento”. Questa capacità umana è intesa come la possibilità di vedere se stessi, accettarsi, regolarsi e visualizzarsi. Secondo gli insegnamenti di V. Frankl, questo ci dà libertà da tre fonti di influenza:

  • Istinti.
  • Eredità.
  • Ambiente.

L’uomo le possiede, ma non lo influenzano. Non sono predeterminate o finalizzate. Siamo liberi di affrontare questi tre aspetti. L’essere umano è libero da ciò che lo condiziona e può esercitare la sua libertà. Ogni volta che l’uomo si libera da qualcosa, è per qualcosa. Qui troviamo il concetto di responsabilità. L’uomo è libero di essere responsabile ed è responsabile perché è libero.

Da questa analisi esistenziale deriva che l’uomo è responsabile della realizzazione del senso e dei valori. L’uomo è chiamato alla realizzazione del senso della vita e dei valori che danno senso a essa. È l’unico responsabile.

Volontà di senso

La volontà di senso è strettamente legata all’auto-trascendenza tipica dell’essere umano. L’uomo punta sempre al di là di sé stesso, verso un senso che deve prima scoprire e di cui deve raggiungere la pienezza. La volontà di piacere e la volontà di potere, rispettivamente di Freud e Adler, portano l’uomo all’immanenza. Questi concetti si oppongono all’auto-trascendenza e frustrano la nostra esistenza.

Per la logoterapia, il piacere e il potere sono le conseguenze di un fine e non un fine in sé. È per questo motivo che le persone che perseguono il piacere e il potere raggiungono uno stato di frustrazione, nel quale a loro volta si sentono immersi in un grande vuoto esistenziale.

La volontà di senso non cerca di raggiungere il potere né il piacere, e nemmeno la felicità. Il suo obiettivo è l’incontro di un argomento, una ragione per essere felici.

Uomo triste

Senso della vita

I due principi precedenti parlano di una persona disposta a prendere posizione sulle circostanze della vita, in totale libertà, a partire da un senso che le attribuisce. Questo è il profilo di un uomo alla ricerca di senso: lo stesso che, trovando un valore e realizzandolo, si costituisce in sé stesso.

La vita detiene e conserva un senso. Quel senso è peculiare e originale rispetto a ciascuno di noi. Il nostro dovere come esseri coscienti e responsabili, dunque, è la scoperta del senso della nostra vita.

La morte può causare terrore solo in chi non sa riempire il tempo che gli è dato per vivere.
Condividere

Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso tre vie fondamentali e che si riferiscono a tre categorie di valori. A volte ci porta alla realizzazione di valori di creazione. Altre volte ci fa scontrare con un’esperienza, come quando guardiamo un tramonto o qualcuno ci regala una carezza. Altre volte ci mette di fronte ai limiti della vita stessa (la morte, la sofferenza…).

In ogni caso, la vita manterrà sempre fino alla fine un significato nascosto e un invito pressante e permanente affinché questo sia scoperto e realizzato. Questi sono i tre principi fondamentali della logoterapia di Viktor Frankl. Come abbiamo visto, si tratta di una visione umanistico-esistenziale dell’essere umano che può essere difficile da capire se non si ha familiarità con la visione dell’esistenzialismo.

Riferimenti bibliografici

Frankl, V. (2009). Uno psicologo nei lager. Ares.

Frankl, V. (2015). La sofferenza di una vita senza senso. Psicoterapia per l’uomo di oggi. Ugo Mursia Editore.

Guarda anche