La direzione nella vita è segnata dai valori, non dagli obiettivi

30 marzo 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Qual è l’impronta che vi piacerebbe lasciare quando tutto avrà fine? A volte possiamo avere la sensazione di non avere alcun controllo. Ci sembra di essere alla guida di un grande autobus che segue le indicazioni dei passeggeri che ci accompagnano nel viaggio. Prendiamo decisioni che ci vengono consigliate dalle persone che ci circondano e finiamo per imboccare strade che vanno in una direzione ben diversa dai nostri valori.

Portiamo sulle spalle uno zaino di insicurezze che pesa sempre di più, lasciando i nostri valori per strada. Il risultato è che non siamo coscienti che il tempo si accende velocemente, come una miccia, e che tornare indietro non è sempre possibile.

Intraprendiamo percorsi che non ci riempiono, non ci convincono e che ci pressano. Strade che ci vengono indicate da fuori, ci vengono insistentemente riproposte con frasi convincenti “è la cosa migliore per te” “credimi è la cosa giusta” “è quello che ti tocca fare ora”. Allora un giorno vi scoprite a guidare senza le mani sul volante.

I valori ci dirigono nella vita

Per iniziare, un valore non è un risultato in sé stesso, non è una meta; un valore non si raggiunge, è sempre presente. I valori definiscono le parole che utilizzerete per dare forma al discorso della vostra vita: approvazione, persistenza, ordine, conformità, imparzialità o intimità. Una lunga lista composta da direzioni che vi permette di decidere quali sono gli obiettivi davvero importanti.

Una vita di valore, dunque, è il risultato di aver agito al servizio di ciò che ha davvero valore per voi. Il problema è che spesso non sappiamo identificare quali sono questi valori e che relazione hanno con le nostre aree vitali. Esistono nove aree principali che compongono la nostra vita: le relazioni famigliari, le relazioni intime o di coppia, le relazioni sociali, il lavoro, l’educazione, il tempo libero, la spiritualità, la cittadinanza e la salute.

“La maturità viene raggiunta quando una persona posticipa i piaceri immediati per valori a lungo termine”.

-Joshua Loth Liebman-

Ad ogni area diamo un diverso livello di importanza e in ognuna agiamo in modo diverso per risolvere gli ostacoli che insorgono. Tuttavia, la trappola è che molte volte le soluzioni che cerchiamo di attuare non coincidono con i nostri principi. Per questo motivo, facciamo cose di cui ci pentiamo o ci blocchiamo al momento di decidere. Tutto questo ci porta a sentirci sopraffatti, esausti o persi.

Lamentarsi a posteriori

Bronnie Ware, un’infermiera canadese, nel corso degli anni ha fatto una lista dei rimpianti dei suoi pazienti dell’unità di cure palliative. Successivamente, un articolo pubblicato sull’Harvard Business Review ha rafforzato il suo lavoro, esistono 5 rimpianti comuni che si ripetono nelle persone in punto di morte:

  • Magari avessi vissuto una vita fedele a me stesso e non a quello che volevano gli altri.
  • Mi piacerebbe molto non aver lavorato così duramente ed essermi goduto di più il tempo con il mio partner e la famiglia.
  • Magari avessi avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.
  • Avrei dovuto passare più tempo con i miei amici.
  • Mi sarebbe piaciuto essere più felice.

“La felicità è quello stato di consapevolezza che deriva dalla realizzazione dei propri valori”.

Ayn Rand

Le persone si pentono di aver lasciato andare le redini della propria vita, di aver perso del tempo che avrebbero potuto passare con i propri cari, di non essersi espresse per evitare conflitti con il prossimo o per paura. Ci intrappoliamo in un mediocre conformismo. Siamo ingabbiati nelle nostre abitudini e lasciamo da parte il tempo e lo sforzo che dovremmo dedicare a ciò che è davvero importante.

La felicità è una scelta, la paura del cambiamento ci incatena ad abitudini che non soddisfano. Trascorriamo più tempo a far credere agli altri di essere felici, che ad esserlo davvero.

Siete voi a scegliere dove andare

Dovete pensare che il segreto consiste nell’anticipare quella frustrazione, nel trovare i nostri valori e nel porci obiettivi che diano senso al percorso di vita che scegliamo. Noi professionisti della psicologia aiutiamo le persone a passare dal discorso all’azione. Il primo passo è capire quali sono i vostri valori e la vostra gerarchia in funzione del momento della vita in cui vi trovate.

A partire da questo, si stabiliscono le mete a breve e lungo termine. Ovvero, i valori formeranno i pilastri su cui andremo a segnare i nostri obiettivi nel corso del tempo. Obiettivi che avranno davvero un senso e con cui avremo un’occasione di superarci e di sentirci a nostro agio.

In seguito, concretizzeremo e pianificheremo quegli obiettivi in azioni. Questa è la parte che fa più paura per via delle difficoltà che implica. Realizzare dei cambiamenti ci crea insicurezza e vogliamo sfuggire per evitare di affrontarla. Con la psicologia, lavoriamo nel corso di tutto il processo per superare gli ostacoli e le barriere. Ricordate che non esiste maggior benessere di quello che si ottiene attraverso le scelte indipendenti.

Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori”.

-Dalai Lama-

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