Macchina della verità: è efficace?

· 20 ottobre 2018

Il poligrafo, comunemente chiamato macchina della verità, è stato creato nel XX secolo. Secondo l’etimologia, il nome è un composto di poli, cioè molti, e grafos, ovvero relativo alla grafia e alla scrittura. Il poligrafo è quindi uno strumento in grado di generare molteplici grafici simultaneamente. Ma cosa misurano? Determinano la risposta fisiologica della persona.

La macchina della verità è nata dall’idea che le nostre emozioni si riflettono nelle nostre reazioni fisiologiche. Ad esempio, se abbiamo paura, questa emozione si traduce in sudorazione, aumento del battito cardiaco o respirazione affannata. Questo strumento viene impiegato soprattutto quando si interrogano persone sospettate di aver commesso un crimine per determinare se dicono la verità o se stanno mentendo.

Breve storia della macchina della verità

A partire dagli anni ’20 si iniziò a diffondere l’idea di creare una macchina in grado di individuare le menzogne. Nacque il poligrafo o macchina della verità ad opera dello psicologo ed inventore William Marston. Creò una curva dell’inganno basandosi su diverse misurazioni della pressione sanguigna. Tuttavia, i risultati della macchina non sono accettati come prove, perché il procedimento in questione non è approvato dalla comunità scientifica.

Successivamente, Larson, psichiatra di Berckley, costruì una versione modificata della macchina della verità. Il suo scopo era modernizzare le strategie di interrogatorio delle forze dell’ordine, evitando la brutalità a cui spesso ricorrevano per ottenere una testimonianza. Oltre alla pressione sanguigna, introdusse un altro valore per aumentare la precisione dei risultati, il ritmo della respirazione. Nel 1924, il poligrafo iniziò a essere usato nelle indagini di polizia.

Persona si sottopone alla macchina della verità

Questa versione del poligrafo subì una successiva modifica da parte di Keeler. La nuova variabile introdotta, oltre alla pressione sanguigna e al ritmo respiratorio, era la conduttività elettrodermica o cutanea, ovvero il modo in cui la pelle è in grado di condurre l’elettricità. Sembra che il dubbio e la menzogna aumentino la conduttività della pelle. Questa reazione fisiologica è relazionata alla paura o all’ansia.

Come funziona la macchina della verità?

In genere, vengono utilizzati due test diversi, che si basano entrambi sulla formulazione di domande con l’obiettivo di creare certe alterazioni emotive nel sospettato che le manifesterà anche fisiologicamente.

CQT (Control Question Test)

Letteralmente, è il test della domanda di controllo. Si formulano tre domande diverse: irrilevanti, rilevanti e di controllo.

Irrilevanti

Sono domande che non offrono nessuna informazione importante. Sono quesiti generali e non sono il relazione con il caso oggetto di indagine. Non ci si aspetta che la persona interrogata presenti alcun tipo di arousal (risveglio, attivazione) nel rispondere.

Rilevanti

Queste domande hanno un legame con l’indagine. Sono quesiti specifici sui fatti accaduti. Ci si aspetta una risposta negativa (una risposta affermativa significherebbe un’ammissione di colpa) e che il colpevole sperimenti una maggiore attivazione (emotiva e fisiologica).

Controllo

Si tratta di domande estremamente ambigue. Sono molto imprecise e vengono formulate in modo tale che sia impossibile rispondere in maniera negativa senza dubitare della propria risposta. In genere, fanno riferimento a fatti molto lontani nel tempo.

Non hanno relazione con il caso sotto indagine, ma possono collegarsi ad azioni passate del sospettato che potrebbero presentare qualche somiglianza con quanto accaduto. Ad esempio, se il delitto è un omicidio, al sospettato viene chiesto se ha mai fatto del male a qualcuno. A seguito di queste domande, sia colpevoli che innocenti dovrebbero manifestare lo stesso arousal.

L’obiettivo, però, è che gli innocenti manifestino un’attivazione maggiore alle domande di controllo. Essendo domande ambigue, avranno paura di dare la risposta sbagliata. A quelle rilevanti rispondono con un’attivazione minore, perché appunto sono innocenti ed estranei al fatto in questione. I colpevoli, invece, mostrano un’attivazione maggiore nelle domande rilevanti, infatti le conseguenze ad esse legate sono maggiori rispetto alle domande di controllo.

GKT (Guilty Knowledge Test)

Letteralmente, il test della conoscenza colpevole. Fa riferimento a quanto sa il colpevole sul caso. Vengono fatte diverse domande a risposta multipla, ma solo una è corretta.

Il colpevole conosce la risposta corretta da dare, quindi avrà un’attivazione maggiore quando darà quella risposta. L’innocente, invece, che non conosce il caso, dovrebbe presentare lo stesso grado di attivazione a ogni risposta, non sapendo qual è quella corretta dato che non conosce i fatti. In questo senso, la risposta corretta sarà totalmente riconoscibile dal colpevole, ma altrettanto probabile rispetto alle altre da parte dell’innocente.

Dati relativi alla macchina della verità

Limiti della macchina della verità

Nonostante la macchina della verità sia stata ampiamente utilizzata nel corso degli anni, non si può negare che esistano certi limiti che ne ridurrebbero l’affidabilità. Nel 2003, il National Research Council ha pubblicato un resoconto sul poligrafo, analizzando le basi psicologiche su cui si basa lo strumento o i procedimenti seguiti. Le conclusioni più importanti sono:

  • Precisione del poligrafo: le risposte fisiologiche registrate con la macchina della verità non riflettono unicamente la menzogna. In altre parole, diversi processi psicologici possono essere esternati fisiologicamente alla pari dell’inganno, perciò questo limiterebbe enormemente la precisione che si vuole attribuire allo strumento.
  • Basi teoriche: le basi teoriche del poligrafo sono molto deboli. I termini di paura, arousal e altre condizioni emotive non sono ben definite.

I valori rilevati non sono del tutto affidabili quando si tratta di generalizzare i risultati ad altre popolazioni e gruppi diversi da quelli che li hanno. In definitiva, non è possibile generalizzare i dati.

  • Realismo delle prove: la ricerca in laboratorio non si adatta alla realtà delle prove. In questo caso, determinare se una persona mente o meno ha conseguenze molto importanti. Tuttavia, la mancanza di realismo nella ricerca può portare a gravi problemi nella realtà in quanto il tasso di errore nel valutare gli innocenti è molto elevato.
  • Il poligrafo viene usato quando non esistono prove abbastanza solide per incriminare un sospettato, per cui i risultati dello strumento non possono essere contestati in nessun modo.
  • Esistono delle contromisure per smentire il poligrafo. È possibile imparare a controllare le misurazioni e le risposte fisiologiche, quindi il soggetto esaminato può dare le risposte che vuole e non quelle che si punta a ottenere con la macchina della verità.

La macchina della verità è efficace?

Anche se abbiamo riportato solo alcuni dei limiti di questo strumento, ve ne sono molti di più. Se ne deduce che effettivamente il poligrafo non è una macchina del tutto affidabile, il che è preoccupante se pensiamo al campo in cui tale strumento viene utilizzato.

Questo dovrebbe metterci in allerta, dato che l’impiego di un metodo che non assicura risultati esatti sull’inganno o la menzogna può aumentare significativamente la probabilità di condanna di persone in realtà innocenti.

Riferimenti bibliografici:

National Research Council, (2003), The Polygraph and lie detection, Washington, DC: The National Academies Press.