5 comportamenti che rivelano mancanza di intelligenza emotiva

17, aprile 2017 in Psicologia 6565 Condivisi

L’intelligenza emotiva è una competenza che viene sempre più presa in considerazione. Sembra essere determinante per vivere bene. Chi la sviluppa avrà più successo in tutti i campi della vita, ma sarà soprattutto più felice.

Al contrario, la mancanza di intelligenza emotiva ha diverse complicazioni. Non importa se sapete risolvere un enigma della fisica se poi vi sentite frustrati. Cosa ve ne fate di tanti soldi se alla fine della giornata vi ritrovate incatenati all’ansia o alla tristezza?

L’intelligenza emotiva rappresenta l’80% dei successi nella vita.
Daniel Goleman

Essere emotivamente intelligenti non significa eccellere in tutto. Non vuol dire nemmeno essere i più simpatici o popolari. Questa competenza ha a che vedere con l’autocontrollo e la fiducia in se stessi. Sono atteggiamenti che si coltivano da dentro, ma che si riflettono fuori e che richiedono atteggiamenti più assertivi.

Alcuni segnali della mancanza di intelligenza emotiva sono piuttosto frequenti. Li vediamo tutti i giorni e sono tipici delle persone apparentemente di successo, ma anche di chi non lo è. A seguire vi parleremo delle 5 caratteristiche di chi manca di intelligenza emotiva.

1. Stressarsi quando qualcuno non capisce quello che gli si dice rivela mancanza di intelligenza emotiva

Ci sono persone che si alterano se qualcuno non capisce subito cosa vogliono dire. La cosa peggiore è che finiscono per colpevolizzarlo per questo. Dicono frasi del tipo: “È una cosa così difficile da capire?” o “Chiunque lo capirebbe”. In questo modo, si passa da una situazione tesa ad una vera aggressione.

Questo tratto rivela che tali persone sono molto rigide e, probabilmente, egocentriche. Fanno fatica a capire che ci sono diversi modi di elaborare ed assimilare le informazioni. Non contemplano nemmeno la possibilità di essere loro ad essersi spiegate male. Finiscono per aggravare una situazione che si potrebbe risolvere perfettamente con due minuti di pazienza.

2. Prendere in giro gli altri credendo che debbano sopportarlo

C’è una grande differenza tra ridere con qualcuno e ridere di qualcuno. Chi ha sviluppato l’intelligenza emotiva conosce bene questa differenza. Addirittura riesce ad intuire quando una presa in giro o un scherzo causano disagio.

Se non si applica l’intelligenza emotiva, si finisce per colpevolizzare l’altro: se non sta allo scherzo, è perché è permaloso o ipersensibile. Le persone che pensano questo non si rendono conto che i loro scherzi, forse, non sono poi così simpatici. Anzi, sono offensivi. E gli altri sono semplicemente diversi e non hanno motivo per ridere di queste burle.

3. Rifiutare di prendere in considerazione opinioni diverse

Nel corso della nostra vita sviluppiamo quello che comunemente si chiama “sistema di credenze”. Sono idee che derivano dalla nostra educazione, ma anche dalle esperienze che viviamo e dalla nostra stessa personalità. Formiamo un nostro personale concetto di realtà che usiamo come riferimento.

In alcuni casi, però, questo sistema di credenze può diventare una sorta di corazza. La visione del mondo non è frutto di un’elaborazione personale, bensì di una nevrosi mai risolta. Per questo motivo, qualsiasi opinione contraria viene considerata una minaccia e non si riflette nemmeno sulla sua possibile validità.

4. Incolpare gli altri delle difficoltà

Questa caratteristica si riassume parafrasando un’affermazione biblica secondo la quale alcuni vedono la pagliuzza nell’occhio altrui, ma non la trave nel proprio occhio. Ci sono difficoltà che sono strettamente individuali, ma altre sono proprie della coppia, del gruppo o della famiglia. A volte, capita che quando qualcosa non va come dovrebbe, alcuni tendono a dare la colpa di questo ad altri componenti dello stesso gruppo.

È un retaggio dell’insicurezza infantile. L’implicato pensa prima di tutto che un errore sia disastroso. Poi, che l’obiettivo sia stabilire chi sia il colpevole e non capire dove si sbaglia. Se c’è un maggiore sviluppo emotivo, invece, l’errore viene visto come un evento normale che, se compreso bene, può rivelarsi uno stimolo per crescere. Invece di cercare un colpevole, si ricercano cause e soluzioni.

5. Rinnegare il proprio lavoro

La maggior parte di noi passa buona parte della vita a lavorare. È una realtà a cui non possiamo sottrarci. Anche se il lavoro non è l’unica dimensione della nostra esistenza, è quella che richiede più tempo ed energie e la vivremmo male se la considerassimo solo un peso.

Qualsiasi lavoro, per quanto umile o difficile sia, dà qualcosa. Se si tratta di un lavoro che ci risulta odioso, però, che non sopportiamo, non c’è motivo per continuare a farlo. Ognuno di noi deve impegnarsi a raggiungere il proprio obiettivo e trovare un lavoro che consenta di crescere ed evolvere in qualche modo.

L’intelligenza emotiva è qualcosa che si può sviluppare. Per qualcuno, è più facile, per altri meno. Di certo, tutti abbiamo il diritto e il dovere di cercare di vivere al meglio. Per questo motivo, vale la pena sforzarci e migliorare l’intelligenza emotiva che mettiamo in tutte le nostre azioni.

Guarda anche