Maturità sentimentale: cos’è e quando si raggiunge?

· 9 agosto 2018

I sentimenti sono realtà più elaborate rispetto alle emozioni. Comprendono queste ultime, ma si compongono anche di un elemento razionale, hanno una durata più prolungata e radici più profonde. La maturità sentimentale può essere definita, dunque, come un sentimento prodotto dell’esperienza e dell’intelligenza emotiva.

La maturità sentimentale non è mai assoluta, tuttavia quando si raggiunge un certo livello, si trasforma in una caratteristica relativamente stabile della personalità. Essendo frutto di un lavoro su se stessi, infatti, non è troppo sensibile al susseguirsi degli avvenimenti.

“La più grande forma di maturità è al tempo del raccolto. Questo avviene quando dobbiamo imparare come mietere senza lamentarci se la quantità è scarsa e come mietere senza scusarci se la quantità è abbondante.”

-Jim Rohn-

Come succede per altre realtà psicologiche, la maturità sentimentale non è tanto un concetto o un discorso, bensì il risultato aggiornato di una pratica. Viene messa in atto tramite varie capacità, atteggiamenti e condotte. Vediamone alcune.

Manifestazioni della maturità sentimentale

1. Autoconoscenza

L’autoconoscenza è la capacità di individuare in maniera obiettiva le caratteristiche che ci definiscono. Presuppone aver sviluppato anche la capacità di auto-osservazione, ovvero saper rivedere le proprie azioni e trarne le conclusioni.

L’autoconoscenza permette anche di predire le proprie reazioni di fronte a svariate situazioni, così come a riconoscere le nostre inclinazioni e avversioni. Influisce sulla capacità di rendersi conto dei propri atti e di identificare la propria motivazione.

Donna con quadro

2.Ricerca della stabilità

Uno dei tratti tipici della maturità sentimentale è la ricerca di stabilità. Ciò non va confuso con il bisogno di creare delle zone di comfort in cui insediarsi né con il desiderio di stare fermi e smettere di avanzare.

La ricerca della stabilità riguarda piuttosto il bisogno di dare continuità alle proprie azioni e a far sì che siano legate tra loro. È opposta alla dispersione. Si può essere avventurieri, ma stabili nel proprio modo di vivere. La vera instabilità consiste nel ripetere cicli in cui si comincia qualcosa e non si termina mai del tutto, passando però sempre a un nuovo inizio.

3. Realismo

La capacità di adattarsi ai fatti, di apprezzarli per quello che sono, rendendo minima la mediazione della soggettività. In altre parole, cercare di vedere il mondo per come è, non come vorremmo o abbiamo paura che sia.

Il realismo conduce alla maturità sentimentale e questa, a sua volta, rafforza il realismo e l’adattamento. Sono due dimensioni che si alimentano l’un l’altra. Essere realista non significa smettere di sognare o di avere illusioni, piuttosto riconoscere la differenza tra quello che accade dentro di noi e quello che accade fuori.

4. Prendersi cura di tutte le dimensioni della personalità

Un altro degli aspetti in cui si riflette la maturità sentimentale è la capacità di esplorare le diverse dimensioni che compongono la nostra vita. Siamo corpo, spirito, creazione, pensiero, pienezza, sofferenza…

Troppe volte limitiamo la nostra esistenza alla sfera lavorativa, sentimentale o familiare. O magari ci dedichiamo soltanto alla sofferenza o al divertimento, cercando di sfuggire da tutto il resto. Una vita piena tocca tutte le diverse dimensioni dell’essere.

5. Comprendere gli alti e bassi

Quando si raggiunge la maturità sentimentale, si comprende che gli alti e bassi sono inevitabili nella vita. Qualsiasi situazione, per quanto stabile, prevede passi giusti e passi falsi, momenti di tristezza o di allegria, di soddisfazione e scoperta di limiti.

Con la maturità si comprende innanzitutto che un momento negativo non significa che tutto cade a rotoli, né che un momento positivo indica che andrà sempre tutto bene. Si arriva a capire che la vita è così e che vale la pena di viverla, senza fuggire o evadere.

Uomo di spalle spiaggia

6. Coerenza tra realismo, volontà e impegno

L’autoconoscenza e il realismo portano a una condizione che è parte integrante della maturità sentimentale: la coerenza. La capacità di fare quello che si vuole assumendosene le responsabilità.

Si raggiunge un equilibrio tra i propositi che si trasformano in impegni, la volontà di avverarli e il desiderio che sia così. Non c’è spazio per i rimpianti della propria vita attuale o passata. Semplicemente, si vive come si desidera vivere assumendosi il costo che ne consegue.

7. Auto-regolazione

L’auto-regolazione è la capacità di modulare le reazioni e le azioni adattandole al contesto e agli obiettivi. Evitare che l’intensità delle emozioni o delle reazioni non si trasformi in un ostacolo per se stessi.

Auto-regolazione non significa repressione. Non si tratta di “sopportare” o di lasciar perdere. Il concetto è saper esprimere quello che si prova in modo tale che venga compreso e stimoli la comprensione, non il conflitto.

Sono pochi gli aspetti per i quali l’essere umano raggiunge la piena maturità. Quelli elencati sono aspetti della vita sui quali non si deve mai smettere di lavorare, nella costante ricerca del punto di equilibrio migliore. Se ci riusciremo, la nostra vita sarà più piena.