Motivazione equilibrata: il modo migliore per apprendere

· 12 luglio 2018

Napoleon Hill disse che la mente umana può creare tutto quanto può concepire e credere. Ma come? Vale qualsiasi metodo? Forse no. Tuttavia, ve n’è uno che può risultare utile, la motivazione equilibrata.

La motivazione equilibrata consiste, come indica il suo stesso nome, nel trovare un equilibrio in ciò che ci motiva. Talvolta crediamo che il vero motore che ci muove verso la realizzazione di un obiettivo sia l’ego o il risultato e non il compito di per sé; questo è un fattore che può provocare squilibri presenti e futuri.

L’importanza della motivazione equilibrata

Per spiegare questo fenomeno, ci concentreremo sulle teorie della scuola di psicologia e coaching UPAD, che si trova a Madrid e conta su una squadra di esperti in materia di sviluppo personale e professionale. Queste teorie hanno sviluppato diverse tecniche affinché, soprattutto i bambini, provino la motivazione in modo corretto e non sbaglino né fraintendano il loro percorso o il loro obiettivo, che è apprendere.

Bambino felice che disegna motivazione equilibrata

Alla fine dei conti, qualsiasi obiettivo ci poniamo presuppone una serie di apprendimenti che ci conducono fino a esso. In questa crescita occorre cercare di mantenere un equilibrio costante, affinché l’esperienza abbia sempre un valore. È in questo che si differenziano due possibili approcci, uno orientato all’ego e uno orientato al compito:

  • L’approccio orientato all’ego conduce l’individuo a migliorare nei confronti degli altri. In altre parole, il suo valore si misura in relazione ad altre persone, cercando di eccellere ed essere il migliore in tutto.
  • L’approccio orientato al compito implica un miglioramento nei confronti di se stessi. In altre parole, sono le abilità personali quelle che si sviluppano a tutti i livelli, da quello fisico a quello psicologico.

I due approcci possono convivere e sono compatibili. Nella maggior parte dei casi, di fatto, questa convivenza si verifica nonostante uno dei due approcci sia dominante.

Il panorama attuale rispetto alla gestione della motivazione

Attualmente si inculca o si rinforza la motivazione orientata al risultato, e non all’ego o al compito. Cosa significa questo? Che il conseguimento dell’obiettivo è la massima, in modo che si produce un effetto tunnel per quanto riguarda l’attenzione (tutto ciò che non è relazionato all’obiettivo smette di avere importanza). Il percorso o il tempo sono risorse che occorre necessariamente investire, un investimento che verrà etichettato come successo o fallimento a seconda del raggiungimento o meno del suddetto obiettivo.

Secondo gli esperti della UPAD,tuttavia, sarebbe molto più positivo focalizzare la motivazione sul compito. Perché? Perché in questo modo l’obiettivo reale è il miglioramento personale. Focalizzare la motivazione sul compito significa che l’individuo acquisisce maggiore fiducia in se stesso e grazie a questo miglioramento personale, se alla fine non si raggiunge l’obiettivo ultimo, se ne saranno raggiunti altri secondari e, in sintesi, non di minor valore.

Nonostante il conseguimento dell’obiettivo resti comunque rilevante, vi sono altre lezioni importanti che vengono interiorizzate. È il caso della costanza, della collaborazione e del lavoro di gruppo, del miglioramento costante, dell’autovalutazione, della cultura del sacrificio e dello sforzo… In questo modo, il tentativo di raggiungere quella meta, che risulti positivo o meno, sarà stato comunque valido.

“Il piacere e l’azione ci fanno sembrare corte le ore”.
-William Shakespeare-
Sagoma di uomo che salta

Gestire le motivazioni

L‘osservazione consente di comprendere l’orientamento motivazionale di un individuo. Così, dopo che abbiamo scoperto qual è il suo obiettivo, possiamo rafforzarlo oppure orientarlo diversamente, nel caso in cui incrementi il valore di ciò che si ottiene a parità di sforzo. Per fare un esempio pratico, possiamo paragonare questa situazione a una partita di calcio, basket o qualsiasi altro sport. Cos’è meglio concentrarci sul risultato a qualunque costo o sull’esecuzione del compito per raggiungere l’obiettivo?

È evidente che, se ci concentriamo solo sul risultato, possiamo pensare o interpretare qualsiasi metodo come valido, pur di avere la meglio. Può essere positivo, ma potrebbe anche succedere di scegliere il cammino sbagliato pur di raggiungere la meta.

D’altra parte, se ci concentriamo sul modo con cui raggiungere il risultato, forse otteniamo lo stesso l’obiettivo, ma a esso si aggiunge anche il fatto che, nel nostro percorso, avremo acquisito una buona quantità di apprendimenti e valori che ci accompagneranno per sempre. In altre parole, l’esperienza sarà molto più piena.

Cosa ne pensate? Credete che la motivazione equilibrata sia davvero utile? Sembra molto più stimolante per apprendere, soprattutto per bambini e giovani.