Modellare i pensieri è possibile

Pensare può essere inteso come un comportamento, oltre che un sistema di convinzioni, e in quanto tale ci è possibile modellarlo.
Modellare i pensieri è possibile
Fátima Servián Franco

Scritto e verificato la psicologa Fátima Servián Franco.

Ultimo aggiornamento: 05 gennaio, 2023

Modellare i pensieri è una sfida possibile? Pensare è come respirare, lo facciamo per lo più senza rendercene conto. I pensieri, però, ci aiutano anche a decidere. Senza i processi mentali interni, avremmo difficoltà a cavarcela nelle situazioni incerte.

Uno degli aspetti più importanti del nostro modo di pensare è come spieghiamo gli eventi che ci riguardano. Il modello sviluppato da Martin Seligman analizza come veniamo influenzati dalla permanenza o dalla durata dell’impatto degli eventi; ma anche dalla penetrabilità o estensione che attribuiamo agli effetti e il grado di responsabilità che siamo disposti ad assumerci per quello che accade.

Più siamo permeabili a questi filtri, più tenderemo a mantenere in modo dogmatico pensieri irrazionali e filosofia di vita. È questa la radice dei disturbi emotivi e comportamentali. Paul Watzlawick, psicologo e docente all’università di Stanford, nel suo libro Istruzioni per rendersi infelici descrive con ironia quanto possano essere negative le conseguenze che derivano da alcuni pensieri inconsci.

Dimentichiamo di avere su noi stessi più potere di quanto pensiamo. Non è quello che ci succede a produrre malessere, ma i pensieri che ne derivano, il modo in cui lo  interpretiamo. Per questo motivo, quando esprimiamo un giudizio sulle situazioni che ci riguardano, sono preferibili le spiegazioni che riducono al minimo l’impatto sul nostro benessere e facilitano l’accettazione di quanto accaduto.

“Preferisco essere un ottimista folle che un pessimista sano di mente”

-Albert Einstein-

Uomo con occhiali concentrato e rotelle

Modellare i pensieri è possibile?

Pensare può essere inteso come un comportamento, oltre che un sistema di convinzioni, e come tutti i comportamenti ci è possibile modellarlo. A tale scopo, è importante capire come nascono i pensieri. Non si tratta di qualcosa di concreto che possiamo modellare direttamente, poiché appaiono attraverso l’interazione tra individuo e ambiente. Per cambiare il nostro modo di pensare, dobbiamo necessario conoscere gli antecedenti e le conseguenze dei nostri pensieri; capire, cioè, se ci aiutano o se ci fanno inciampare.

Non possiamo disimparare un certo modo di pensare, ma possiamo imparare a farlo in modo diverso. Esistono comportamenti che impariamo a non fare, ma che non scompaiono del tutto dal nostro repertorio. Semplicemente non li facciamo più. Con i pensieri capita lo stesso. Impariamo a modificare quello che pensiamo esercitando un controllo cosciente sulla nostra mente.

Evitare le emozioni inappropriate

Se i nostri pensieri sono inflessibili, dogmatici o assoluti, e sono espressi in termini di obbligo, bisogno o domanda, provocano, in generale, emozioni negative e inappropriate (senso di colpa, rabbia, ansia, paura). Queste emozioni possono ostacolare il raggiungimento dei nostri obiettivi e generare delle alterazioni del comportamento come l’isolamento, l’evitamento e la fuga.

Per modellare i pensieri rigidi, dobbiamo anche accettare che tutto quello che stiamo pensando in questo momento non scomparirà del tutto. Dobbiamo abbandonare la strategia che ci porta a sopprimere o sostituire totalmente il pensiero; è meglio, invece, essere più flessibili e interpretativi, riformulare le nostre convinzioni per creare una distanza dal loro contenuto. Questo mina l’influenza dei pensieri irrazionali sulla nostra condotta e sul nostro stato mentale. In altre parole, la soluzione è distanziare ciò che pensiamo e ciò che siamo.

Per esempio, per modellare i pensieri possiamo chiederci: quali pensieri utili posso aggiungere al mio repertorio? Quali pensieri aprono la strada a una interpretazione razionale e a risposte più flessibili?

Come usare i nostri pensieri ed evitare che siano loro a usare noi

I pensieri possono essere i nostri più grandi alleati o i nostri peggiori nemici. Dipende da noi che rapporto vogliamo stabilire. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che attraverso questi processi mentali possiamo identificare cosa ci causa sofferenza.

I nostri pensieri hanno molto da dirci se poniamo essi le domande giuste. Perché un’idea ci dà tanto fastidio? Quanta importanza stiamo dando a un determinato pensiero? Ha veramente così tanta rilevanza?

Il problema è che abbiamo su di essi un controllo decisamente limitato. È impossibile decidere di non tornare più su un ricordo o astenerci dal farlo. Le relazioni simboliche che collegano un pensiero all’altro ci richiedono di accettare il loro possibile ritorno, anche se non lo vogliamo.

Pensare in modo razionale significa pensare relativizzando, esprimendosi in termini di desideri e preferenze anziché richieste assolute. Se pensiamo in modo sano, anche se non otteniamo ciò che vogliamo, i sentimenti negativi che si generano in queste situazioni non ostacolano il raggiungimento di nuovi obiettivi o desideri.

Pensare in modo equilibrato è alla portata di chiunque, con un po’ di volontà e impegno. Sforziamoci in modo intelligente e i pensieri diventeranno nostri alleati.


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