Accese la musica per prendersi una pausa dalla sua vita

9 febbraio 2017 in Psicologia 715 Condivisi

Stanca delle minacce di sempre e in lacrime, decise di mettere su un po’ di musica per prendersi una pausa dalla sua vita. È così che fece tacere le grida e gli insulti e poté stare tranquilla per qualche istante. Tuttavia, la sua mente non smetteva di rimproverarla e di credere a tutto quello che le veniva sempre detto.

Mentre le sue lacrime scorrevano sulle sue guance e la musica suonava, cercava di immaginarsi in un altro luogo. Qualsiasi posto era adatto, purché non dovesse ascoltare ciò che la feriva. La vita non può essere questa, la vita non può essere solo grida. La vita non sono continue minacce, anche se sono le uniche cose che si conoscono.

Convinta di non essere abbastanza brava, e avendo perso tutte le speranze, decise che ciò che ascoltava sarebbe stata la guida della sua vita. E fu proprio quella decisione che la fece perdere nel suo mondo interiore, e le grida si trasformarono nella sua profezia auto-compiuta.

La sua vita si trasformò in un sussurro, perché non poteva lottare con le grida che aveva dentro.
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Le parole, come proiettili, possono paralizzare il cuore

E come un passerotto con un’ala spezzata che cade in una scatola, rimase rinchiusa in quel mondo di pazzi senza senso. Perché ascoltare tutti i giorni che non valeva niente, che non poteva scappare, la uccideva lentamente e le insegnava solo ad odiare.

Quell’odio che nasceva dentro di lei e che si ripercuoteva su di lei. Non esiste peggiore condanna che quella di dar retta solo alle parole degli altri, perché le parole, come proiettili, paralizzano il cuore e riempiono il sangue del veleno della paura e dell’indecisione. E, allora, tutto ciò che faceva era perché gli altri volevano e non perché pensasse di testa sua.

Trasformata in una caricatura di se stessa, ogni grido diventava una pietra in più della sua lapide. Come un morto vivente ed un automa, faceva ciò che gli altri volevano per evitare minacce che la ferissero. E non esisteva più musica, perché non c’era più vita dentro di lei, nessuna melodia che potesse farle dimenticare l’inferno che provava.

Le parole degli altri l’avevano sotterrata viva, per non aver compiuto l’apice delle aspettative di se stessa.
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Non si possono scacciare le urla dalla testa se prima non hanno abbandonato il cuore

E così passavano i giorni, con un sorriso a mo’ di maschera e uno sguardo che gelava l’anima. Fino a quando, un giorno, si rese conto che non sentiva più nessun grido, ma che non provava nemmeno pace. Si sentiva vuota ed incompresa e non capiva perché non era felice se non avvertiva le grida, le minacce o gli insulti che la affondavano.

Iniziò allora a domandarsi cosa volesse davvero, cosa aveva sempre voluto, e comprese che non era smettere di ascoltare quelle grida. Voleva essere libera e vivere la sua vita senza doversi preoccupare di ciò che dicevano gli altri, ma anche di non dover realizzare tutte le sue aspettative.

Allora capì che era un errore scacciare le grida dalla testa se prima non avessero abbandonato il cuore. Ad ogni battito, esso le ricordava ciò che aveva perso per non aver intrapreso il cammino che desiderava. Respirò profondamente e lasciò volare la sua immaginazione. Ascoltò di nuovo la musica, ma stavolta per sentire la melodia che proveniva dal suo cuore.

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Siete chi siete, non ciò che gli altri vogliono siate

Allora decise che nessuno avrebbe scelto il cammino per lei. Decise che non era ciò che gli altri dicevano lei fosse, non era inutile né stupida, non era il nulla, anche se a furia di sentirselo dire tante volte, vi si era trasformata. Aprì lo zaino che si era caricata sulle spalle pieno delle pietre che lei stessa aveva disseminato sul suo cammino, e si rese conto che tutte quelle pietre erano le parole che gli altri le avevano detto.

Armatasi di coraggio e a ritmo della musica che emanava il suo animo, decise di andare avanti e che le parole degli altri non avrebbero mai più guidato la sua vita, perché decise di ricordarsi sempre che:

  • Sottomettersi ai desideri degli altri genera solo dolore: decise di essere sempre la sua prima scelta. Perché anche lei era importante e, se non cominciava a valorizzarsi, non lo avrebbero fatto neppure gli altri.
  • Si è ciò che si è: decise che forse ci sono mille rumori diversi. Forse le persone l’avevano fatta inciampare ad ogni passo che faceva, ma solo lei conosceva il suo mondo e le sue circostanze vitali. Solo lei sapeva com’era davvero e ciò che era in grado di ottenere, anche se nessuno si era mai fermato un attimo ad ascoltarla.
  • Qualsiasi cosa si faccia, si commettono degli errori: ma è sempre meglio sbagliare facendo qualcosa che si ama che non realizzando le aspettative altrui. Imparò che non tutto ciò che faceva poteva piacere agli altri e lo accettò, perché finalmente conobbe l’amor proprio.
  • Ascoltare se stessi è la migliore decisione che si possa prendere nella vita e per questo seguì la melodia scandita dal suo cuore, perché era l’unica a mostrarle cosa volesse davvero.
  • Alle critiche distruttive, orecchie da mercante: dinnanzi agli insulti, alle grida e alle critiche distruttive, che non apportano niente di buono, imparò a fare orecchie da mercante. Solo ciò che, anche se si tratta di una critica, apporta qualcosa di buono, merita di essere ascoltato.

E come una vera guerriera, dimostrò quanto fosse coraggiosa e smise di arrendersi in vita a ciò che gli altri le dicevano, iniziando a vivere come desiderava davvero. Con un enorme sorriso e scegliendo il cammino da intraprendere. Non dovette più ricorrere alla musica per prendersi una pausa dalla sua vita, perché era lei stessa a creare la melodia.

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