Musicoterapia: il ritmo della felicità

· 15 ottobre 2016

La musica, definita dai greci come “l’arte delle muse” è, secondo la terminologia tradizionale, l’arte di organizzare sensibilmente e logicamente una combinazione coerente di suoni e silenzi. Un’arte che si ottiene utilizzando i principi fondamentali della melodia, dell’armonia e del ritmo, per mezzo dell’intervento di complessi processi psico-emotivi. Sono proprio questi ultimi il centro dell’azione della musicoterapia.

È da molto tempo che il ritmo, l’armonia e la melodia che compongono la musica vengono impiegati in trattamenti medici. Certo, la musica da sola non può curare, ma al giorno d’oggi ci sono molti esperti che sostengono che la musicoterapia costituisca una marcia in più durante i trattamenti, grazie ai benefici che apporta direttamente al nostro stato emotivo, alleviando i sintomi di determinate patologie. Studi medici dimostrano i suoi effetti sulla pressione arteriosa, sulla frequenza cardiaca e persino sulla saturazione dell’ossigeno. Impressionante, non è vero?

“La musica compone gli animi scomposti e alleggerisce le pene dello spirito”.

(Miguel de Cervantes)

In che modo ci influenza la musica?

Sulla base di ricerche recenti realizzate nell’Università di Jyväskylä, Finlandia, è stato sviluppato un metodo con cui si può studiare il modo in cui il cervello elabora diversi aspetti della musica. Una delle scoperte più sensazionali di questo studio è che le aree del sistema limbico del cervello, associate alle nostre emozioni, vengono direttamente colpite dal ritmo e dalla tonalità.

Gli stessi ricercatori hanno osservato che l’elaborazione del timbro è legata all’attivazione della rete neuronale, un insieme di regioni che potrebbe essere il responsabile dell’attività della nostra mente quando è a riposo e che è anche connesso ai processi di distrazione e di creatività.

Possiamo dire che quando ascoltiamo musica, così come accade con stimoli di altro tipo, si producono in noi risposte diverse. Risposte che rappresentano in modo particolare ciò che ci viene suggerito dalle note che ascoltiamo e dalla nostra esperienza personale.

Attraverso i nostri gusti musicali, proiettiamo la nostra personalità e possiamo manifestare la nostra essenza, le nostre sensazioni in certi momenti o le nostre emozioni in altri.

ballerini e luna

“La musica è l’arte che è più vicina alle lacrime e alla memoria”

(Oscar Wilde)

La musicoterapia per essere felici

Vi siete mai chiesti da dove viene quel sentimento di benessere quando ascoltate la vostra canzone preferita? La musicoterapia ha la risposta. Come accade per l’attrazione sessuale o per qualsiasi altra esperienza piacevole, l’attivazione del nucleo accumbens induce il nostro cervello a liberare dopamina ogni volta che ascoltiamo canzoni che incontrano il nostro gusto.

Due studi recenti pubblicati sul Journal of Positive Psychology segnalano che lo stato d’animo dei partecipanti, nel breve periodo, era migliorato notevolmente e che la loro felicità era cresciuta dopo aver ascoltato musica positiva od ottimista per due settimane.

Le stesse ricerche indicano anche che le canzoni tristi hanno l’effetto opposto e sostengono che la felicità possa essere considerata un compito personale. Sono arrivati a queste conclusioni dopo aver notato che le persone, invece di calcolare quanto fossero felici, si concentravano sul godersi la circostanza positiva che stavano vivendo.

cervello che si illumina

Queste ricerche suggeriscono che la felicità è legata ad una maggiore probabilità di avere un buon comportamento sociale, una migliore salute fisica, uno stipendio più alto e una maggiore soddisfazione nelle relazioni personali.

“Colui che ascolta musica sente che la sua solitudine, improvvisamente, si affolla”.

(Robert Browning)