Il narcisismo collettivo, un virus in continua espansione

17, luglio 2017 in Psicologia 288 Condivisi

Il narcisismo collettivo si è trasformato in un virus. Lo si può definire tale in quanto è cattivo, contagioso e si diffonde facilmente. Anche se può sembrare diversamente, la ricerca dell’esaltazione del proprio gruppo a discapito degli altri è una dinamica che è stata presente in tutte le epoche, variando in intensità e raggiungendo i suoi massimi in alcuni determinati periodi storici, come la Germania nazista.

Questo fenomeno esprime una certa nostalgia per il concetto di “razza superiore”. Naturalmente non si sviluppa soltanto a livello di razze, ma colpisce qualsiasi gruppo che condivide un elemento d’identità comune. Si può parlare di nazioni, così come di gruppi sportivi o professioni.

Il fenomeno si manifesta in modo molto visibile nel mondo del calcio. Il narcisismo collettivo porta alcuni tifosi a non poter ad accettare le vittorie delle squadre avversarie. Li porta, inoltre, ad esibire il proprio potere con cori, rumori o gesti estremi con i quali vogliono intimidire.

 “Narcisismo. Non potevo credere di non avere uno specchio a figura intera”

-David Levithan-

Accade lo stesso con gli stati e i sentimenti nazionalisti. Ci sono persone che se la prendono se ad altri non piace il loro paese. Non tollerano alcuna critica contro la propria nazione e desiderano ardentemente che la propria patria sia ammirata da tutti e considerata la migliore in tutte le circostanze.

È normale sentirsi orgogliosi per il paese in cui si è nati e cresciuti, o per il gruppo a cui si appartiene. Tuttavia, quando questa tendenza assume altre dimensioni, non si tratta più di un sentimento sano. Prima o poi, infatti, vi è il rischio di sfociare nell’intolleranza o nella violenza.

Da orgoglio di gruppo a narcisismo collettivo

Qual è la differenza tra orgoglio nazionale o di gruppo e narcisismo collettivo? Lo scopo delle persone affette dal virus del narcisismo collettivo non è sentirsi orgogliose per il proprio gruppo, bensì dimostrare che esso è superiore agli altri. Sullo sfondo si denota un senso di insicurezza che le spinge a voler riaffermare se stesse paragonandosi agli altri.

Qualsiasi sentimento, atteggiamento o comportamento umano portato all’esagerazione, probabilmente nasconde un sintomo di nevrosi. Il narcisismo non è da meno. Quando è costruito a livello individuale, caratterizza persone che amano ostentare e mostrare un’immagine di sicurezza che in realtà non appartiene loro.

Lo stesso accade per i gruppi. È più facile che il narcisismo collettivo fiorisca nei gruppi che condividono una scarsa stima di sé e forti dubbi sul proprio prestigio. Di conseguenza, anelano al riconoscimento degli altri. Ma non basta: cercano anche la sconfitta altrui su diversi piani.

Uno studio realizzato presso l’Università di Varsavia (Polonia) ha rivelato che i gruppi affetti da narcisismo collettivo sono generalmente composti da individui con forti sentimenti di insufficienza personale. Il gruppo diventa, dunque, un metodo per compensare la percezione del vuoto dentro e attorno a sé.

La manipolazione dei gruppi narcisisti

Di norma all’interno dei gruppi caratterizzati dal narcisismo collettivo viene eletto un leader autoritario e, in più di un caso, totalitario. Sentirsi guidati da una persona che si mostra invulnerabile e incredibilmente forte in tutti i casi, dà sicurezza ai suoi seguaci. I leader sfruttano al massimo queste premesse esaltando con veemenza la presunta superiorità del proprio gruppo.

Presso l’Università di Londra è stato studiato l’argomento e si è giunti alla conclusione che questi gruppi tendono a dare adito a teorie di cospirazione proprio contro gli stessi leader. Un nemico in comune può diventare il tassello che consente di consolidare l’uniformità e l’unione all’interno del collettivo. Il narcisismo porta le persone a sentirsi osservate, invidiate e potenzialmente a rischio di attacco da parte di altri.

Questi gruppi pian piano si dirigono verso la strada della vendetta e l’aggressione. Commettere atti violenti contro i non appartenenti al proprio gruppo viene visto in modo positivo, soprattutto se l’aggressione è indirizzata verso un possibile nemico, un cospiratore o a un loro alleato. Lo stesso vale per la vendetta, che passa dall’essere una reazione irrazionale e dannosa ad un diritto legittimo, validato dall’apparente necessità di difendersi.

Al contrario, i gruppi caratterizzati da un sano senso di orgoglio collettivo generano effetti costruttivi. In questi casi si lavora per la costruzione di una maggior coesione e fiducia reciproca. Un’unione che per consolidarsi non ha bisogno di denigrare gli altri né di passare sopra a chi è diverso. Se l’orgoglio ragionevole è il fondamento stesso della democrazia, il narcisismo collettivo è la base del fascismo e dei suoi metodi di imposizione e controllo.

Immagini per gentile concessione di Catrin Welz Stein

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