E se la scuola risvegliasse nei bimbi la stessa passione del calcio?

2 settembre 2016 in Curiosità 9 Condivisi

Magari la scuola suscitasse nei bambini la stessa passione del calcio! Magari diventasse davvero importante per i nostri figli ricevere un’istruzione di qualità! Un’educazione le cui scoperte risveglino la stessa emozione di un goal o di un canestro all’ultimo minuto della partita.

Magari potessimo valorizzare i maestri e fare della loro professione un lavoro ben considerato e remunerato! Magari riuscissimo a vedere nei nostri figli il loro vero potenziale, magari i governi dessero agli insegnanti gli strumenti migliori per insegnare nel modo più individualizzato possibile, rilevando ed esaltando i punti di forza di ciascun alunno!

Magari l’adolescente che fa domande, che dimostra passione per ciò che legge nei libri suscitasse lo stesso orgoglio nei genitori, nella società, del ragazzo che sembra la nuova promessa del calcio, la nuova medaglia olimpica o entrambe le cose! Magari i giornali dedicassero pagine e pagine alle nuove scoperte come fanno con i risultati delle partite di calcio!

Bambino-che-legge-sotto-un-albero

Mentre leggiamo e pensiamo a questi “magari”, ci sono migliaia di bambini che non hanno da mangiare, che cercano un posticino per mettersi a studiare un libro che hanno ereditato, che guardano il loro quaderno degli appunti e non capiscono cosa sia successo. Migliaia di bambini frustrati per via della matematica, per via dei compiti che non capiscono, delle guerre che non conoscono. Guerre, pregiudizi e credenze che evitano nell’affanno di andare avanti, di sopravvivere.

È dimostrato che gran parte dei sistemi educativi del mondo è inadeguata perché insufficiente, queste forme di istruzione limitano lo studio a scuola e non tengono in considerazione le conoscenze dei bambini per potenziarle. Anche se gli strumenti sono diversi, la cattiva educazione è presente sia nei paesi poveri sia in quelli più sviluppati.

L’effetto “dottor calcio”

In ambito sanitario è una cosa risaputa: nei periodi delle grandi partite di calcio o altre competizioni importanti, le urgenze in ospedale si riducono notevolmente. Un fenomeno talmente curioso da suscitare una certa riflessione sulle passioni che coltiviamo.

In Spagna e in altri paesi sono stati condotti degli studi in merito e le conclusioni riportano una riduzione del 35% di pazienti al pronto soccorso, contando come percentuale più alta il 44% se si tiene conto dell’affluenza di persone con dolori lievi o meno seri. La differenza è significativa e ci invita a farci delle domande sulle nostre abitudini.

Abitudini che si riflettono nella domanda, con risposta obbligatoria, che rivolgiamo ai nostri figli praticamente da quando pronunciano la loro prima parola: “che squadra tifi?”. Non ci poniamo il problema che magari il calcio non sia un loro interesse o almeno che non interessi loro in modo naturale. Li “obblighiamo” ad avere una risposta, a fissare un obiettivo.

Bambina-con-bottiglia-di-cuori

L’educazione è la base della società

Il segreto del successo dell’educazione finlandese, un riferimento chiaro in quest’ambito, è che le sue strategie sono caratterizzate da un’accurata selezione del personale insegnante a cui si offrono mezzi per diventare meravigliosi educatori.

Così, la garanzia che offre l’istruzione è quella di insegnare ai bambini in base al loro potenziale, assicurandosi che ognuno di loro arrivi a superare se stesso e non a sviluppare tematiche generali che non si prestano ad adattamenti, ma che comportano solo frustrazioni, noia, voti disastrosi e perdite che sono difficili da quantificare per via della loro grandezza per la società, per la specie o per il pianeta stesso.

Il miglior sistema educativo è quello che consente agli studenti di andare oltre e di migliorare i loro risultati, rendendo più personale e flessibile il loro curriculum. In altre parole, una proposta educativa basata sul concetto vygostkiano di capacità e di potenziale.

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Questo non vuol dire che dobbiamo smettere di emozionarci con lo sport. Saremmo sciocchi a non capire che, al di là della componente ludica, lo sport è fonte di emozioni e un contesto perfettamente valido per la formazione dei valori. Una buona squadra non sarebbe tale se i suoi componenti non capissero l’importanza della cooperazione, se nella pratica non mettessero in atto il principio gestaltico per cui il tutto è molto più della somma delle parti.

È un miracolo che l’educazione sopravviva al sistema dell’istruzione

Al giorno d’oggi l’educazione, concepita in termini di risorse e di concetto, è deficitaria in qualsiasi angolo del pianeta. Secondo Einstein, uno dei più grandi geni della storia, è un miracolo che la curiosità umana sopravviva all’educazione formale.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che manca qualcosa e non solo oggi. Perché, altrimenti, un bambino di 4 anni fa più di 100 domande al giorno e uno di 10 comincia solo a preoccuparsi delle risposte delle verifiche? La risposta è facile, come società stiamo tarpando le ali ai nostri figli. E questo non solo con la scuola.

Bambina-che-si-lancia-in-una-pozzanghera

Perché, se un bambino non può imparare secondo un percorso generalista pensato per lui e per i suoi coetanei, allora bisogna mostrargli il cammino che lo aiuterà ad imparare, quello che esalta le sue capacità. Alla fine, si tratta principalmente di rendersi conto che il vero diritto non è quello di essere tutti uguali, ma quello di essere diversi ed essere trattati come tali, a cominciare dall’istruzione.

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