Nei momenti peggiori ero da solo

23 ottobre 2015 in Emozioni 72 Condivisi
Capisco di essere solo quando cerco una mano e torvo solo pugni.
Ralph Johnson Bunche

Nei momenti peggiori ero da solo. Avevo la sensazione che tutti mi avessero voltato le spalle, per lo meno le persone che mi stavano attorno. Nei momenti belli è facile trovare compagnia, ma quelli brutti, nessuno vuole condividerli. Tanto per accentuare la tristezza, ho ricevuto molte critiche, disprezzo e una freddezza che mi gelava dentro. Mi sentivo triste, molto triste.

Ho smesso di credere negli esseri umani, come una piccola lumaca che si nasconde nel suo guscio, aspettando che esca quel sole che non si fa mai vedere. Non volevo parlare con nessuno, non volevo rispondere al telefono, tutte le conversazioni mi sembravano vuote e disumane.

Nonostante tutto, ho fatto uno sforzo, lo sforzo di imparare a vedere le cose da un altro punto di vista.
Condividere

Ho usato la mia piccola intelligenza emotiva. Ho pensato: “Magari potessi essere un po’ più grande!” e ho iniziato ad allontanarmi da tutte quelle persone, tutti quei grandi incontri che mi facevano sentire ancora più solo e triste. Perché…

Non c’è niente di peggio che trovarsi in un posto che tutti considerano il paradiso, ma che invece non è altro che il più disabitato dei deserti.
Condividere

Ho così cominciato ad ampliare i miei orizzonti, mi sono avvicinato a quelle persone che con i loro piccoli gesti mi facevano sentire davvero bene: una parola affettuosa, un abbraccio, uno sguardo sincero e puro.

È stato allora che ho iniziato a vedere le cose in un altro modo. Forse la lumachina iniziava ad intravedere la luce del sole dal suo minuscolo guscio.
Condividere
Solitudine2

Forse la verità è che siamo tutti soli nella vita e dobbiamo accettarlo in maniera realista. Nessuno può farci del male di continuo. Ognuno di noi ha i suoi problemi e le sue responsabilità. Un piccolo gesto, però, che non richiede nemmeno tanto sforzo, può aiutarci tanto quanto stiamo attraversando un brutto momento.

Fortunatamente, incontriamo sempre persone che hanno la grande capacità di offrire conforto. Quando meno ce lo aspettiamo, appaiono come la tanto desiderata manna dal cielo e ci consolano con qualche parola gentile. È un gesto molto semplice e non dovremmo mai dimenticare di rivolgerlo agli altri. Un piccolo gesto che ci fa sentire grandi.

Solitudine3

Perché la cosa più triste che può capitarci è perdere l’umanità, un aspetto così facile da dimenticare in una società in cui vigono tutt’altri valori rispetto alla bontà, l’altruismo o il rispetto. Una società in cui vige “io di più!” oppure “io, io e io” o “non ho tempo per un sorriso, sto facendo un’altra cosa”.

La freddezza, la mancanza di umanità non portano da nessuna parte e forse il detto “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” nasconde un grande insegnamento che non dovremmo mai dimenticare.
Condividere

Per questo, ogni tanto dovremmo farci tutti un esame di coscienza e pensare: “tutti abbiamo bisogno di tutti”. Perché non cominciare da noi stessi con qualche parola gentile, piena d’amore e non di pugnali che arrivano dritti all’anima e al cuore? Perché non mettiamo tutti il nostro granellino di sabbia per formare una montagna bellissima?

Siamo nati soli, viviamo soli, moriamo da soli. Solo attraverso l’amore e l’amicizia possiamo creare per un momento l’illusione di non essere soli.

Orson Welles

Dedicato a tutte quelle persone che in questo momento si riconoscono in queste parole. Dedicato a tutte quelle persone che hanno smesso di credere nel mondo in cui vivono. Dedicato a tutte quelle persone che sono invase dalla disperazione a causa di un mondo che tende alla disumanizzazione.

Guarda anche