Stimolare il nervo vago per ridurre l’ansia e migliorare la qualità della vita

16 settembre 2017 in Psicologia 2610 Condivisi

Il nervo vago interessa gran parte del nostro organismo, tant’è che molti lo definiscono una forza stimolante, un canale interno che regola il riposo e disattiva le risposte ansiose del corpo. Saperlo stimolare tramite esercizi come la respirazione diaframmatica, ci aiuterebbe senz’altro a ridurre molte delle emozioni negative da cui ci sentiamo quotidianamente attanagliati.

Fermiamoci un momento a pensare a tutte le situazioni che ci provocano ansia, a tutto quello che ci fa provare paura, disagio, repulsione… Visualizziamo questi istanti vitali e notiamo che in un preciso momento ci vengono degli spasmi, dei crampi allo stomaco, che si agita come se dentro ci fossero centinaia di farfalle nervose e arrabbiate. Questa sensazione viene raccolta istantaneamente dal nervo vago, che la invia al cervello con un messaggio: “c’è una minaccia”.

“lì dove raggiunge la maggiore profondità, l’acqua è più calma”

-William Shakespeare-

Il professor Wolfgang Langhans dell’ETH Zurich, assieme alla sua equipe, qualche anno fa ha scoperto che questa affascinante struttura del nostro corpo è fortemente legata alle nostre emozioni, nello specifico alla sensazione di paura o alla necessità di fuga. È stato dimostrato, ad esempio, che le persone che soffrono di ansia cronica, soffrono anche di ipersensibilità a questo nervo. Un altro dato che è importante ricordare è che il nervo vago parte dal cervello e raggiunge l’apparato digerente e respiratorio, il cuore e il fegato.

Di conseguenza, gran parte del nostro organismo perde il suo equilibrio quando è vittima dell’ansia: il cuore accelera, la digestione diventa difficile, soffriamo di diarrea… Tuttavia, un modo per regolare l’impatto della maggior parte delle nostre sensazioni negative è “attivando” adeguatamente il nervo vago. Sebbene questa struttura risponda a parametri diversi configurati in base al proprio organismo, vi è la possibilità di stimolarlo o rafforzarlo per favorire esattamente l’effetto opposto: il rilassamento.

Il nervo vago: una parte del nostro corpo che dobbiamo conoscere

Nel 1921 il fisiologo tedesco vincitore del premio Nobel, Otto Loewi, scoprì che stimolando il nervo vago avveniva una cosa davvero interessante: si riduceva la frequenza cardiaca e veniva prodotta una sostanza molto speciale che chiamò Vagusstoff (in tedesco “sostanza vaga”). Questa “sostanza vaga” in realtà era un neurotrasmettitore ben preciso: si tratta dell’acetilcolina, il primo neurotrasmettitore ad essere stato individuato dalla scienza.

L’acetilcolina è  una delle sostanze chimiche più importati nel nostro organismo, perché grazie ad essa si trasmettono gli impulsi nervosi. Il nervo vago da parte sua svolge un ruolo altrettanto essenziale e rilevante: agisce come una forza stimolante per il sistema nervoso parasimpatico, diventando responsabile di regolare le risposte di riposo, digestione, necessità di fuga e di rilassamento.

È per così dire una sorta di gioco di forze, in cui il benessere risiede nel proprio equilibrio omeostatico.

È come lo yin e lo yang del nostro organismo, in cui il punto di perfetto equilibrio si raggiunge quando si può godere di un giusto ed adeguato livello di attivazione, quando non si prova alcuna sensazione di allarme, ma nemmeno uno stato di rilassamento che sfiora la debolezza, l’apatia o l’immobilità.
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Psicologi clinici come Kyle Bourassa dell’Università dell’Arizona, ci spiegano che basterebbe semplicemente favorire una sana connessione del nervo vago tra l’intestino e il cervello per regolare maggiormente e in modo migliore la produzione di neurotrasmettitori come la acetilcolina e il GABA (acido gamma amminobutirrico). Grazie a questi neurotrasmettitori, potremmo ridurre il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa, potremmo rallentare l’attività degli organi iperattivi a causa dell’ansia (potremmo dormire meglio, godere di una digestione migliore…).

A seguire, esponiamo nel dettaglio alcune strategie con cui raggiungere questo scopo.

Come stimolare il nervo vago?

Va detto che è possibile stimolare il nervo vago grazie ad un buon fisioterapista specializzato in questo ambito. Tramite specifici massaggi nella zona della bocca dello stomaco, è possibile attivare l’azione del nervo vago per provare una gradevole sensazione di calma, alleviando così gli spasmi intestinali associati agli stati d’ansia.

“Una mente calma apporta forza interiore e sicurezza, per questo è molto importante per godere di buona salute”

-Dalai Lama-

Un’altra strategia per raggiungere questo risultato è la respirazione diaframmatica. È un ottimo strumento di rilassamento quotidiano, e se viene pratica ogni giorno, diminuiranno le sensazioni di minaccia, migliorerà la digestione, godremo di un migliore equilibrio interiore e riposeremo meglio. Inoltre, esistono molte altre strategie che insieme alla respirazione profonda o diaframmatica ci possono essere d’aiuto:

  • L’esercizio aerobico moderato praticato ogni giorno.
  • Connessioni sociali positive e costruttive.
  • Praticare la meditazione.
  • Tenere un diario personale, per favorire il dialogo con sé stessi.
  • Il consumo di probiotici, in quanto si è scoperto che avere una flora intestinale sana e forte si riflette anche sulla salute cerebrale.
  • Docce fredde di pochi secondi.
  • Praticare lo yoga.
  • Dormire sul lato sinistro.
  • Ridere spesso.
  • Aumentare i livelli di serotonina e ossitocina.

In conclusione, come possiamo vedere da quest’ultimo elenco, c’è un aspetto su cui senza dubbio dobbiamo porre la nostra attenzione: il semplice fatto di coltivare emozioni positive, ad esempio godendo di buone relazioni sociali, avere momenti di svago, risate e distensione, offre uno stimolo molto positivo al nostro nervo vago.

Non dimentichiamo che è nell’intestino che viene prodotto tra l’80 e il 90% della serotonina, l’ormone del benessere. E non dobbiamo sottovalutare che il semplice fatto di sorridere, ballare, camminare, nuotare, ecc., genera cambiamenti metabolici molto positivi. Cambiamenti che questo importante nervo che “vaga” all’interno del nostro corpo capta istantaneamente per inviare poi un messaggio preciso al nostro cervello: “tutto è calmo, stiamo bene”.

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