Non lasciare a nessuno le redini della tua mente

· 20 maggio 2017

L’opinione altrui è solo questo, il pensiero di una mente che non è la nostra, il pensiero di una persona con esperienze ed interessi diversi dai nostri. Tutti nel nostro ambiente viviamo con persone a cui piace giudicare e proiettare la loro vita e le loro esperienze sugli altri. Credono che i loro limiti siano i nostri e che la strada che hanno intrapreso sia la migliore, mentre gli altri si allontanano da ciò che è “giusto”.

Spesso queste persone vorranno farci credere che non valiamo abbastanza o che non siamo bravi a sufficienza. Tuttavia, dare la colpa agli altri dei propri problemi o sentirsi responsabili per i problemi altrui sono due modi di perdere il controllo della propria vita.

È probabile che nella vita vi siate ritrovati in una o in entrambe queste situazioni. Non aspettate che siano gli altri a fare le cose per voi. Se voi per primi non le fate, come potete pensare che le facciano gli altri? Decidere di gestire la propria mente e la propria vita, senza aspettarsi nulla dagli altri, è la scelta più matura e intelligente che si possa fare.

Dice più di una persona la direzione che prende che non dove si trova o da dove viene.

Non siate il vostro piano B

Nella cultura dell’immediatezza, i primi a risentirne sono lo sforzo e la perseveranza. Vogliamo tante cose e le vogliamo subito. Senza pianificare, senza tempo per riposare. Pensate che la differenza tra sogni e capricci risiede nella capacità di posticipare le ricompense e le gratificazioni. Perseverare significa fare ciò che serve quando serve.

Per essere il nostro piano A, dobbiamo vivere per noi, lasciando da parte quello che gli altri possono dire del nostro comportamento. Se dovessimo tener conto di tutte le opinioni altrui, non ascolteremmo mai l’unica importante, ovvero la nostra.

Non si tratta di adottare una posizione arrogante, ma di non lasciarci condizionare dai comportamenti e dai commenti altrui. Prendere le redini della nostra vita comporta una profonda conoscenza di noi stessi e la convinzione di dover seguire i nostri interessi, cercando il più possibile di non farci influenzare dagli altri. Se viviamo la nostra vita per compiacere gli altri, le possibilità di successo saranno molto basse.

Spesso le persone dicono di non aver ancora trovato se stesse. In realtà, non si tratta di trovare qualcosa, ma di crearlo.
Thomas Szasz

Nessuno può stare nella vostra mente

Se nessuno può provare quello che proviamo noi, è altrettanto vero che nessuno può pensare al posto nostro o entrarci in testa. In un modo o nell’altro, prima impariamo chi siamo (in questo processo capiamo di avere caratteristiche che ci accomunano o ci allontanano dagli altri) e poi conviviamo con questa decisione.

Tuttavia, possiamo sempre cambiare il nostro dialogo interiore, sostituendo i “Povero me!”, “Gli altri sono cattivi!” con “Posso farcela!”, “Questo mi renderà più forte!”. In questo modo, cambiamo l’atteggiamento con cui affrontiamo la vita. Possono sembrare solo parole, ma ci daranno la spinta definitiva attraverso i cambiamenti neurochimici che questi atteggiamenti producono nel cervello.

Nessuno può decidere per noi, nessuno cresce al posto nostro e nessuno fa quello che dovremmo essere noi a fare. Nella vita possiamo accettare la presenza di aiutanti, ma non di ricambi. Niente sostituisce l’individualità e il proprio modo di pensare. Gli altri possono essere importanti, ma in definitiva elaboriamo il nostro pensiero, il nostro criterio, ovvero che nessuno può prendere decisioni al posto nostro.

Solo così saremo in grado di rispondere come sappiamo fare davvero, approfondendo la conoscenza di noi stessi che ci guiderà e ci farà capire cosa conviene fare e i motivi per cui farlo.

Ci sono tre cose estremamente dure: l’acciaio, un diamante e conoscere se stessi.
Benjamin Franklin