Niente ci appartiene, la vita presta senza dare

· 30 luglio 2018

L’attaccamento è ritenuto un vincolo, un legame affettivo molto forte. Determina lo sviluppo della personalità, il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, con ciò che ci circonda e in cui vediamo la vita. Purtroppo, però, l’attaccamento presenta un lato negativo, un inconveniente: niente ci appartiene.

Certi tipi di attaccamento sono necessari; ad esempio della presenza di una figura stabile nei primi anni di vita per un corretto sviluppo cognitivo ed emotivo. D’altra parte, l’attaccamento pericoloso è quello che ci riempie di ansia e paura quando siamo davanti all’oggetto o alla persona per cui nutriamo questi sentimenti. Tutte le relazioni sono basate su una certa forma di attaccamento. Nonostante ciò, non tutti i tipi di attaccamento sono salutari.

È vero che alcune delle nostre relazioni possono provocarci ansia davanti alla prospettiva di perderle. Per evitarlo, dobbiamo ricordare che, indipendentemente da quello che la vita ci ha dato, si tratta solo di un prestito, niente ci appartiene. Esserne grati è il primo passo per avere un buon legame con le persone che ci circondano. Accade lo stesso con il lavoro, le vacanze o con qualsiasi altra situazione che si presenti.

“Siate grati con tutti voi stessi per ciò che la vita vi ha messo davanti. Si tratta sempre di ciò che avete seminato”.

Ragazza braccia aperte tramonto

Niente ci appartiene: la vita ce lo presta

Avere relazioni nelle quali ci sentiamo sicuri non è un dono, bensì un’arte che esige pratica e volontà. Quando una relazione viene mantenuta solo per abitudine, non esistono altre ragioni che le diano senso e importanza. Si tratta di un attaccamento pericoloso. L’ideale per il nostro benessere mentale sarebbe terminare la relazione in questione.

Se non impariamo a lasciar andare, le conseguenze saranno negative. Se l’attaccamento ci attanaglia e rimaniamo intrappolati, attaccati ai nostri sogni, alle nostre fantasie e illusioni, la sofferenza crescerà senza eguali e la tristezza sarà la nostra compagna di viaggio. Buddha, con una delle sue frasi più celebri affermò che l’origine della sofferenza si trova proprio nell’attaccamento.

Niente ci appartiene completamente, la vita ce lo presta. Ce lo regala affinché possiamo imparare a goderne e lasciarlo andare.

Non tutte le forme di attaccamento sono nocivi, anzi alcune sono utili, addirittura necessarie. Un attaccamento sano è basato sul saper godere di quello che abbiamo nel momento presente, senza il bisogno che continui a essere al nostro fianco per stare bene. Se riveliamo la fonte della nostra sofferenza, con incredibile semplicità capiremo che, non è di per sé l’oggetto il fulcro dei nostri patimenti, bensì il nostro attaccamento nei suoi confronti.

Questo perché tendiamo a percepire le cose come entità permanenti. Quando cerchiamo di raggiungere le nostre mete, utilizziamo l’aggressività e la competitività come strumenti apparentemente efficaci. Questo processo, però, ci distrugge sempre di più. Per evitarlo, dobbiamo accettare che niente è permanente, la vita ce lo presta.

“Le persone sono belle come un tramonto, se gli si permette di esserlo. Una delle ragioni per cui apprezziamo un tramonto però, è il fatto che non possiamo controllarlo”.

-Carl Rogers-

Stormo di uccelli niente ci appartiene

Dipendenza e indipendenza a confronto

Il nostro contesto culturale ci invita a essere dipendenti da altri: genitori, figli, partner, ecc. Fin da piccoli ci hanno inculcato l’idea dell’amore romantico, ovvero quel sentimento che lega i membri di una coppia e che non permette loro di vivere separati l’uno dall’altra. Ciò nonostante, la dipendenza nelle relazioni di coppia è altamente nociva. Ci rende persone completamente incapaci a livello emotivo.

La dipendenza non è di per sé né giusta né sbagliata. È sempre presente in una certa misura nella nostra vita. Dobbiamo ammetterlo, innanzitutto con noi stessi, poi con gli altri. Questa consapevolezza ci permette di instaurare e riconoscere relazioni più sane.

Attualmente si tende a considerare la dipendenza con un certo disprezzo, come se fosse un segnale di debolezza. Soffermiamoci un attimo a pensare. Quasi tutti gli aspetti della nostra vita sono il risultato degli sforzi altrui. La nostra preziosa e magnifica indipendenza non è altro che un’illusione o una fantasia. Per godere di una vita felice, abbiamo bisogno di amici, buona salute e beni materiali. Curiosamente sono tutte aree in cui dipendiamo da altri.

Il nostro bisogno degli altri è paradossale. Nello stesso momento in cui esaltiamo la più feroce indipendenza, desideriamo anche l’intimità e la connessione con una persona speciale e amata. Il segreto quindi, sta nell’amare senza avere bisogno. Niente ci appartiene, la vita ce lo presta. Iniziamo a godere di ciò che abbiamo.

“Nei nostri folli tentativi, rinunciamo a quello che siamo per quello che vogliamo essere”.

-William Shakespeare-