Non volermi docile né sottomessa né ordinata

· 26 ottobre 2017

Amami così: libera, a volte disordinata, audace, caotica a momenti, imperfetta, sempre luminosa. Non desiderarmi docile, sottomessa, silenziosa; non idealizziamo un amore da libello e non cancelliamo le sfumature che ci rendono unici, a me e a te. E se vuoi che sia così, è meglio che mi lasci andare, restituiscimi al mio mondo, alle mie correnti, alla mia nutriente solitudine, alle mie radici…

Benjamin Franklin diceva, senza sbagliarsi, che nel nostro mondo ci sono tre cose particolarmente dure: una è l’acciaio, l’altra il diamante e la terza è conoscere se stessi. È evidente che tale impresa non è facile, che immergerci tra gli scogli delle nostre insicurezze, paure, inquietudini, virtù e ombre richiede un’abilità paziente e coraggiosa.  

Tuttavia, poche cose sono coraggiose come delimitare i propri confini personali, come conquistare spazi privati e auto-conoscenze per mantenere un’autentica fedeltà verso se stessi. Solo in questo modo sarà possibile stabilire relazioni affettive più soddisfacenti, solo così si darà forma ad un’esistenza più integra e conforme ai propri valori, nella quale condotte e pensieri sono sempre in rigoroso equilibrio.

C’è un dato che dovremmo avere ben presente: di recente il Dottor Yi Nan Wang, famoso ricercatore di psicologia della personalità, in uno dei suoi lavori ha spiegato che buona parte delle coppie arriva a “diluire” parte del suo Io per raggiungere una migliore sintonia con la persona amata. Un desiderio di comunicazione che si trasforma in un atteggiamento più docile e nel dare la priorità ai bisogni del partner mentre si mettono i propri nel dimenticatoio.

Il Dottor Wang, dunque, afferma che siamo capaci di sviluppare quello che egli stesso ha definito come “autenticità equilibrata”. Si tratta di un concetto basato sulla teoria psicosociale di Erikson, con il quale ci ricorda che ogni relazione mutuamente soddisfacente passa prima per una fase durante la quale siamo stati capaci di delimitare la nostra identità.

Occhi di ragazza con fiori

Il bisogno di praticare un’autenticità sana

Forse in passato eravamo docili, manipolabili, compiacenti…La maggior parte di noi lo è stato per qualche anno, perché è così che ci hanno educati, perché lo volevano gli altri. In questo modo, è ovvio, risultavamo più facili da trattare, da controllare; eravamo abili ad adattarci agli ingranaggi di una società nella quale talvolta dire la propria è poco più che una audacia.

Tutto ciò ci porta a provare una certa paura o reticenza nel mostrare il nostro autentico Io. Allo stesso modo, e nonostante ci sia chiaro che questi pensieri, queste voci e questi sentimenti sono essenziali per la nostra integrità, diciamo a noi stessi di “no”, che è meglio non farli vedere, sentire, notare troppo. Temiamo di essere rifiutati a causa loro, temiamo di contrariare gli altri, di ferire i loro sentimenti, di rompere gli schemi creati sulla nostra persona.

Tuttavia, dove resta il nostro personale schema o la nostra identità? Boicottati. Non essendo capaci di mettere in atto un’autenticità sana, diveniamo il nostro stesso cecchino emotivo. Pensando che essere autentici possa ferire chi ci circonda, diveniamo vittime della nostra stessa ingenuità. Tuttavia, non è così.

Mostrarci al mondo per come siamo, per quello che pensiamo e proviamo non è un’aggressione, tutto il contrario. In questo modo delimitiamo confini e creiamo spazi più franchi, sani e degni.
Ragazza che chiude la felpa

Aristotele disse che l’autenticità più sana è possibile grazie a quello che egli definì un “equilibrio dorato”, lì dove essere franco non deve per forza ferire né causare rifiuto, poiché quello che mettiamo in atto, in realtà, è l’onestà.

Non volermi docile, ma con le mie sfumature, le mie luci e i miei bui

Il Dottor Yi Nan Wang dell’Università Normale di Pechino ha creato di recente l’interessante scala “AIRS” (Authenticity in relationships scale), la quale ha lo scopo di misurare il livello di autenticità dei due membri di una relazione di coppia. Con essa si è giunti alla conclusione che una delle chiavi del benessere sociale nella popolazione è proprio la capacità degli individui di praticare l’onestà personale prima citata e il senso autentico di identità con cui non boicottare se stessi né lasciare che lo facciano gli altri.  

I 9 elementi che compongono la scala “AIRS” e ai quali dovremmo rispondere con un “sì” o con un “no” sono i seguenti:

  1. Nascondo sempre i miei veri pensieri per timore della disapprovazione altrui.
  2. Mi piace soddisfare i bisogni degli altri.
  3. Non ho il coraggio di dire agli altri la verità per non ferire i loro sentimenti.
  4. Sono pienamente cosciente di dovermi impegnare con me stesso.
  5. Trovo sempre il modo di conciliare i miei bisogni con quelli degli altri.
  6. Non rinuncerei mai al mio vero Io e non permetterei al mio partner di farlo per me.
  7. In generale dico la verità senza preoccuparmi di come possono reagire gli altri.
  8. Mi do la priorità, i sentimenti degli altri non sono importanti.
  9. Offendo quasi sempre la gente parlando con franchezza.

Ragazza con corna e fiori

Come valutare la scala dell’autenticità

Di certo vi sarete già fatti una vaga idea su come valutare questa scala. Tuttavia, bisogna dire che misura tre dimensioni:

  • Gli elementi 1-3 rappresentano l’autenticità distorta, quella con cui le persone sono solite rinunciare ai propri sentimenti e alla propria identità in nome di quelli altrui.
  • Gli elementi 4-6 rappresentano l’autenticità equilibrata o la capacità di esprimerci in libertà e con rispetto tenendo in considerazione sia i nostri bisogni sia quelli degli altri.
  • Gli elementi 7-9 rappresentano l’autenticità egocentrica o la tendenza più estrema che ci induce a cadere nell’egoismo o nell’aggressione dando la priorità a noi stessi al punto da ferire o offendere gli altri.

Per concludere, come abbiamo potuto vedere, dobbiamo essere capaci di mettere in atto l’autenticità equilibrata, quella che coniuga l’onestà con il rispetto, la libertà con l’appartenenza e l’autostima con la crescita della coppia, non solo nelle relazioni di coppia. Si tratta, in realtà, di una dimensione da mettere in atto in tutti gli ambiti della nostra vita, lì dove non vale essere docili né sottomessi, bensì luminosi, con carattere, unici e senz’altro meravigliosi.

Immagini per gentile concessione di Kelly Smith