Non so ancora come, ma ce la farò!

· 26 luglio 2017

Non so cosa farò per uscire da questo tunnel in cui sono intrappolata. La vita volte è così piena di nebbia che si rischia di sbagliare strada e addirittura si può pensare che il mondo finisca domani. So, però, che questa situazione è frutto della cecità causata da tutte le emozioni e i pensieri negativi che mi assillano. Dentro di me so per certo che riuscirò a venirne fuori. Perché altre volte ho provato questa sensazione e sono sempre riuscita a superarla.

Ci sono diverse situazioni che ora, guardandole da un punto di vista diverso, mi fanno pensare di aver superato i miei limiti, tenendo conto del pericolo che rappresentavano davvero. In quei momenti, il dramma più grande era quello che creavo nella mia mente. Tuttavia, ci sono ancora delle credenze e punti di vista che devo rivedere, devo trovare la calma in qualche modo.

Ce la farò, a patto di correre il rischio, di affrontare le mie paure e di mettere da parte l’idea che sono un motivo per desistere.

La fine è sempre un nuovo inizio

La fine di qualcosa è sempre un momento difficile, che demoralizza. Quella tristezza che ci accompagna quando finiamo un libro o la nostra serie tv preferita, quella paura che ci invade dinanzi alla possibilità di rompere con il partner e distruggere l’idea dell’amore eterno, queste emozioni provocano in noi una sensazione che vogliamo evitare a tutti i costi.

Tuttavia, questo ci impedisce anche di prendere decisioni che si rivelerebbero vantaggiose. Ad esempio, non è negativo mettere fine ad un rapporto se non c’è più alcun legame se non i ricordi, se si tratta di una relazione che anzi potrebbe essere motivo di sofferenza. Ci convinciamo del contrario, però, e manteniamo la nostra posizione, forti di una falsa sensazione di lealtà verso l’altro, mentre tradiamo noi stessi.

A volte rompere o lasciarsi qualcosa alle spalle non è una decisione che prendiamo consapevolmente. Talvolta sono le circostanze ad obbligarci a chiudere un cerchio e lo fanno senza darci la possibilità di fare un passo indietro. Questo è un duro colpo per noi. Non siamo pronti a decidere e non è nemmeno qualcosa che vogliamo davvero.

Le cose durature, eterne, sicure le consideriamo belle, buone, viceversa l’opposto di queste situazioni è per noi negativo. È questo che ci hanno insegnato fin da piccoli, quello che ci spinge ad attaccarci a diversi oggetti, situazioni e persone. Per questo facciamo fatica a lasciare andare, a mollare, a prendere decisioni che rappresentino una fine.

Riuscirò a chiudere quella porta e avrò nuove e migliori possibilità, riuscirò a considerare i fallimenti come successi personali.

La fine chiude un ciclo, è vero. Fasi che arrivano al termine e che non si ripetono. Non si può riavvolgere il nastro, non c’è modo di far tornare il passato ad essere presente. Quello di cui non siamo consapevoli è che ogni fine segna in realtà un nuovo inizio: la paura acceca la realtà. Se una cosa finisce, allora è un modo eccellente per intraprendere nuovi sentieri con la forza che l’esperienza ci ha donato.

Quando la vita si fa dura, possiamo perdere la rotta, ma non ci arrendiamo

Sbarazziamoci di quelle credenze per cui sembra che la fine di qualcosa sia la materializzazione di un fallimento. Questo non apporta altro che frustrazione e una grande ansia che ci paralizza e ci impedisce di andare avanti, danneggia la nostra autostima facendoci pensare che dentro di noi ci sia una sorta di magia nera che è abbastanza potente da porre fine a qualsiasi progetto importante.

Abbiamo più resistenza di quanto crediamo, una capacità di cogliere lo stimolo anche quando la mente tende a dimenticare che l’abbiamo già fatto. Abbiamo vissuto molti momenti in passato pensando di aver toccato il fondo o raggiunto la fine, ma quando meno ce lo aspettavamo, sono sorte nuove possibilità.

Fa male porre fine ad una situazione che ci ha resi felici, che ci ha regalato tanti momenti belli. Ci “abituiamo” alla sicurezza della routine. Il non uscire dalla quotidianità è ciò che ci fa sentire al sicuro e certi che tutto andrà bene.

Siamo ormai abituati a stare nella nostra zona di comfort: calda, piacevole, accogliente. Stiamo davvero bene lì, ma arriva il momento in cui ci sentiamo in una fase di stallo. Inoltre, per quanto desideriamo essere al sicuro, le avversità, i problemi e le difficoltà sono sempre in agguato per metterci alla prova.

La zona di comfort mi protegge, ma dall’ambiente esterno, non da me stesso.

Giunti a questo punto, so per certo che riuscirò a vedere le circostanze più sgradevoli come un’opportunità e non come un infortunio. Perché dopo aver evitato varie situazioni che mi richiedevano di prendere delle decisioni, prima o poi arriverò ad una strada senza uscita per cui, volente o nolente, dovrò mettere alla prova la mia determinazione.

Immagini per gentile concessione di Zandraart