Non mi hai mai visto nuda, non sai niente dei miei sogni

· 3 novembre 2016

Non mi hai mai visto nuda, non sai niente dei miei sogni. I miei sogni consumati dal trascorrere del tempo che misi in attesa, sperando che ci saremmo incontrati di nuovo.

Ora mi sono resa conto che quest’attesa è stata tempo perso, mi sono accorta di aver rincorso una chimera. Se ci si ama davvero, non c’è bisogno di voler cambiare niente, ma cresce sempre più la voglia di stare insieme e di superare le difficoltà che cercando di impedire questa unione.

Mi rendo altrettanto conto che i nostri incontri intimi, alquanto idealizzati, non erano niente più che il polverio che distrae dal sapere la verità sulla persona che abbracci. Spogliarsi a qualcuno significa scommettere fino alla fine, nonostante gli ostacoli e le peripezie che si incontrano sul cammino. Ora mi rendo conto che la mia nudità era per te unicamente mostra di disponibilità, ma che mai capisti il senso del mio dare celato dietro ad essa.

Svestirsi non è lo stesso che spogliarsi del corpo e dell’anima

Da nudi la vera intimità è ciò che passa per la nostra mente quando lo siamo, mente che a volte rimane impietrita e inerme tra le carezze e la passione, un’intimità che tace all’idea dell’intorpidimento di quest’ultima. 

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Le conversazioni riguardo il futuro e le proprie aspettative si evitano semplicemente perché “le parole sono di troppo quando si dà un abbraccio sincero”. Tuttavia, come fidarsi del linguaggio degli abbracci se, per alcuni, questo è solo un istante, mentre per altri è l’eternità desiderosa di essere condivisa? Quando due anime raggiungono la pace, non ci si può dichiarare guerra silenziosamente. Bisogna parlare di paure, di aspettative, di sentimenti.

Non si può sperare in una relazione normale senza conoscere i sogni dell’altro. Le sue idee sulla vita, il suo modo di sentirsi felice. Come rimanere indifferenti ad un sentimento che qualcuno prova intensamente dentro di sé, del quale l’altro rimane intrappolato?

Spogliarsi davanti a qualcuno, tenendosi dentro la vera intimità

Qualsiasi persona si dà all’altro senza pensare di ricevere niente in cambio, niente che non corrisponda a quanto deriva dalla stessa qualità dell’intimità. Tuttavia, ci si aspetta che, dopo i baci, gli abbracci e la passione, quello che proviamo nel profondo affiori in superficie. Perché nascondere ciò che si prova significa vivere un amore prigioniero. 

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Non ci si può godere l’amore romantico ignorando le illusioni e le immagini che questo ci trasmette. A volte si ignorano per paura di non essere compresi, per incoscienza o per evitare il compromesso del malinteso, che non significa condannarsi, ma liberarsi di essa quando si vive davvero ciò che si sente.

Possiamo mostrarci disposti ad aspettare che la paura scompaia, ma possiamo anche rimanere in attesa, senza porre fine alla nostra esistenza, nella consapevolezza di ciò che siamo davvero. Forse è proprio questo il rischio che non vogliamo correre ma, così facendo, non saremo mai consapevoli di quanto avremmo potuto armonizzare con i sogni dell’altro, molto più che con la sua nudità.

L’effetto Zeigarnik di alcune relazioni

Non esiste peggiore nostalgia che rimpiangere ciò che non è mai stato, e neppure peggiore certezza della consapevolezza di aver perso per sempre qualcosa di buono. Dicono che il finale aperto e le storie prive di una conclusione siano meravigliose, che ciò che si interrompe si ricorda meglio: è l’effetto Zeigarnik che descrive la psicologia nei suoi studi sulla memoria.

Tuttavia, la memoria non serve né al desiderio né al tormento. Interrompere ciò che si desidera e si ama è una pena che non potrà mai essere ricordato eroicamente, ma che rivelerà sempre la codardia di quel momento. Tacere nudi per non disturbare, perdendo un amore che finisce nell’oblio.