Perché al giorno d’oggi l’amore dura meno?

· 29 gennaio 2017

I miei nonni, un po’ scherzando e un po’ davvero affranti, mi dicono sempre che, di questi tempi, l’amore fa fatica a sopravvivere. Trionfano i servizi a domicilio e le cose istantanee. Gli investimenti incerti e lenti spaventano; inoltre, non è necessario che passino molti anni per decidere di tornare indietro da posti per cui siamo passati rapidamente, senza aver avuto il tempo di conoscerli davvero.

Tant’è che le coppie relativamente giovani che hanno accumulato tanti anni assieme sono una specie in via d’estinzione. I più giovani dicono che prima di trovare il vero amore, bisogna aver vissuto l’amore occasionale. Quello che non sanno è che, man mano che crescono, accumulano fissazioni e rendono la vita sempre più complicata a Cupido.

Invecchiando non accumuliamo solo rughe, ma anche gatte da pelare; nel frattempo, perdiamo la pazienza. La pazienza non viene intaccata dagli amori incondizionati, come quelli che provengono dalla famiglia, ma da quegli amori non ancora nati o che sbocciano molto lentamente. Perché l’intimità ha bisogno di spazio e affetto.

“L’amore è come il cuore, misura lo spazio e il tempo”.

(Marcel Proust)

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Le occhiaie non sono attraenti

Salvo eccezioni, se un giovane vuole vivere fuori casa e affrontare le spese legate alla sua indipendenza, dovrà lavorare molte ore. Salvo in pochi e determinati lavori, il prezzo all’ora è basso, gli affitti sono alti, l’elettricità e il riscaldamento sono un lusso e le vacanze… Vacanze?!

Questo fa sì che le preoccupazioni aumentino, che le ore di sonno si riducano e ci porta a trasformare il tempo da dedicare alle nostre relazioni in brevi messaggi vocali o sms. Questo può durare un po’, il tempo dell’inerzia iniziale, fino a che due persone non si alzano dal letto come fossero due sconosciute. Con la stessa indifferenza, lo stesso distacco.

Viviamo più anni rispetto al passato, ma siamo attraenti per meno. Abbiamo a disposizione il botulino, ma non l’allegria. Quella che genera sorrisi e che alimenta la generosità che ne produce altri. Diamo una certa immagine di noi sui social network e conviviamo con un’altra immagine solo vagamente somigliante a quella pubblicata, perché dobbiamo ammettere che quando abbiamo “postato” la foto stavamo già ingannando gli altri.

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Amare in tempi duri

È così che l’amore deve compiere una prova di sopravvivenza, perché deve assecondare questo ritmo di vita imposto dalla società. Soffre con i nuovi canali di comunicazione, perché un “ti amo” seguito da un’emoticon non sarà mai uguale a quello detto a voce, con un bel mazzo di fiori e uno sguardo intenso. Una passeggiata al parco a mangiare frutta secca e ad esprimere le proprie speranze non assomiglierà mai ad una cena su Skype, con la paura costante che possa cadere la linea.

Se i mezzi con cui ci occupiamo dell’amore sono peggiorati, è naturale che anche l’amore sia più fragile, che abbia meno resistenza e che riceva più “colpi”.

Ci arrendiamo prima perché prevediamo che anche l’altro possa farlo. Facciamo le valigie prima di chiudere la relazione perché abbiamo troppe risorse per depositarle in un’improbabile promessa. Siamo più consapevoli che mai della mortalità dell’amore e delle conseguenze del suo fallimento.

Non ci diamo l’opportunità di provarci, perché non possiamo permetterci di sconvolgere la nostra routine se per caso qualcosa dovesse andare male. Un evento così sconcertante non sarebbe ammissibile.

La realtà è troppo instabile per credere che un attraente sconosciuto porti sul corpo nei di cui un giorno ci ricorderemo.

Per questo motivo, amare ai giorni nostri è complicato. Gli ostacoli sono molto più grandi di prima, nonostante in passato gli amanti non potessero restare da soli o venissero censurati se si coccolavano in pubblico. Abbiamo ucciso un mostro per crearne un altro più potente e più inquietante.  Forse ci siamo evoluti in molti aspetti, ma questi tempi sono più duri che mai per l’amore.