Paradigma del transfer di eccitazione: cos'è?

22 dicembre, 2019
Quando ci troviamo dinnanzi a qualcuno che reagisce in modo spropositato a uno stimolo apparentemente innocuo, si parla di paradigma del transfer di eccitazione.
 

Siamo al 92esimo minuto della partita. Ne manca uno per la conclusione. La Juventus vincerà per un gol a zero contro l’Inter. Un giocatore della Juve cerca di bloccare l’ingresso nella propria area da parte del giocatore avversario, che cade. L’arbitro fischia il fallo e i giocatori della Juventus esplodono contro di lui. Alcuni sembrano in collera. Un giocatore della squadra bianconera istiga un avversario e questi reagisce. L’arbitro si vede costretto a estrarre due cartellini rossi e diversi cartellini gialli. Cosa sta succedendo? Tutte le persone coinvolte sono vittime del paradigma del transfer di eccitazione.

Spesso ci troviamo davanti a situazioni in cui qualcuno reagisce in modo sproporzionato a uno stimolo apparentemente innocuo. In molti casi riceviamo risposte sgradevoli da parte di una persona cara o di un conoscente dinnanzi a un commento che abbiamo fatto. Tuttavia, né il commento né l’intenzione avevano come finalità quella di danneggiare. Inoltre, questi eventi tendono a essere più frequenti a fine della giornata. Perché? Continuiamo a leggere!

Cosa ci sta succedendo?

Dolf Zillmann ha messo a punto il paradigma del transfer dell’eccitazione basandosi sulla teoria dell’arousal, postulata da Stanley Scachter. Secondo questo autore, l’arousal equivale all’attivazione fisiologica. Nonostante sia una teoria molto più approfondita, questa breve descrizione ci basta per comprendere il paradigma di Zillmann.

Secondo questo ricercatore, l’attivazione fisiologica non cessa subito quando si esauriscono le condizioni che l’hanno attivata, bensì ritarda nella comparsa perché i meccanismi ormonali che ne sono alla base sono lenti. Se una persona si è attivata in un contesto A e poco dopo si ritrova nel contesto B che provoca in lei un’emozione, questa seconda attivazione si aggiungerà alla prima generata nel contesto A. Questo è quanto conosciuto come arousal residual: il livello di attivazione che trasciniamo da un contesto all’altro.

 
Pugni chiusi sul tavolo come simbolo del paradigma del transfer di eccitazione

Errata attribuzione

Quando trasferiamo l’arousal dal contesto A al contesto B, in genere attribuiamo erroneamente l’arousal solo al contesto B. Se la nostra giornata lavorativa è un incubo e all’ultimo minuto il nostro superiore ci affida un nuovo compito anche se non abbiamo il tempo per portarlo a termine, la nostra reazione potrebbe essere di profonda ira contro di lui (anche se il più delle volte non glielo diremo). Stiamo attribuendo tutta la nostra rabbia alla responsabilità derivante dall’ultima mansione che il capo ci ha affidato.

Non fate nulla spinti dalla furia della passione; equivarrebbe ad andare al mare in piena burrasca.

-Thomas Fuller-

Se il compito del nostro capo ci fosse stato assegnato all’inizio della giornata, sicuramente lo avremmo eseguito senza alcun problema, visto che in quel momento non avevamo ancora trasferito alcun tipo di attivazione fisiologica. O forse sì, a seconda di come è andata la giornata dal momento in cui ci siamo svegliati fino al nostro arrivo in ufficio. Così, il paradigma del transfer di eccitazione può compiersi o meno, in base a come sta andando la nostra giornata.

 

Per questo motivo, prima di rispondere a qualcuno con rabbia, è meglio lasciar passare qualche minuto e cercare di rilassarci nei limiti del possibile, visto che molto spesso, per dirlo in modo colloquiale, tendiamo a “scaldarci” e qualunque cosa ci venga detto può farci alterare. “Non dirmi niente che sto passando una giornata terribile”. Quando ci sentiamo dire questa frase, meglio tacere.

Esperimento di Zillmann sul paradigma del transfer di eccitazione

Nel 1971, Zillmann condusse un esperimento sull’effetto che film dal diverso contenuto emotivo avevano sul comportamento aggressivo. Lo divise in tre fasi:

  • All’inizio della seduta un complice provocava il partecipante, risvegliando in lui la rabbia.
  • Poi veniva proiettato un film dal contenuto violento, erotico o neutro.
  • Nell’ultima fase il partecipante aveva la possibilità di sfogarsi sul complice in diversi modi.

Zillmann si aspettava chi aveva visto i film erotici o aggressivi avrebbero manifestato sfoghi di maggiore intensità verso il proprio “nemico”. I risultati dimostrarono che i partecipanti che avevano visto un film dal contenuto violento avevano manifestato sfoghi più intensi rispetto a chi ne aveva visto uno neutro. E chi aveva visto un film erotico presentava sfoghi più intensi di coloro i quali avevano visto il film violento.

Sulla base della teoria di Zillmann, nel 1993 la squadra di ricercatori di Scott C. Bunce condusse una ricerca sul transfer di eccitazione; tra i principali risultati riscontrarono che gli estroversi reagivano peggio dinnanzi a stimoli sgradevoli. I

 

l motivo -secondo gli autori- affonda le radici nel fatto che coloro che ottengono punteggi più alti in questo tratto della personalità sembrano aver avuto meno esperienze negative, motivo per cui devono sforzarsi di più nell’elaborazione delle informazioni derivanti da tali esperienze.

Riflessioni conclusive sul paradigma del transfer di eccitazione

Gli studi condotti sul paradigma del transfer di eccitazione hanno dimostrato che i cambiamenti di attivazione non sono giustamente attribuiti ai fatti reali scatenanti. I soggetti sembrano capire che la loro attivazione è provocata dalla situazione che stanno vivendo e non da situazioni precedenti che li hanno attivati in precedenza.

Se sei arrabbiato, pensa alle conseguenze.

-Confucio-

Coppia arrabbiata

I risultati suggeriscono anche che reazioni e azioni non si appoggiano sulle strette relazioni tra l’arousal percepito e il suo precedente causale. Questo effetto mette in risalto l’importanza dell’arousal fisiologico nella modulazione dell’intensità affettiva, così come confermerebbe l’idea secondo cui esso sia indifferenziato e non specifico.