Perché mi ha lasciato?: il dolore confuso

Il dolore confuso spesso non consente di accettare la realtà e andare avanti diventa impossibile. Sebbene l'ideale sia ricevere una spiegazione da parte di chi pone fine al rapporto, non sempre ciò avviene.
Perché mi ha lasciato?: il dolore confuso

Ultimo aggiornamento: 03 aprile, 2021

Molte rotture avvengono senza una spiegazione dal partner. È possibile che chi rompe non voglia ferire l’altra persona o semplicemente abbia paura della sua reazione. Ciò lascia spazio ai dubbi per cui ci si chiede di continuo “perché mi ha lasciato?”, provocando spesso il cosiddetto dolore confuso.

In genere le relazioni di coppia non sono simmetriche. È comune provare sentimenti diversi e prendere strade diverse con il tempo, motivo per cui può capitare che uno dei due voglia porre fine al rapporto, ma l’altro no. Una situazione simile è dolorosa in entrambi, ma risulta più intensa in chi vede andare in frantumi i suoi desideri.

A tale dolore molte volte si aggiunge un’ulteriore difficoltà: chi lascia non sa o non vuole dire perché lo fa. Questo può rendere più complicato per la persona lasciata affrontare la situazione, perché alla tristezza della perdita si somma una domanda senza risposta: “Perché mi ha lasciato?”. Ciò provoca un dolore confuso.

“Solo le persone capaci di amare intensamente possono provare un grande dolore, ma questa stessa necessità di amare serve a contrastare i loro dolori e le cura.”

-Lev Tolstoj-

Uomo che lascia la partner.

Raramente ci si accorge che sta arrivando la fine

Molto spesso la persona lasciata viene colta di sorpresa. Non si accorge che la relazione è sul finire perché la comunicazione con il partner si è deteriorata e non si colgono i relativi segnali.

A volte, invece, il partner nasconde in modo deliberato le proprie intenzioni fino a quando sente che è arrivato il momento. Questo succede molto di frequente in caso di infedeltà.

Allo stesso modo, esistono casi in cui la persona che non prende la decisione è dipendente o controlla troppo il partner che propende più per la fuga che per il confronto. Il timore delle reazioni che la sua decisione potrebbe suscitare lo porta a nascondere le sue intenzioni fino a quando non diventano un fatto.

I casi esposti sono accomunati dal fatto che i membri della coppia vogliono cose diverse e a chi non vuole porre fine alla relazione non è stato dato il tempo di prepararsi. A causa di ciò, proverà un dolore confuso, ovvero verrà assalito da numerosi dubbi per cui non riuscirà ad accettare la realtà dei fatti. 

Il dolore confuso

Il dolore confuso è accompagnato da incredulità. Sin dall’inizio è caratterizzato da un “non ci posso credere”. Si tratta di un atteggiamento di negazione dei fatti, che al tempo stesso protegge inequivocabilmente dalla sofferenza.

A mano a mano gli interrogativi diventano la caratteristica principale. Molte volte il “perché mi ha lasciato?” diventa ossessivo. Molti diventano le spie dei propri ex nel tentativo di ottenere una risposta.

Spesso, dunque, si diventa insistenti e si continua a cercare l’ex affinché risponda a quella domanda che non permette di andare avanti con la propria vita.

Donna che si chiede perché mi ha lasciato.

Perché mi ha lasciato?

La maggior parte delle volte questa domanda è del tutto inutile. Se l’ex non ha dato spiegazioni a tempo debito, probabilmente non lo farà mai. Forse si vergogna del suo egoismo e dei suoi tradimenti; forse si sente vulnerabile e non vuole assumersi nessuna colpa.

È anche possibile che non vi sia una ragione in particolare o, se esiste, difficilmente verrà accettata, per esempio: “mi sono stancata/o”. Quindi interrogare l’ex poche volte aiuta a risolvere un dolore confuso. Perché ci hanno abbandonato? Le ragioni più frequenti sono queste:

  • Un’altra persona. Il motivo più frequente per cui si chiude una relazione è essersi innamorati di un’altra persona. Molto probabilmente lo si nega, ma è così.
  • Noia. La relazione diventa abitudinaria e uno dei due non lo tollera più. Raramente si ammette al partner che la sua compagnia non genera più nessuna motivazione.
  • Esaurimento emotivo. Litigare troppo o dover costruire di continuo ponti per accorciare differenze troppo grandi può sfinire. Può esserci amore, ma è più forte la fatica.
  • Forti crisi. La morte di una persona cara, un fallimento o una qualsiasi crisi esistenziale suscitano a volte il desiderio di voltare pagina e ricominciare da zero.
  • Cambiamenti esistenziali. A causa di un cambiamento personale, una nuova religione o un nuovo interesse, la relazione può non avere più un senso nel nuovo contesto.
  • Disillusione. Avviene quando i progetti iniziali non si avverano, quando la fede in un futuro insieme sfuma perché si sono accumulate troppe delusioni durante il cammino.

La sofferenza è sempre accompagnata da domande che restano irrisolte. In caso di dolore confuso forse sarebbe più indicato guardare dentro noi stessi, perché solo lì potremo trovare risposte più utili rispetto a quelle che può darci chi ci ha lasciato.

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  • Montoya, P. (2013). Duelo. Archipielago. Revista cultural de nuestra América, 11(41).