Perché ci sono persone che credono nelle pseudoscienze?

· 25 maggio 2017

È curioso vedere che esistono persone, spesso in possesso di titoli di studio e con ogni possibilità di accesso al mondo dell’informazione, che si sentono tremendamente attratte dalle pseudoscienze. L’omeopatia, il reiki, le costellazioni familiari o l’astrologia, attirano l’attenzione di un pubblico che spera di avere risposte a domande su ambiti che con la scienza vera e propria non hanno nulla a che fare.

Psicologi, scienziati e sociologi non hanno mai smesso di domandarsi come mai certa gente creda in qualcosa che non può essere dimostrato. Lo scrittore e storico scientifico Michael Shermer, nel suo libro Why People Believe Weird Things (perché la gente crede a cose strane), dichiara che tra le cause di ciò vi sono la mancanza di pensiero critico, un calo della lettura ed un conseguente aumento della televisione, così come la paura verso la scienza o l’educazione ricevuta.

Sembra esistere, però, un motivo ancora più sorprendente: le persone credono nelle false scienze perché nel farlo si sentono bene, gli piace e dà loro conforto.

È evidente che se qualcosa ci attrae, è perché esiste un rinforzo positivo di base, e questo lo sanno molto bene i guru che si dedicano alla divulgazione di teorie che non hanno alcun fondamento scientifico.

La comodità delle pseudoscienze

A quanto pare, le persone si sentono a proprio agio nel seguire le diverse pseudoscienze perché, diciamo, sono facili da mettere in pratica. Le terapie psicologiche, al contrario, richiedono necessariamente la messa in pratica di diverse strategie o tecniche avvallate scientificamente che non sono per nulla piacevoli, ma che saranno in grado di far scomparire il disturbo.

medicine

Le pseudoscienze, invece, non vi fanno provare frustrazione, sbalzi emotivi e non espongono alle proprie paure. Risultato? La persona rimane affascinata dal semplice fatto di sentirsi compresa e di non dover uscire dalla propria zona di comfort. Non deve fare sforzi come supporrebbe una terapia, e non soffre, quindi, le conseguenze di farmaci scientificamente provati.

Pur senza essere curativo, il contatto con la pseudoscienza agisce come rinforzo positivo, dato che elimina la scomodità, lo sforzo o il sacrificio. Finché il cliente non si convince del loro effettivo funzionamento.

Queste persone finiscono col credere di non essere riuscite a fuggire dal proprio disturbo o dalla propria malattia perché non era possibile farlo, in realtà è così solo perché hanno deciso di non affidarsi a veri professionisti per paura di quello che ne sarebbe derivato.

La pseudoscienza funge come palliativo nei confronti della dissonanza cognitiva: la contraddizione che esiste a volte tra ciò che pensiamo e quello che facciamo davvero. È molto più semplice pensare “non c’è soluzione al mio problema” piuttosto che esporsi alla sofferenza momentanea che le terapie spesso implicano. Quello che si cerca non è altro che la conferma delle proprie credenze, che non hanno, però, fondamento.

Le pseudoscienze, inoltre, non sono solo facili e comode per il paziente. Chi le mette in pratica non ha bisogno di grandi sforzi per diventare un “professionista”. Non c’è bisogno di titoli, anni di sforzi e pratiche ufficiali: il semplice fatto che qualcuno insegni loro qualche nozione, è più che sufficiente.

I guru finiscono con l’attribuirsi da soli una specie di autorità che li fa sentirsi importanti e convinti di ciò che promulgano.

Le pseudoscienze e la disperazione

La fede nelle pseudoscienze sembra non essere dovuta solo alla dissonanza cognitiva o alla comodità. Essa sfrutta anche la disperazione di alcune persone convinte che non esista cura per le loro malattie o per quelle dei loro familiari. Questo le porta alla ricerca di soluzioni alternative.

donna pensierosa

Quando non si ha nulla da perdere, ci si appiglia a quello che si trova, senza tener conto delle conseguenze. Il problema è che le conseguenze, la maggior parte delle volte, sono il peggioramento del paziente – le pseudoscienze creano iatrogenesi – e la sua rovina economica. La necessità ha la faccia dell’eretico, si dice in questi casi, ed è assolutamente vero.

Ciò che le false scienze cercano è un pubblico insicuro, sottomesso alla disperazione e che ha raggiunto un fondo così profondo e buio da essere disposto ad assumere qualsiasi tipo di eccentricità.

Forse, se queste persone imparassero ad accettare quanto possa essere dura a volte la vita, tutto sarebbe più semplice. La verità è che la scienza è l’unica in grado di dare risposte ai problemi che ci troviamo ad affrontare, che siano di natura psicologica o fisica, e se in alcune occasioni la sua influenza sembra essere limitata, è solo perché ancora non esiste una cura per quel problema.

Il problema non risiede nella stupidità, quanto nella mancanza di informazione. Per questo motivo, è sempre bene informarsi sugli studi scientifici esistenti prima di prendere qualsiasi decisione oppure consultare un professionista – vero– se non si vuole finire nelle mani di ciarlatani.

Cerchiamo prima di tutto di praticare il pensiero razionale e di avere fede nell’empirico. Ci sono molti professionisti che lavorano ogni giorno per trovare soluzioni, verità e cause. Tutto quello che non riguarda questi studi, è pura fantasia.