Perdonare non vuol dire fare finta di niente

· 15 ottobre 2015

“Se vogliamo amare veramente, 

dobbiamo imparare a perdonare”

(Madre Teresa di Calcutta)

Fin da bambina ho avuto la fortuna di crescere “ascoltando interiormente” quelli che mi circondavano e amavano, iniziando a comprendere così uno dei principali valori che ci caratterizzano in quanto esseri umaniil perdono.

In questa tappa della nostra vita, l’infanziariceviamo e captiamo qualsiasi cosa, sensazioni ed apprendimenti che ci permettono di sviluppare le nostre emozioni. 

scrigno con cuore dentro

Il nostro ambiente ci condiziona, nel bene e nel male. Nel mio caso, sono stata fortunata e mi piacerebbe raccontarvi perché.

Ogni giorno della mia vita, fin dalla prima maturità, la mia famiglia e chi mi circondava erano costanti al momento di inculcarmi quello che al giorno d’oggi compone una buona porzione del mio attuale scheletro emotivo: imparare a perdonare chi ci ha ferito.

Capì molto presto l’importanza di questo valore. Riuscirci ci permette di essere in pace e in pienezza interiore con noi stessi e, di conseguenza, con il mondo.

E credetemi, questo pilastro della vita è totalmente vero. In molte delle nostre filosofie e religioni si dice che l’atto del perdono ci rende grandi anime, ci dota di un grande cuore e di un immenso valore interiore. Affermano anche che il suo eterno compagno d’avventura, il dimenticare, è il regalo dei coraggiosi e di chi valorizza la propria felicità in base all’amore puro.  

Perdonare e dimenticare: due ingredienti vitali che ognuno di noi dovremmo provare a sviluppare ogni giorno della nostra vita; sapete perché?

Poco a poco imparai che far soffrire e creare malessere non rende una persona migliore, di conseguenza non saremo più deboli al punto tale da non poter perdonare. Capì che se perdoniamo e poi dimentichiamo, le cose smettono di farci male, potendo dimenticare o eliminare dalla nostra vita quelli che non ci amano davvero e cercano solo il nostro malessere.

colline

Invitate il vostro cuore ad aprirsi quando qualcuno vi chiede scusa e perdonatelo, anche se possa risultarvi complicato, per quanto sia stata dolorosa l’esperienza o il danno causato. Quando perdonerete, vi sentirete illuminati e in equilibrio con la vostra propria essenza, con la vostra anima. Si tratta di una delle migliori ricompense della vita: il primo passo verso l’eternità.

Perdonare ci invita molte volte anche a porci la domanda “cosa succede se qualcuno mi ferisce e non chiede scusa?”

Vi invito a fermarvi e a riflettere con il cuore. Vi renderete conto che la vostra propria anima vi porterà comunque a perdonare. Ricordate solo quanto è importante in questo caso “saper dimenticare”. In fin dei conti, non vale la pena soffrire per chi non ha potuto o saputo dimostrare che vi valorizzava.

Se si presenta questa situazione, ricordate che siete molto più forti, perché siete capaci di dimostra che date valore e rispettate la vostra propria persona. Abbiate fiducia, è questo quello che importa davvero: il rispetto e l’amore per se stesso prima di tutto. Senza questo non sappiamo dare amore e, di conseguenza, vivere a pieno.

ragazza in un campo di grano

Per questo, perdonate e ricordate di dimenticare. Entrambi si trasformeranno nella soluzione per continuare il proprio sviluppo personale e la vostra evoluzione in quanto esseri umani.

Vivere con questi valori vi permetterà di disfarvi dello zaino carico che portate sulle spalle, che non vi lascia guardare il cielo, il destino che tutti noi aneliamo e vogliamo. 

Mi preme ricordarvi che vivere con rancore non genera nessun bene, ancora meno alla persona che vi ha fatto soffrire. Possiamo cambiare la situazione solo avendo il coraggio di perdonare e impegnandoci di dimenticare quanto successo.

Imparate ad accettare le scuse se vi vengono offerte con il cuore. Se questo non succede, dimenticate e continuate il vostro cammino ricordando che perdonare non vuol dire fare finta di nulla.

“Perdonare è la qualità dei coraggiosi. 

Solo chi è abbastanza forte

da perdonare un’offesa,

sa amare”

(Mahatma Gandhi)