Se cercate una persona che vi cambi la vita, guardatevi allo specchio

27 dicembre 2016 in Psicologia 4059 Condivisi

Impieghiamo gran parte del nostro tempo alla ricerca di quella persona speciale, magica e vibrante che ci cambi la vita. La sogniamo, la desideriamo come la consolazione ad ogni nostra pena. Fino a quando, un bel giorno, la troviamo. Ci guardiamo allo specchio e ci rendiamo conto che quella persona è sempre stata lì: siamo noi.

Potremmo dire che molti di noi siamo eruditi razionali. Possediamo dottorati in milioni di discipline e molteplici competenze. Tuttavia, nessuno ci ha indirizzati verso la corretta gestione della vita: l’autoconoscenza, l’autostima e l’intelligenza emotiva.   

Per quanto possa sembrarci curioso, c’è chi erge un’esistenza a mo’ di eterno pellegrinaggio emotivo. Cerca negli altri ciò che non trova in se stesso. Perché chi non ha ancora scoperto tutta la sua bellezza interiore, spera che siano gli altri a farlo. Quando qualcuno non ha imparato ad essere sufficiente a se stesso, vive come un vagabondo che elemosina continuamente l’attenzione e le briciole di affetto, che lo rendono ancora più povero.

Dobbiamo capire che non sempre arriverà qualcuno a placare le nostre paure, a riempire i nostri vuoti e a spezzare le nostre insicurezze per trasformarci in persone coraggiose. Gli eroi non si aspettano. Gli eroi si creano. Per questo motivo, dobbiamo rivelarci esseri autosufficienti, persone degne e capaci di creare i propri sentieri.  

Questo si ottiene solo in un modo concreto: scoprendo se stessi. Vi proponiamo di provarci.

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Il dialogo positivo con la persona che vi è nel nostro specchio

Carl Rogers diceva spesso che l’essere umano è come un’isola solitaria. A volte, lungi dall’investire il nostro tempo alla scoperta delle ricchezze dei nostri scenari personali, accettandone la loro varietà e singolarità, ci nascondiamo. Solo quando una persona è capace di essere esattamente com’è, sarà in grado di costruire ponti fermi e solidi verso altre isole. Verso altre persone.

Per riuscirci, non c’è niente di meglio che iniziare con quattro tipi di dialogo con quell’essere prezioso che vive nel nostro specchio e di cui non sempre teniamo conto.

1. Il dialogo razionale

Per favorire il ricongiungimento con noi stessi, dobbiamo innanzitutto dar vita ad un dialogo razionale.  

  • Questo dialogo è inquisitivo e ha carattere di sfida: il suo obbiettivo è quello di farci svegliare.
  • Ci porremo domande precise sulla nostra realtà attuale, al fine di limitare molte di quelle distorsioni cognitive che si originano dentro di noi. Ecco alcuni esempi:
    • “Perché mi preoccupo tanto dell’impressione che do agli altri?”
    • “Perché ho tanta paura di deludere la mia famiglia, i miei amici e il mio partner?”
    • “Perché penso che facendo questo o quell’altro non verrò accettato?”
  • Per semplificare questo dialogo interiore, dovremo porci anche domande riguardo il nostro futuro a breve e lungo termine.
    • Come vorrei essere tra un anno?
    • Cosa sto facendo per raggiungere il mio obbiettivo?  
    • Cosa mi impedisce di raggiungere questo obbiettivo?

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2. Il dialogo comprensivo

Se il dialogo razione ha agito come un astuto avvocato, estrapolando realtà spiacevoli dal nostro specchio, adesso è il momento di riconoscere le emozioni che proviamo. Siamo consapevoli di molte delusioni, di paure profonde e di amare frustrazioni.

Il dialogo comprensivo ci accoglie con frasi del tipo:

  • So come ti senti, piangi se ne hai bisogno.
  • Non avere paura di accettare i tuoi sentimenti.
  • Non sei debole solo perché  in questi momenti ti senti vulnerabile. Forte è chi ha il coraggio di guardarsi allo specchio e scoprire che non sta bene. Ci sono ferite interiori che fanno male e che bisogna curare: fatelo.

3. La voce dei valori

La meravigliosa persona del nostro specchio sa già che ci sono cose che vanno cambiate. Che ci sono aspetti personali che vanno potenziati. Inoltre, abbiamo capito che esistono cose e persone che ci fanno sentire più tristi che felici. Accettare le nostre emozioni e il successivo sfogo ci permette di vedere le cose con maggiore lucidità e calma.

Dopo quell’alba razionale ed emotiva, arriverà un momento importante. Qual è allora il seguente passo dell’autoconoscenza? Ricordare quali sono i nostri valori.

  • I valori danno forma a quella voce affabile e serena della nostra coscienza. Sono le nostre radici e non dobbiamo agire contro esse.
  • Per favorire un’adeguata riflessione riguardo ai nostri valori, possiamo prendere un foglio bianco. Vi scriveremo una lista con varie colonne, ciascuna dedicata ad una delle seguenti categorie:
    • “Io sono”
    • “Io credo”
    • “Io sono contrario a”
    • “Io sostengo”

Dedicate qualche minuto alla realizzazione di questo esercizio, completando ogni colonna. Può trattarsi di un’attività rivitalizzante e rassicurante. 

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Il dialogo motivante

A questo punto, la meravigliosa persona del nostro specchio è uscita dal buio e si mostra a noi. Ebbene, è il momento di tirarla fuori da questa dimensione per abbracciarla e fonderci con lei in un’unica entità coraggiosa e decisa.

  • Il dialogo motivante ci aiuta a realizzare i nostri propositi, armonizzando le nostre emozioni, i nostri sentimenti e i nostri valori.
  • Dobbiamo essere capaci di agire in accordo a ciò che proviamo tramite piccole auto-istruzioni ferme e positive. Ecco alcuni esempi:
    • Oggi sarò capace di dire di “sì” senza paura e “no” senza sentirmi in colpa. È giunto il momento di sentirmi libero e sicuro di me stesso/a.
    • Darò il meglio di me senza farmi influenzare da quello che gli altri dicono o fanno. Non voglio più soffrire inutilmente.

Per concludere, quella persona speciale che vive nel nostro specchio desidera di essere visibile, di avere voce propria e libertà per dimostrare al mondo di cos’è capace. Che ci crediate o meno, potete ottenere molte cose, difatti, solo questa può cambiarci la vita…

Immagini per gentile concessione di Carlee Senior, Brent Hollynd Studio

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