Persone conflittuali: sono in guerra con loro stesse

· 15 aprile 2016

Persone conflittuali, persone negative, persone tossiche. Persone che ci danneggiano e che violano la nostra pace con troppa facilità e, probabilmente, con estrema frequenza. Generalmente non le vogliamo nella nostra vita, ma è inevitabile averci a che fare.

Hanno una speciale propensione allo scontro e sembra che il più delle volte ricerchino un’esplosione, senza considerare i propri pensieri, opinioni, emozioni e comportamenti, così come i nostri. La loro conflittualità genera in noi un profondo malessere, minando, inoltre, la nostra autostima.

Probabilmente non è nulla di personale nei nostri confronti, è invece possibile che stiano conducendo un’importante battaglia con loro stesse. Alla fine, come disse Gandhi, una persona in guerra con sé stessa è una persona in guerra col mondo intero.

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Tutti abbiamo luci e ombre, tutti possiamo essere conflittuali

Chi più chi meno, tutti sono passati attraverso momenti di difficoltà psicologica durante la propria vita. Allo stesso modo, tutti si sono comportati ingiustamente con qualcuno, hanno fatto del male senza pudore e hanno soppresso sentimenti, desideri o motivazioni di altre persone.

In altre parole, tutti vogliamo evitare qualcosa di cui, in maggiore o minore misura, ognuno di noi si è in qualche modo reso responsabile durante la propria vita. Tuttavia, se ci fermiamo a pensare, parlandone in prima persona, forse possiamo comprendere meglio la questione.

In ogni caso, è stancante avere accanto una persona che critica eccessivamente, che spettegola, che cerca il litigio, che protesta in automatico e che tergiversa la realtà quando le conviene, generando così discussioni fra due persone che prima erano in armonia tra loro.

Tuttavia, proprio per questo, è per noi centrale distanziarci emotivamente, non lasciare che la loro negatività ci assorba, non interiorizzare i loro attacchi e non badare alle loro parole cattive, le quali possono arrivare a colpire molto in profondità, fino a ledere la nostra autostima.

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Gestire i problemi generati dalle persone conflittuali

Quali indizi per riconoscere le persone conflittuali? Che caratteristiche hanno? Quali strategie per difenderci? Forse il modo migliore per identificare una persona conflittuale è capire che è in guerra con sé stessa e che non è un pozzo senza fondo di malvagità.

Dobbiamo quindi avere ben chiaro quanto segue:

  • Il nostro modo di catalogare le persone sarà determinante al momento di relazionarci con loro. Per vivere al margine, è importante non lasciare che ciò si converta in un circolo vizioso di cattive domande e risposte ancor peggiori.
  • Ci sono persone conflittuali, sì, ma la nostra idea cambia se pensiamo che hanno dei problemi che generano in loro guerre emotive.
  • A volte e in determinati contesti tutti diventiamo conflittuali. Anche una persona che amiamo profondamente può comportarsi come un guerriero avido di vendetta. Non sarà questa la ragione che ci farà amare di meno il nostro partner, fratello, figlio, amico o padre.
  • Un’altra strategia per gestire la situazione è guardarla in prospettiva, evitando di cadere nell’idea che abbiamo fatto male qualcosa. Se interiorizziamo il tutto, ci facciamo trascinare dai loro tormenti.
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Non lasciate che gli altri vi trascinino nei loro tormenti

Non possiamo lasciare che gli altri ci trascinino nei loro tormenti. Perché? Con questo esempio lo capirete molto chiaramente.

– Se qualcuno arriva da voi con un regalo e non lo accettate, a chi spetta?

A chi ha cercato di consegnarlo – rispose uno degli alunni.

– Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti – disse il maestro. Quando non si accettano, continuano ad appartenere a chi li portava con sé.

Ogni persona dà agli altri ciò che ha dentro, che sia piacevole oppure no. Questo non vuol dire che siano gli altri a farci del male, ma piuttosto che siamo noi a dare valore alle loro opinioni e azioni. In altre parole, non esistono le offese senza gli offesi.

La nostra architettura interna possiede le armi per difendersi dagli attacchi e tre fra le più potenti sono: la presa di distanza, la comprensione e la capacità di ignorare l’irrilevante.

Allo stesso modo, il problema non è chi ci ferisce, ma chi risponde ripetutamente a tale male. Possiamo lasciare che le parole se le porti il vento o, al contrario, che rimangano dentro di noi. Crediamo che nessuno avrà dei dubbi riguardo a ciò che ci soddisfa maggiormente.