Il principio di Hanlon per comunicare tramite i social network

· 25 settembre 2016

I social network hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare. Fino a qualche anno fa, era impensabile parlare con i nostri amici in tempo reale anche quando non eravamo in loro compagnia. Ora ci basta avere una connessione internet ed usare uno dei tanti social network presenti in rete.

Quello che non è cambiato è il modo in cui ci capiamo con gli altri, il modo di usare il linguaggio come veicolo centrale per stabilire delle relazioni. Chiaramente, quando la comunicazione non avviene faccia a faccia, sorgono dei fraintendimenti che nella maggior parte dei casi dicono più di chi interpreta il messaggio che non di chi lo invia.

Un elefante nella stanza

Suona il telefono. È una notifica di un social network. Sullo schermo leggete: “Ciao! Come va?”.

Avete avuto una brutta giornata o chi vi scrive è il vostro capo e credete che abbia bisogno di un altro favore. Magari, invece, siete di buon umore o a scrivervi è la vostra migliore amica con cui avevate tanta voglia di parlare. Ma tutto questo il mittente del messaggio non lo sa. Non può saperlo perché non è una comunicazione faccia a faccia e non ha accesso ad altri canali del linguaggio così importanti come le parole:

  • Prossemica: il luogo e lo spazio in cui avviene la comunicazione. Non è lo stesso salutare qualcuno per strada che va di fretta e si scusa per non potersi fermare che farlo tramite un social network. Quando siamo connessi ai social network, magari lavoriamo al pc e visualizziamo il messaggio senza rispondere. Li leggiamo per vedere se si tratta di qualcosa di importante, ma non abbiamo motivo di rispondere subito. Ed è a questo punto che il mittente di quel messaggio può trarre mille conclusioni, anche quelle più drammatiche: “non mi vuole bene perché non mi risponde”, “gli sto antipatico”, “cosa gli ho fatto?”.
  • Vocale o extra-linguistica: si riferisce alla vocalizzazione stessa del linguaggio, al tono e alla forma, ma non al contenuto. Per quanto li usiamo, né l’ironia né il sarcasmo o gli scherzi vengono percepiti in modo corretto attraverso i social network. Il tono è una parte molto importante per capire il senso di un messaggio e il mondo della tecnologia può solo prevedere i messaggi vocali.
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  • Verbale o linguistica: questa fa riferimento al linguaggio che usiamo per scrivere un messaggio. Anche in questo caso entra in gioco la distanza del destinatario. Non è lo stesso trovarci faccia a faccia con il ragazzo che ci piace e ci saluta, facendoci innervosire e rispondere come se avessimo problemi di linguaggio, balbuzie, afasia o altro che stare comodamente sedute a casa, circondate da amici e pensando a cosa rispondere “per non sembrare ansiose o stupide” o “perché sia un messaggio originale”.

Di tutto questo la maggior parte di noi è consapevole. Sappiamo che in una comunicazione tutto conta, dal tono alla distanza, ma quando si tratta di social network ce ne dimentichiamo. Diventa l’elefante nella stanza, tutti lo vediamo, ma ognuno spiega la sua presenza a modo suo, ovvero comprende il messaggio in base a ciò che gli conviene.

Il principio di Hanlon

Robert J. Hanlon nel 1980 propose una soluzione a questo problema della comunicazione nei social network, ancora prima della loro esistenza. Nel suo famoso libro sulle legge di Murphy, Hanlon afferma ciò che si conosce come principio di Hanlon o rasoio di Hanlon: “non attribuire mai a malafede quello che si può spiegare ragionevolmente con la stupidità“.

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Se ci basiamo sul principio di Hanlon, dovremo abbassare il grado di intenzionalità che attribuiamo a molte delle comunicazioni sui social network. Molti degli errori di forma che individuiamo ed interpretiamo contro di noi corrispondono più a disattenzione che ad un’intenzione negativa. Quel che è certo è che il mondo, di solito, si dimentica di noi, non di chi cospira contro di noi.

Come vi abbiamo detto in precedenza, dunque, la comunicazione scritta manca di molti elementi e di molte informazioni che, invece, sono presenti in una comunicazione faccia a faccia. D’altra parte, che non siano presenti non significa doverli immaginarli, ma dover aumentare la nostra prudenza per quanto riguarda l’interpretazione di quanto leggiamo. In questo modo, eviteremo rabbia e fraintendimenti che in realtà non hanno alcun senso.