Problemi di comunicazione: il racconto della zuppa

· 8 marzo 2015

Una signora era seduta da sola al tavolo di un ristorante. Dopo aver letto il menù, decise di ordinare una zuppa che le era sembrata molto appetitosa. Il cameriere, gentile, gliela portò e poi continuò a servire gli altri clienti. Quando passò di nuovo vicino al suo tavolo, la signora lo richiamò con un cenno della mano e il cameriere si avvicinò subito.

– Mi dica, signora, come posso aiutarla?
– Voglio che Lei provi la zuppa.

Il cameriere, sorpreso, cercò di essere gentile e chiese alla signora se non fosse buona oppure se non le piacesse.

No, non si tratta di questo. Voglio che Lei provi la zuppa.

Il cameriere ci pensò ancora un po’ e immaginò che probabilmente fosse troppo fredda, quindi chiese alla donna se fosse quello il problema, scusandosi anticipatamente.

È troppo fredda, signora? Non si preoccupi, gliela cambio senza problemi…
– La zuppa non è fredda. Potrebbe provarla, per favore?

Il cameriere, sconcertato, lasciò da parte le formalità e si concentrò su come risolvere la situazione. Non era consentito provare il cibo dei clienti, ma la donna insisteva e a lui non venivano altre idee. Che cos’aveva la zuppa che non andava? Ci provò un’ultima volta:

– Signora, mi dica qual è il problema. Se la zuppa è buona e non è fredda, mi dica che cosa succede… Posso cambiarle il piatto!
– Mi scusi ma devo insistere: se vuole sapere che cos’ha la zuppa, deve semplicemente provarla.

Alla fine, vista l’insistenza della signora, il cameriere acconsentì e decise di provarla. Si sedette per un attimo con lei al tavolo e avvicinò il piatto della zuppa. Volle prendere il cucchiaio e lo cercò a destra e a sinistra sul tavolo, ma… non ce n’era nessuno. Prima che potesse reagire, la donna disse:

Vede? Manca il cucchiaio. Questo è il problema della zuppa, che non la posso mangiare.

Se avete letto questa storia, estratta da una raccolta di racconti di Jorge Bucay, vi sarete resi conto di come molte persone sperino di essere capite lanciando frecciatine e girando intorno alle questioni senza andare mai al nocciolo. Pretendono che gli altri indovinino perché hanno agito in un certo modo o che cosa pensano. Per questo la comunicazione diventa così difficile, mentre potrebbe essere di gran lunga più semplice. Gli altri non sono uguali a noi e non possono nemmeno leggerci nella mente: per questo, anche quando a noi sembra tutto così chiaro, spesso per gli altri non è così.

E voi, siete capaci di comunicare in modo chiaro e diretto oppure vi riparate dietro frecciatine e giri di parole? Conoscete persone come la signora del racconto?