Racconto zen molto antico: attraversare il fiume

· 31 agosto 2018

Un racconto zen molto antico narra che un maestro aveva due giovani discepoli a suo carico. Erano entrambi alunni molto bravi, disciplinati e con un buon spirito di sacrificio. Desideravano migliorare e diventare anche loro dei maestri. Ogni giorno facevano tutto il possibile per riuscirci.

Il maestro cercava  di insegnare loro sopratutto il distacco emotivo. Secondo la filosofia zen, l’attaccamento è la principale fonte di sofferenza; staccarsi, lasciar essere e lasciar andare sono obiettivi molto importanti in questa filosofia. La strada verso il distacco emotivo è un tragitto verso la pace, poiché si tratta del componente fondamentale della felicità.

Questo racconto zen ci parla dunque di due giovani che cercavano, in tutti i modi, di dipendere sempre meno dalle cose e dalle persone. Mangiavano solo il necessario e digiunavano addirittura per vari giorni con grande felicità. Il loro abbigliamento era molto umile. Le loro abitazioni e i loro letti molto modesti. E tutto ciò per loro non era un sacrificio, poiché il loro obiettivo era migliorare.

“La legge del talento, proprio come quella della beatitudine, è il disinteresse.”

-José Martí-

Racconto zen sull’attaccamento

Un giorno, il maestro chiese ai suoi due discepoli di accompagnarlo a portare del cibo in un paesino vicino, che era molto povero. Accettarono entrambi con grande entusiasmo, offrendosi persino di trasportare i pesanti recipienti. Quando raggiunsero la loro meta, divisero il cibo con umiltà e atteggiamento servizievole. Erano estremamente felici di poter aiutare gli altri.

Sulla via del ritorno, il maestro zen disse di passare attraverso il bosco vicino al monastero. Era ancora presto e tutti e tre poterono contemplare la bellezza dei fiori, del cielo e degli animali. In più, c’era un fiume proprio li vicino. Poteva esserci gioia maggiore che bere dalla sua acqua cristallina?

Fiume della storia zen

Camminarono per diverso tempo in silenzio. Si stavano godendo le carezze del sole e del vento. Respiravano l’odore dell’erba e ascoltavano il canto degli uccelli. Poi arrivarono al fiume. Non avrebbero mai immaginato cosa vi avrebbero trovato: una bellissima donna che sorrideva.

Un capovolgimento sconcertante nel racconto zen

I due giovani monaci rimasero molto sorpresi dalla bellezza di questa donna. Era la donna più bella che avessero mai visto. Divennero così, molto nervosi e cominciarono a camminare prima timidamente e poi in modo un po’ appariscente. Le giravano intorno. Si dimenticarono completamente di quello che stavano facendo e avevano occhi solo per lei.

La donna sorrise in modo ammiccante vedendo la loro trepidazione. Poi, con voce seduttrice, chiese di essere aiutata ad attraversare il fiume. Uno dei due giovani si precipitò. La prese fra le braccia mentre lei lo guardava in modo ammaliante. Il giovane monaco le sorrideva mentre la portava sull’altra sponda. Dopodiché, si riunì con il maestro e il compagno che aveva lasciato indietro.

Il maestro guardò intensamente il giovane e poi proseguirono il cammino. Per tutto il tragitto fino al monastero il maestro guardò l’allievo che aveva aiutato la donna e poi stringeva gli occhi senza dire nulla.

Un insegnamento: dalla teoria alla pratica

Passarono i giorni e l’altro monaco non riusciva a spiegarsi come mai il maestro era rimasto in silenzio davanti a quello che lui riteneva un affronto. Come era possibile che l’altro monaco avesse ceduto alla bellezza della ragazza e avesse preferito aiutare prima lei piuttosto che il maestro? Il sol pensiero lo riempiva d’ira.

L’altro monaco invece era molto tranquillo. Continuava con la sua routine quotidiana. Non notò nemmeno che il compagno fosse arrabbiato. La sua relazione con il maestro continuava a essere normale e non fece mai menzione dell’episodio con la bella ragazza. Il suo compagno iniziò a incubare un rancore sordo che lo tormentava. Un giorno non riuscì più a trattenersi e decise di andare dal maestro per lamentarsi della situazione.

Maestro della storia zen

“Maestro, perché non gli avete detto nulla? Ci ha lasciati sulla sponda le fiume per aiutare quella sconosciuta! Non avete nulla da dirgli? Dovreste richiamarlo per il suo egoismo e la sua scarsa considerazione; per aver ceduto all’attaccamento e alla lussuria” Gli disse.

Il maestro lo guardò a lungo in silenzio, poi pronunciò una frase che il giovane monaco non avrebbe mai dimenticato. Gli disse: “Il tuo compagno ha preso la ragazza, la ha aiutata ad attraversare il fiume e l’ha lasciata lì. Tu, invece, non sei riuscito a staccarti né da lui né da lei né dal fiume”.