Recuperare il buonumore dopo un periodo difficile

· 24 Febbraio 2019
Per recuperare il buonumore dopo un'esperienza difficile, possiamo mettere in atto diverse strategie che ci aiutano a digerire quanto accaduto. In caso contrario, il sedimento emotivo di queste vicissitudini può farci sprofondare.

Capitano a tutti dei periodi che, pur non essendo traumatici, ci scombussolano. Una discussione animata, essere vittima di una ingiustizia o situazioni simili. Lasciano un’eco che a volte si estende per ore e altre per giorni e settimane. Risulta dunque importante sapere come recuperare il buonumore dopo un’esperienza che ci ha profondamente toccato.

L’aspetto negativo è che dopo questi periodi complicati talvolta siamo così abbattuti o irritati che il nostro stesso stato d’animo si trasforma in una fonte di nuove difficoltà. Al contempo, ci rende incapaci di apprezzare tutte le cose belle che capitano attorno a noi o ci induce a creare nuovi conflitti per disfarci di quell’eccesso di vitalità rimasto dentro di noi.

Esistono anche persone con condotte tossiche che ci avvelenano quando veniamo a contatto con loro. Ci suscitano uno stato d’animo afflitto o ci lasciano un sapore amaro nell’anima. Bisogna uscire da questi stati il prima possibile. A seguire vi presentiamo tre utili strategie per recuperare il buonumore.

I miei piedi sono il mio solo mezzo di trasporto, e quindi devo andare avanti. Oh, ma in mia assenza tutto andrà per il verso giusto.

-Bob Marley-

Strategie per recuperare il buonumore

1. Isolare gli aspetti negativi

Una situazione o una persona che ci trasmettono negatività ci contagiano con il loro pessimismo e malumore. Non ce ne accorgiamo, ma la sensazione che va tutto male si impossessa di noi. Diventiamo suscettibili e difficili da trattare. Avvertiamo il malessere, ma non riusciamo a decifrarlo del tutto.

La prima cosa da fare per recuperare il buonumore in questi casi è riconoscere quello che ci ha causate tale malessere. Cosa ci ha infastiditi di più di quel periodo difficile? Cosa ci rende così irritabili e irascibili? Perché ci tormenta?

Rispondere a queste domande è un esercizio molto importante per due motivi. Il primo perché ci permette di individuare con maggiore precisione le cause del nostro malessere. Il secondo perché, avendole individuate, possiamo isolarle. Non avvertiamo più che “va tutto male”, ma che possiamo visualizzare l’area in cui si trova il problema. Questo ci dona tranquillità ed equilibrio.

Donna che riflette

2. Identificare gli echi dell’angoscia

A volte dopo un periodo difficile in apparenza riusciamo a recuperare il buonumore. In teoria smettiamo di pensare quanto accaduto e focalizziamo la nostra attenzione su altro. In questo modo, allontaniamo la nostra mente dalla fonte del nostro malessere. Forse proviamo fastidio o tensione; tuttavia, se non vi dedichiamo i nostri pensieri, presto perderà di intensità e ci abitueremo... finché finalmente non scomparirà.

È anche possibile, però, che giorni o settimane dopo, iniziamo ad avvertire una sensazione angosciante. Secondo la psicoanalisi, “l’angoscia è un sintomo che non inganna”. Questo vuol dire che non si presenta senza motivo e che quando si palesa indica che dobbiamo rimettere in ordine la nostra vita. Abbiamo bisogno di elaborare alcuni sentimenti ed emozioni.

L’emergenza di questa angoscia deve essere dunque affrontata come una chiamata. Un allarme che ci ricorda che abbiamo degli affari in sospeso. Gli echi dell’angoscia ci inducono a chiederci se forse, in realtà, non stiamo ignorando le difficoltà che dobbiamo affrontare.

Uomo di spalle al mare

3. Ritrovare l’equilibrio

Il modo migliore per recuperare il buonumore è fare qualcosa che ci piace e riprendere il controllo della nostra vita, dopo essere stati capaci di isolare i sentimenti e le emozioni negative lasciateci da un periodo complicato. Non dobbiamo permettere a niente e nessuno di rovinarci la giornata. È inevitabile dover affrontare alcune situazioni spiacevoli che spazzano via l’allegria a qualsiasi persona, ma non possiamo lasciare che tali esperienze diventino croniche.

Dopo aver ordinato le idee su quanto accaduto, dobbiamo dedicarci a una attività che ci fa stare bene. In questo cassetto entrano molte e variegate opzioni: da andare a mangiare un gustoso gelato a fare una passeggiata, scambiare quattro chiacchiere con qualcuno che ci fa simpatia o qualsiasi attività che ci risulti stimolante e positiva. Sono tutti ottimi modi per ritrovare l’equilibrio e superare le sfide del malessere.

Guardare dall’altra parte o lasciarci invadere dall’angoscia, per quanto ci tenti, non sono cammini che ci permettono di ritrovare la serenità. Prenderci un momento per precisare e isolare quello che ci tormenta è la scelta più sana. In seguito, fare quello che ci piace e poi tornare alla nostra vita normale, voltando pagina con quanto accaduto.

N.R. AUGUSTINE, Come trasformare la crisi in un successo, in Harvard bus. rev., 1996