Ricordare i finali non ci lascia immaginare un nuovo inizio

· 27 gennaio 2017

Non capisco come sia successo. Non riesco a credere di essermene andata. Come può essere finita se sento che era quello che mi dava la vita? Questi potrebbero essere alcuni dei vostri pensieri se considerate i finali come un ostacolo che vi impedisce di immaginare un nuovo inizio.

Se per la testa vi stanno passando idee simili, significa che vivete ancora nel passato e che non siete stati in grado di superarlo. Può trattarsi di una storia che è finita, ma che per voi continua a essere in sospeso o di una città in cui avete ormai avete fatto tutte le esperienze possibili e che dovete lasciare… Ma non avete il coraggio di accettarlo.

Eppure, i finali non sono altro che la prova tangibile del fatto che quell’esperienza rimarrà sempre legata ad una parte di noi. Implicano un addio, certo; ma significano anche che abbiamo vissuto qualcosa che nessuno potrà toglierci, perché ci appartiene.

I finali sono anche nuovi inizi

In questo momento vivete in un’agitata confusione, in una condizione sospesa tra la realtà che vi perseguita e quella che, invece, vorreste vivere. È del tutto naturale e non dovete vergognarvene: tutti abbiamo provato qualche volta la sensazione di vederci scivolare dalle mani ciò che avremmo voluto restasse con noi.

“Può sembrare strano che un racconto inizi dalla fine, ma tutti i finali sono anche inizi, il problema è che in quel momento non ce ne rendiamo conto.”

-Mitch Albom-

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Tuttavia, quando i finali ci bussano alla porta e abbiamo già trascorso un periodo di estrema confusione, è ora di darci da fare. Dobbiamo mettere i piedi per terra, iniziare a curare ciò che si è rotto, e ricominciare di nuovo.

Se vi è una fine, perché non iniziare proprio da quella? Dobbiamo trovare gli aspetti positivi di ciò che abbiamo ricevuto da quello che non può più continuare. Non è questione di ricominciare la vostra vita da zero, ma di continuare la nostra storia con la maturità acquisita dall’esperienza anteriore.

Dopo un punto e a capo, ci va la maiuscola

I puntini di sospensione che cercano di sostituirsi al punto e a capo non sono sani per nessuno, senza eccezioni. Se c’è qualcosa che non può più andare avanti o se è arrivato il momento di fare le valigie e andarsene, non ci fa bene continuare a negarlo e a ferirci.

Ci sono nuove storie da immaginare e che ci attendono e sono storie che devono iniziare con una grande lettera maiuscola. Solo così riusciremo a vederci riflessi in uno specchio che ci ricordi che dopo aver perso molto – e dopo esserci persi – potremo ritrovarci di nuovo.

Come diceva il poeta Julio Cortázar, non c’è niente di perso se abbiamo il coraggio di dichiarare che tutto è perso. Arrendersi, quindi, non può essere un’opzione quando siamo sul punto di dare il passo decisivo per chiuderci alle spalle la porta di una casa che non può più accoglierci.

“Non continuare a osservare la fine delle vecchie strade,

gli inizi spesso rimangono dove li hai lasciati.”

-Maldita Nerea-

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La comprensione inizia dal cambiamento

Sarà duro, sarà strano e avrete bisogno di tanto coraggio e fatica, ma siete in grado di farlo. E proprio nell’istante in cui inizierete a esserne consapevoli e a sentirvi diversi, si staglierà davanti a voi un paesaggio di nuove opportunità.

Poco a poco inizierete a comprendere, e solo quando avrete compreso a fondo ciò che è accaduto, arriverà la pace. Concludere, accettare e attraversare un processo di risanamento delle ferite vi porterà al benessere e, al contempo, migliorerà la vostra relazione con gli altri.

“Essere in pace con se stessi è il modo più sicuro di iniziare a esserlo con gli altri.”

-Fray Luís de León-

Tenendo tutto ciò in considerazione, possiamo ricordare i nostri finali? Certo, ma non possiamo continuare a vivere dentro di essi. Non esistono più, sono solo ricordi che si filtrano e si ripongono in un cassetto. Questo è il momento di immaginare un nuovo inizio, di vivere nell’oggi e potenziare tutto ciò che ha da offrirci.