Ripetete una bugia mille volte e diventerà una verità

· 21 novembre 2017

Una bugia ripetuta mille volte diventa una verità? È più complicato di quello che può sembrare a prima vista. Quello che le persone ammettono come verità dipende da molti fattori. C’è una verità scientifica, ma anche una filosofica, religiosa, personale, ideologica, etc.

Non tutte queste “verità” hanno lo stesso grado di veridicità. Nella scienza, per esempio, non si può postulare qualcosa come veritiero se non ci sono state delle prove fisiche o teoriche a testimoniarlo. Succede una cosa in ambito filosofico. Tuttavia, questo non si applica ad altri campi, come l’ideologia o la religione, dove una certa cosa è ritenuta vera se lo dice la un’autorità. Non importa se non è in grado di dimostrarlo.

“Con una bugia si è soliti andare molto lontano, ma senza la speranza di tornare”.

-Proverbio ebraico-

Tra una verità non dimostrata e una bugia a volte non c’è tanta distanza. Ciò nonostante, a molte persone questo non interessa. Infatti sono disposte a credere a qualcosa anche contro ogni evidenza. Ciò succede perché, talvolta, la bugia dà conforto, al contrario, la verità inquieta. Ciò si deve al fatto che ci sono delle paure o delle colpe di sottofondo e al che di solito la bugia è più facile da comprendere rispetto alla verità.

La realtà apre una crepa che molti hanno sfruttato a fondo. In molti casi è sufficiente che si dica alla gente quello che vuole sentire, in quanto tutti vogliamo credere ai messaggi che ci fanno piacere, indipendentemente dal loro parallelismo con la realtà. Ma non  solo. In questo modo è possibile instaurare una falsità anche a livello culturale e sociale. Allo stesso modo, in molti sono disposti a fare di tutto pur di tenere in piedi una bugia. Non si rendono conto, o non vogliono vedere, che questo non avvantaggia loro, bensì chi li dirige.

Il potere e la bugia

Viene attribuita a Joseph Goebbels la frase “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Non c’è una prova certa che ne sia l’ autore, ma sicuramente è una buona sintesi di quello che fece questo propagandista durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo lavoro fu tanto efficace che ancora oggi ci sono persone che difendono le “verità” del Terzo Reich.

Uomo diretto come una marionetta

Goebbels riuscì talmente nel suo lavoro da poter affermare che i suoi meccanismi sono stati copiati ripetutamente da molti leader nel mondo. I settori di potere continuano ad avvalersi in modo cosciente della bugia come mezzo per manipolare le menti delle persone sulle quale vogliono influire e far sì che accettino l’inaccettabile e assecondino dei piani che seguono l’interesse di pochi.

I grandi settori di potere si resero conto, grazie all’esperienza nazista, che le società erano capaci di credere a qualsiasi messaggio se questo veniva presentato in modo adeguato. Occorreva solo esercitare un controllo assoluto sui mezzi di comunicazione sociale e su tutte le istituzioni che trasmettevano un’ideologia, tra queste, la scuola. Era sufficiente scavare nelle paure, nelle rabbie, nelle insicurezze.

Una bugia ripetuta mille volte

La ripetizione genera delle convinzioni molto profonde. Quando il cervello capta una situazione nuova, c’è uno squilibrio, al quale segue un’assimilazione, una sistemazione e poi un adattamento. Come quando arriviamo in una città che non conosciamo e che inizialmente ci fa sentire disorientati, ma pian piano, vedendo sempre gli stessi posti, iniziamo a familiarizzare fino a quando ci appropriamo del nuovo ambiente esterno. Iniziamo a fare una specie di mappa proprio a partire da quello che conosciamo.

Una cosa simile succede con la bugia ripetuta più volte. La mente a poco a poco vi si adatta a furia di sentirla e finisce per incorporarla nel suo sistema di pensiero. Diventa qualcosa di familiare, conosciuto, ciò che tutti quanti affermano. Nel caso delle grandi bugie del potere, è anche la risposta alla paura e all’insicurezza o la spiegazione comprensibile a quello che si ignora o non si riesce a comprendere.

Viso sfumato di donna

Non è strano che ci sia una così stretta relazione tra il potere e i mezzi di comunicazione. Tradizionalmente, in quasi tutti i paesi sono i grandi gruppi economici o politici a detenere il controllo della stampa. Fino a poco tempo fa, i mezzi indipendenti erano rari come un fiore esotico. Con l’avvento delle reti sociali le cose sono cambiate. Si sono moltiplicate le voci indipendenti e sono aumentate le fonti alternative di informazione. Tuttavia, anche i social media sono arrivati ad elaborare bugie proprie.

In altre parole, non importa attraverso quale mezzo si trasmetta un contenuto, bensì quale sia l’intenzione per cui si narra o si commenta. L’elemento più importante è il livello di interesse dell’ascoltatore nei confronti di quello che è vero. “Non esiste peggior cieco di quello che non vuole vedere” recita il detto popolare. E questo funziona sempre nel terreno della verità e della bugia sociale.