I risultati scolastici non definiscono i nostri figli

· 27 agosto 2016

La società alimenta da tempo l’iperpaternità, in altre parole, l’ossessione che hanno i genitori affinché i figli raggiungano competenze scolastiche specifiche che garantiscano loro un futuro professionale. Forse abbiamo dimenticato, come società e come educatori, che non sono i voti scolastici a definire i nostri bambini.

Dare la priorità ai risultati scolastici ci spinge a dimenticare le abilità importanti per la vita. I nostri figli sono persone che valgono non in base ai loro successi o fallimenti, ma proprio in qualità di persone, uniche per natura.

Noi adulti siamo responsabili di dare ai nostri figli le risorse emotive e sociali che permettano loro di vivere in un ambiente sano, sia in famiglia sia nella società.

madre con figlio leggendo

È più facile crescere figli forti che guarire adulti “spezzati”

In questo senso, per garantire il benessere dei figli, è necessario rafforzarli psicologicamente in modo che possano affrontare le difficoltà emotive e personali che incontreranno nella loro vita quotidiana.

In fin dei conti, la vita non è fatta solo di favole e racconti, ed è un aspetto da tenere ben presente quando si parla dell’educazione dei figli. Solo così potremmo dare loro le capacità di minimizzare il malessere e prevenire i problemi psicologici che derivano dalle difficoltà stesse della vita.

In questo modo, cresceranno sani e riusciranno a sviluppare una personalità equilibrata basata sul benessere e sulla buona qualità di vita. Alla base di questa buona educazione vi sono 3 elementi fondamentali:

  • L’equilibrio emotivo
  • Sani rapporti interpersonali
  • La crescita personale e professionale.
Professore-in-classe

L’infanzia è una tappa cruciale perché i bambini acquisiscano e rafforzino le competenze psicologiche che consentano loro di sviluppare questi tre pilastri del benessere. Tuttavia, come abbiamo detto, la società dà la priorità allo sviluppo delle competenze scolastiche e dimentica che bisogna aiutare i bambini a pensare, a sentire e ad agire in maniera positiva e produttiva.

La materia più importante nella vita non si studia a scuola

La materia più importante della vita dei bambini non è la matematica né la scienza o le lingue, ma la loro capacità di adattarsi all’ambiente, gestire i loro rapporti, le loro emozioni e i loro pensieri. Per questo motivo, è importante che l’educazione dei figli parta proprio da noi genitori.

Bambina-con-bottiglia-di-cuori

In altre parole, se vogliamo aiutare i nostri piccoli a gestire la rabbia, non possiamo farlo se esplodiamo ogni volta che accade qualcosa che non ci piace. Allo stesso modo, se non stiamo bene, non li cresceremo mai nel modo giusto. Ad esempio, non riusciremo ad infondere loro calma e tranquillità se siamo molto stressati e frustrati.

Se vogliamo trasmettere amore ai nostri figli, non dobbiamo misurare l’affetto. L’eccesso di affetto non lo consente, lo fa donarlo dopo episodi di cattiva condotta. Non va bene rafforzare la demotivazione nei confronti degli obblighi scolastici, bisogna invece sostenere il bambino quando impara dall’errore di non aver fatto i compiti o aver studiato. Inoltre, è importante ricordare che:

  • È bene dimostrare affetto fisico, vale a dire abbracci, baci, carezze, sguardi…
  • Dobbiamo elogiare i successi dei nostri figli nel modo giusto. Per saperne di più, leggete questo articolo: 7 modi per incentivare l’auto-motivazione nei figli.
  • Dobbiamo mostrarci disponibili a vedere e soddisfare le necessità emotive dei nostri figli.
  • Dobbiamo dare loro un rifugio sicuro in cui possano trovare conforto e sostegno.

È fondamentale mostrare interesse verso le loro motivazioni, interessi e preferenze. Inoltre, non bisogna intromettersi nelle loro questioni scolastiche o in generale nella loro vita in modo critico o minaccioso.

La cosa più importante, però, è che non possiamo definire i nostri figli in base ai loro risultati scolastici. Non sono preparati o stupidi, né bravi o cattivi figli, sono LORO, nella loro essenza e in tutta libertà.