Come risvegliare un amore sopito?

14 agosto 2017 in Psicologia 1317 Condivisi

Un amore sopito è come un uccello in gabbia. Esiste, vive, ma non è possibile udirne il canto, i battiti, benché non smetta mai di aprire le ali per volare in libertà. È una situazione vissuta da molte coppie innamorate. C’è un profondo affetto, entrambi lo sanno, ma non si manifesta e non riempie di magia le loro vite.

Questa sensazione può confondere. A volte si crede di non amare più quella persona, anche se si prova affetto nei suoi confronti. Dinanzi al rischio di perderla, tuttavia, si comprende che l’amore è solo sopito. Ciò nonostante, si dubita. Varrà la pena continuare a mantenere una relazione che non regala emozioni? Sarà amore o solo abitudine?

“Conserva l’amore nel tuo cuore. Una vita senza amore è come un giardino senza sole dove i fiori sono morti”.

-Oscar Wilde-

Dopo alcuni anni, quasi tutte le coppie si pongono queste domande. E lo stesso ha fatto un gruppo di ricercatori dell’Università Statale della Florida (Stati Uniti). A partire da ciò, hanno elaborato uno studio per comprendere se in seguito a un cambiamento specifico le relazioni rifiorissero. La risposta è stata positiva.

Dall’innamoramento all’amore sopito

Sappiamo che le prime fasi di una relazione sono sempre le più eccitanti. Nella fase iniziale, che chiamiamo innamoramento, il mondo sembra diverso. Sì: si sentono le farfalle allo stomaco. Oltre a ciò, sembra che tutto abbia un senso e non uno qualsiasi, bensì pieno e reale. Come se si fosse trovato il tassello di un puzzle. E come se questo, a sua volta, rivelasse una figura esaltante e meravigliosa.

Quando siamo innamorati, scopriamo il sapore dell’eternità. È una sensazione talmente straordinaria che non ci rassegniamo mai all’idea di smettere di provarla. Tuttavia, per quanto lo desideriamo, quella magia iniziale poco a poco svanisce. Le farfalle sbattono le ali più lentamente e scopriamo che l’infinito, nonostante tutto, ha dei limiti. Se l’amore fosse un piatto con del cibo, potremmo dire che abbiamo distrutto l’estetica con la quale ce l’avevano presentato, in parte motivo per il quale l’avevamo scelto, ed iniziamo a mangiarlo.

A questo punto si verifica la disillusione: non è raro trovare delle sfumature che non ci piacciano. Si abbandona gradualmente l’illusione per tornare alla realtà, che è sempre un po’ deludente. Se il legame che unisce la coppia è forte, questo momento giunge e poi lascia il posto ad altre fasi più rilassate, meno eccitanti, ma anche più intense.

Tuttavia, lo scorrere del tempo porta con sé anche una certa dose di nostalgia per quanto perso, per come ci sentivamo allora. Proprio la nostalgia ci porta a domandarci se vi sia ancora amore, se si sia trasformato o svanito.

Non si rifiuta il partner, ma non si prova più l’entusiasmo iniziale. Non c’è il desiderio di spezzare il legame, ma una sensazione di svogliatezza verso lo stesso. Ci si rende anche conto che ciò che prima facevamo per l’altro con piacere o senza sforzo, ora comporta un certo sacrificio.           

Gli studiosi dell’Università della Florida si sono dedicati proprio a questa fase dei rapporti di coppi e sono riusciti a trovare il segreto che lo riattiverebbe. Vediamolo insieme.

Così si risveglia un amore sopito

Gli studiosi hanno rilevato che in presenza di un amore sopito, tutti noi associamo automaticamente al nostro partner certe immagini ed idee. Queste affiorano alla mente senza che la persona in questione ne sia cosciente. Ad esempio, una donna vede il suo compagno e pensa subito a delle pantofole oppure un uomo guarda la sua compagna e pensa subito ad una pila di vasetti per le conserve.

Gli studiosi si sono domandati cosa accadrebbe se i membri della coppia modificassero queste associazioni automatiche. L’esperimento, tenendo conto di questa ipotesi, si è concentrato sul portare ogni persona ad associare al proprio partner nuove immagini, tutte positive. Che una donna, invece delle pantofole, vedesse un cagnolino. E che un uomo, invece dei barattoli, vedesse un animale meraviglioso.

Gli psicologi hanno fatto ricorso al metodo di condizionamento operante, il quale consiste nel premiare la persona tutte le volte che associa l’immagine del suo partner ad un’idea positiva. In caso contrario, ovviamente, non si riceve alcun premio oppure si ottiene uno stimolo negativo. All’esperimento parteciparono 144 coppie volontarie. Per giungere a conclusioni più oggettive, ad alcuni vennero presentate immagini positive e ad altri immagini neutre.

L’esperimento dimostrò che gli studiosi avevano ragione nella loro ipotesi sull’amore sopito. Effettivamente, chi riceveva un condizionamento da associazione positiva sentiva che la sua relazione di coppia si era rivitalizzata. Chi, invece, ricevette un condizionamento con immagini neutre (una forchetta, ad esempio) non mostrava maggiori cambiamenti. Ciò dimostra che anche l’amore è un processo soggetto al quadro cerebrale e che risulta molto sensibile alle associazioni.

Recuperando e potenziando le immagini della coppia tramite stimoli positivi, dunque, l’amore resuscita. Forse è per questo che, nelle coppie in cui vi è un’ammirazione matura, difficilmente l’amore inizia a russare e ha bisogno di essere risvegliato.   

Immagine per gentile concessione di Astrid Torres

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