Ruoli esistenziali: vittima, persecutore e salvatore

13 Novembre 2019
Nelle relazioni umane regolate dalla manipolazione emergono tre ruoli esistenziali: vittima, persecutore e salvatore. Questi ruoli sono maschere che alcune persone indossano per colmare delusioni e frustrazioni.

Lo psicologo Stephen Karpman ha maturato l’idea che nelle relazioni poco sane compaiono con frequenza meccanismi di manipolazione che egli chiama “giochi di potere”. In questi giochi di potere, le persone coinvolte assumono tre ruoli esistenziali: vittima, persecutore e salvatore.

Questi ruoli esistenziali sono caratteristici delle relazioni umane prive di autenticità. Rapporti in cui non vi è un legame basato sulla verità, quanto su un gioco di potere reciproco. Un gioco che ci impedisce di vedere chi siamo davvero e chi sono gli altri. Vittima, persecutore e salvatore sono maschere che usiamo per affrontare le nostre difficoltà.

“A volte si ferisce più con lo scudo che con la lancia”.
-Anonimo-

Definizioni dei ruoli esistenziali di vittima, persecutore e salvatore

Ognuno dei tre ruoli esistenziali, secondo Karpman, ha delle caratteristiche proprie. Vittima, persecutore e salvatore mostrano dei geni comportamentali più o meno simili che, proprio per questo, possono essere intercambiabili. Le caratteristiche di ognuno di questi ruoli sono le seguenti:

  •  Vittima. La vittima è quella persona che si relaziona agli altri adottando un atteggiamento difensivo. Non sa, non può e non ci prova. Cerca sempre l’aiuto altrui, senza provare a uscire dalla sua condizione. Ripone sulle spalle degli altri le proprie responsabilità.
  • Persecutore. Il persecutore è colui che si mantiene ai margini della situazione, almeno in apparenza. Il suo ruolo è giudicare gli altri, e lo fa con estrema severità. Non fa mancare i suoi commenti sgradevoli e gode, in qualche modo, nel generare sofferenza emotiva agli altri.
  • Salvatore. Il salvatore è la persona che si fa carico delle responsabilità altrui. Offre un aiuto sconveniente, dato che così facendo impedisce alle persone che aiuta di crescere generando, al contrario, una dipendenza.
Profili umani grigio e bianco

Un triangolo drammatico

I tre ruoli esistenziali sono maschere dalle diverse facce. La vittima, per esempio, può arrivare a manipolare e ad approfittarsi degli altri, al di là della sua caratteristica difensiva. Allo stesso tempo, nutre sentimenti di mancanza di coraggio e di insicurezza, che cerca di compensare chiedendo dagli altri una comprensione incondizionata. Può facilmente diventare un aggressore.

Il persecutore, dal canto suo, riversa sugli altri le proprie frustrazioni. Cerca dagli altri una sorta di approvazione per poter diffondere i suoi giudizi con autorità. Viene riconosciuto dalle altre persone per le sue crudeltà e le sue intimidazioni. In linea generale, il persecutore è una persona codarda quando arriva il momento di misurarsi con le sue paure.

Il salvatore, che sembra essere il personaggio positivo della triade, ha bisogno di sentirsi necessario. Eppure, il suo interesse non è disinteressato. Si sente insignificante e cerca di far sì che gli altri dipendano da lui per sentirsi riconosciuto e ottenere così l’affetto altrui. Inoltre, si lamenta perché a volte non si sente cercato. Può facilmente passare al ruolo di vittima.

Donna pensierosa con mano sulla fronte

Uscire dai ruoli esistenziali

Anche se il gioco di potere tra vittima, persecutore e salvatore tende a diventare una situazione ben strutturata, è possibile uscirvi. Ovviamente il requisito necessario è il desiderio verso sé stessi di coltivare vincoli più genuini con le altre persone. Esistono diversi modi per trasformare i tre ruoli esistenziali in atteggiamenti salutari. Vediamo come:

  • Creare una collaborazione empatica. Non si tratta di farsi carico dei problemi altrui, quanto di riuscire a riconoscere le mancanze e difficoltà degli altri per aiutarli a superarle. Aiutare una persona ad acquisire maggior fiducia e autonomia.
  • Promuovere l’assertività. Ciò che manca al persecutore è la capacità di distogliere lo sguardo dagli altri per rivolgerlo verso di sé. Stiamo parlando di una forma di autonomia che include una dose di assertività. Porsi dei limiti anche se si fa fatica a rispettare quelli che posti dagli altri.
  • Non vittimizzarsi, ma responsabilizzarsi. Invece che aspettare di essere salvata, la vittima dovrebbe concentrarsi sull’assumersi le responsabilità di ciò che le compete. Può avere bisogno di aiuto, ma non deve richiedere l’aiuto altrui in maniera incondizionata. Deve prima aiutarsi da sola.

I tre ruoli esistenziali danno luogo a quello che viene chiamato il triangolo drammatico di Karpman. Si parla di triangolo in quanto i vertici che lo compongono (vittima, persecutore e salvatore) sono strettamente legati tra loro. Gli uni non esistono senza gli altri. Inoltre, sono ruoli perfettamente intercambiabili. La vittima può quindi diventare un persecutore, il persecutore un salvatore e così via.

Romanillos, M. B. (1957). Territorio Berne: Debate sobre el estado de los estados del yo. Análisis transaccional y psicología humanista, 57.