Sapete cos’è il Picacismo?

1 ottobre 2015 in Psicologia 7 Condivisi

Un curioso disturbo del comportamento alimentare secondo il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi alimentari). Il nome del termine deriva dal latino “pica pica” che significa gazza, un animale conosciuto tra le altre cose anche per la tendenza a mangiare sostanze insolite.

Cos’è il Picacismo?

Il Picacismo o allotriofagia è un disturbo del comportamento alimentare relativo all’ingestione. Consiste in un irrefrenabile desiderio da parte della persona che ne soffre di mangiare e leccare sostanze insolite come terra (geofagia), gesso, cenere di sigaretta o il tabacco stesso, amidi, colla, bicarbonato, smalto per le unghie, matite, latte di magnesia, carbone, ghiaccio (pagofagia), palle di pelo o di lana (tricofagia), feci di animale (coprofagia) ecc.; insomma, tutte sostanze nocive alla salute.

È presente in svariati paesi e culture, quindi non è riconducibile a un suolo luogo, a un singolo stile di vita, ecc.

Si tratta di un disturbo più comune fra i bambini che tra gli adulti: tra un 10 e un 32% di bambini di età compresa tra gli 1 e i 6 anni è solito presentare questo problema, ma esso è verificabile anche negli adulti, in special modo nel caso delle donne incinte, che affermano di sentire maggior freschezza nell’organismo, cosa però non veritiera legata solo ad una percezione personale. Perché questo disturbo venga diagnosticato, sintomi si devono presentare almeno per un mese.

Quali sono le cause del Picacismo e come può essere prevenuto?

Non si sa con certezza a cosa sia dovuto, ma gli studi effettuati suggeriscono che possa essere causa di fattori biochimici (mancanza di ferro nell’organismo), teoria che non è però stata ancora dimostrata, oltre a fattori psicologici (stress e ansia, sensazioni gradevoli associate all’ingestione di ghiaccio o terra…) o di altri fattori culturali.

Nei paesi in via di sviluppo e nelle aree rurali, per esempio, di norma esiste una maggior permissività a mangiare sostanze che non rientrano nella categoria degli alimenti considerati “normali”. Tuttavia, questa spiegazione non è del tutto plausibile in quanto il desiderio di leccare l’estremità delle matite è particolarmente diffusa proprio nei paesi già sviluppati.

Non è prevista neppure alcuna prevenzione specifica, anche se i medici suggeriscono che una corretta alimentazione fin da piccoli possa favorire il non presentarsi del disturbo.

In cosa consiste il trattamento del Picacismo?

Il trattamento consiste in un orientamento psicosociale, ambientale e familiare portato avanti da una squadra di medici e psicologi, i quali valuteranno la presenza del picacismo e la necessità di assumere farmaci e/o integratori alimentari a causa delle conseguenze che ne possono derivare – problemi digestivi, denutrizione, obesità, ecc. La terapia deve essere portata a termine da parte di psicologi che si incarichino di orientare il paziente verso il consumo di alimenti realmente commestibili.

Il primo concetto base per risolvere il problema consiste nel domandare al paziente il perché lo fa, che a volte permette di scoprire che si tratta di comportamenti ripetitivi eseguiti senza motivo; la persona può non essere cosciente di aver acquisito una cattiva abitudine nei confronti della propria salute, che la può portare a soffrire conseguenze negative quali problemi allo stomaco, ostruzioni intestinali, denutrizione e obesità (consumo di amidi). Aiutando la persona malata a diventare consapevole del problema, si potrebbe trovare la soluzione prima di quanto ci si possa aspettare. Per quanto riguarda i rimedi estremi, alcuni consigli per combattere il disturbo sono:

  • Far fare al paziente un corso che lo aiuti a distinguere ciò che è commestibile e ciò che non lo è.
  • Far sì che il paziente associ l’ingerimento delle sostanze nocive a conseguenze negative, e degli alimenti a conseguenze positive.
  • Uso di apparecchi di autoprotezione che impediscano al paziente di portarsi alla bocca determinati oggetti.
  • Correzione dei fattori dell’ambiente esterno che portano il paziente a soffrire del disturbo.
  • Promozione di corrette abitudini alimentari.

Se avete il dubbio che voi stessi o qualche altro familiare intorno a voi possa soffrire di questo disturbo, recatevi dal medico il prima possibile al fine di evitare sgradevoli conseguenze per la vostra salute.

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