Senso di colpa: utile per educare?

Senso di colpa: utile per educare?
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 10 marzo, 2023

Sono ancora molti i genitori che considerano il senso di colpa un metodo valido per educare. Pensano che il premio e la punizione siano alla base di una buona formazione. Questo può essere vero in tenerissima età, ma è importante capire che si tratta di una fase da superare.

La colpa crea malessere emotivo. Nasce da una sanzione simbolica e sociale, ma non necessariamente porta a sviluppare il senso di responsabilità. Non promuove l’autonomia e non consente al bambino di scegliere i valori in cui credere. Utilizzare la colpa per educare, non educa, bensì condiziona.

“Con l’ignoranza si scende alla servitù, con l’educazione si ascende alla libertà.”

-Diego Luis Córdoba-

Ricorrere al senso di colpa per educare aumenta senz’altro il controllo esercitato sul bambino, facilitando il compito di un genitore autoritario. Il piccolo si riempie di paure e condizionamenti morali diventando più malleabile. Obbedisce volentieri perché la sua volontà è indebolita. Infrange meno le regole perché il timore di farlo è molto forte. Diventerà una persona docile, ma non libera né felice.

Usare il senso di colpa per educare distrugge l’autostima

Il bambino ha bisogno di una guida, ma questa deve essere offerta nei termini che gli consentano di affermarsi. Il senso di colpa agisce in modo contrario: lo obbliga a pensare che tutto quello che fa, sente, desidera o pensa è inaccettabile.

Bambina che mangia verdure

Spieghiamo il concetto con un esempio. Il bambino non vuole mangiare la verdura perché vi avverte un sapore amarognolo che non gli piace. Se utilizziamo il senso di colpa per educarlo, gli diremo che un bravo bambino mangia tutto quello che gli si mette nel piatto, senza fare storie. Se vogliamo aiutare il bambino ad autoaffermarsi, gli diremo che i campioni dello sport mangiano tanta verdura perché dà una forza immensa.

Nessun bambino agisce per infastidire i genitori, al contrario. Tutto quello che desidera è compiacerli, renderli contenti di lui. L’immaturità emotiva lo porta a non adeguarsi a determinate restrizioni o regole. Il nostro compito è aiutarlo a capire la ragione d’essere di determinate restrizioni.

Il senso di colpa impedisce lo sviluppo della coscienza

Educare non significa insegnare a un bambino a obbedire ciecamente alle regole. L’educazione alla colpa induce proprio questo. Porta il bambino a credere che deve agire secondo la volontà delle figure autoritarie, una volontà indiscutibile e la cui trasgressione corrisponde a una condotta immorale.

Questo metodo educativo sortisce una frattura tra volere e dovere. Il dovere finisce sempre per imporsi. L’aspetto più grave di tale situazione è che un approccio simile contribuisce a deteriorare la capacità critica, a bloccare lo sviluppo di una vera coscienza dei propri atti.

Educare i figli con il senso di colpa

Si ha coscienza quando si sceglie liberamente come agire, quando è il proprio raziocinio a stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Una persona con un ampio margine di coscienza difficilmente si lascia manipolare, costringere o usare. Ma se viene costantemente condizionata dalla colpa, non è in grado di attribuire valore al proprio ragionamento e per agire dipende dall’approvazione di una figura autoritaria.

Educare senza senso di colpa

Alla nascita siamo tutti egocentrici. Un neonato o un bambino non è in grado di vedere il mondo al di là delle proprie necessità. In questa fase il ruolo dei genitori è soddisfare tali necessità e fornire al bambino un contesto sicuro. È il modo giusto per seminare in lui fiducia e amor proprio.

Con lo svezzamento e il controllo degli sfinteri, comincia il lungo cammino verso l’inserimento in un quadro normativo, ossia nella propria cultura di appartenenza. È naturale che le limitazioni e le restrizioni siano fonte di frustrazione e, pertanto, di rifiuto. Per il bambino, è faticoso metabolizzare l’idea che il mondo non comincia e non finisce con lui. Questo crea frizioni che, in nessun caso, vanno risolte con il senso di colpa.

Padre bacia sua figlia

In questo lungo processo di sviluppo, l’ideale è insegnare al bambino le conseguenze dei suoi atti. A tale scopo, è primario aiutarlo a riconoscere le proprie emozioni, i propri desideri e i propri limiti. Il margine che lo aiuterà a scegliere da sé va ampliato in modo progressivo. Questo processo non è mai perfetto, ma è sufficiente che sia sorretto da un’intenzione sincera e costante.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.