Stimolare l’autonomia nei figli

6 febbraio 2015 in Psicologia 587 Condivisi

Ci sono pochi esseri che nascono con un grado di dipendenza alto quanto quello degli esseri umani. Abbiamo bisogno di un lungo periodo di tempo per essere in grado di camminare, alimentarci e poterci relazionare nel modo adeguato con ciò che ci circonda.

Spesso sentiamo i genitori esprimere il desiderio che i loro figli diventino autonomi, ma d’altra parte ci sono anche genitori che hanno un atteggiamento eccessivamente protettivo nei confronti dei figli. Tuttavia, per uno sviluppo adeguato del bambino, è fondamentale che i genitori ne stimolino l’autonomia.

Che cosa significa educare all’autonomia?

Naturalmente, quando parliamo dell’educazione dei figli, non possiamo esigere lo stesso livello di autonomia in tutte le fasi evolutive, visto che le nostre richieste devono essere adeguate allo sviluppo cognitivo del bambino.

Vediamolo in linea generale:

Tra l’anno e mezzo e i tre anni, si può iniziare a lavorare sull’autonomia, ma restringendo il campo al fatto di poter camminare e muoversi senza aiuto. Per quanto riguarda il linguaggio, bisogna esigere che inizi a chiedere le cose necessarie (acqua, pipì, ecc.)

Tra i tre e i cinque anni, il linguaggio si sviluppa molto, e a partire da questo momento è bene stabilire delle regole di autonomia per cui il bambino deve riuscire a comunicare i suoi desideri e bisogni anche a persone esterne all’ambiente familiare. Facendo un passo in più, si può iniziare a esigere che mangi da solo, dorma da solo, indossi vestiti semplici e impari alcune regole di base dell’igiene. È anche un buon momento per chiedergli di iniziare a realizzare piccoli compiti, come quello di riordinare i suoi giochi.

Tra i cinque e gli otto anni, le responsabilità si concentrano su aspetti più legati alla scuola e alle relazioni sociali. Si consolida l’autonomia nell’ambito dei pasti, il sonno, l’igiene e la cura personale. Si inizia a esigere autonomia nel gioco e nelle attività del tempo libero, così come per fare i compiti. A casa, potete iniziare ad affidare al bambino i lavoretti domestici più semplici: riordinare la camera, aiutare ad apparecchiare e sparecchiare.

Dagli otto anni all’adolescenza, il bambino inizia a conoscere meglio se stesso, le sue abilità ed errori, e ad anticipare le conseguenze di ciò che fa. È il momento di iniziare ad educarlo a una piena responsabilità per quanto riguarda i compiti e lo studio, la pianificazione del tempo libero e le faccende domestiche.

Consigli per stimolare l’autonomia nei figli

Anche se a volte può essere stressante, è necessario stabilire delle linee guida che permettano che il bambino sia indipendente e responsabile.

Potete seguire questi punti:

Obiettivi realisti: come abbiamo visto, a ogni età corrisponde una serie di attività in cui si può richiedere autonomia, ma ogni bambino è diverso e bisogna tenerne conto.

Perseveranza: in qualsiasi ambito relazionato all’educazione del bambino, è necessario essere costanti quando facciamo una richiesta di qualsiasi tipo.

I compiti come un gioco: soprattutto quando sono piccoli, è necessario incoraggiare piuttosto che imporre, e il gioco può essere una delle nostre migliori armi.

Creare delle routine: specialmente per l’indipendenza nell’ambito dei pasti, il sonno e l’igiene, è necessario che ci sia una routine, per dare al bambino un senso di sicurezza in ciò che deve fare.

Riflessione su progressi ed errori: man mano che il bambino cresce, cresce anche l’importanza della comunicazione.

Supporto emotivo: aiutateli a vincere le loro paure, a riprendersi se si sentono frustrati perché qualcosa non è andato bene ed elogiateli quando lo fanno, è fondamentale.

In sintesi, l’autonomia è un aspetto importante della personalità che bisogna stimolare perché il bambino si sviluppi nel modo corretto.

Immagine per gentile concessione di Mewd.

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