Sindrome da alienazione genitoriale: cos’è?

20 gennaio 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Bambino che soffre di può essere utilizzata da uno dei due genitori per fare del male all’altro, generando la cosiddetta sindrome da alienazione genitoriale

Il divorzio o la separazione dei genitori si rivelano spesso situazioni traumatiche per i bambini. La famiglia, che considerano il nucleo fondamentale attorno a cui ruota la loro vita, si rompe senza che essi possano fare nulla. Un periodo di tristezza e incertezze li invaderà, portandoli a sperimentare una forte vulnerabilità. Questa situazione può essere utilizzata da uno dei due genitori per fare del male all’altro, generando la cosiddetta sindrome da alienazione genitoriale.

Sembra impossibile che si possa arrivare a tanto. Purtroppo, l’odio e il disprezzo per il proprio ex partner talvolta superano il buon senso. Molti genitori non sono neanche coscienti del danno che stanno generando nei loro piccoli alimentando la loro sensazione di abbandono. Per queste persone, è più importante la propria sofferenza che quella dei loro figli, che passa purtroppo in secondo piano.

Dire a un bambino che suo padre/madre non vuole vederlo, raccontargli bugie su di lui/lei o insultare l’altro cercando di far perdere al bambino il rispetto nei suoi confronti sono solo alcuni esempi di questo tipo di manipolazione. Le conseguenze psicologiche di cui il bambino potrebbe essere vittima possono rivelarsi gravi, generando un odio patologico verso il genitore su cui si riversa la sindrome da alienazione genitoriale.

Cos’è la sindrome da alienazione genitoriale?

La sindrome da alienazione genitoriale è una forma di maltrattamento psicologico infantile. Consiste nell’influenzare la mente dei bambini affinché questi modifichino la percezione che hanno dell’altro genitore.

Questa situazione può essere generata da un unico genitore oppure essere utilizzata da entrambi per ferirsi a vicenda. I genitori alienanti non esitano a ridicolizzare il bambino se manifesta sentimenti per l’altra persona. Per rinforzare l’idea del disprezzo verso il padre o la madre, in molti sfruttano persino l’ambiente familiare rendendo i nonni, gli zii o gli amici complici di questa subdola forma di maltrattamento.

Genitori che tirano le braccia del figlio con una fune

“È più facile crescere bambini forti che riparare uomini rotti.”

-Frederick Douglas-

In questi casi è anche frequente raccontare al bambino alcuni aspetti del divorzio con lo scopo di farsi vedere come vittime, così che il piccolo provi pena e incolpi l’altro genitore per tutta la situazione. Il tutto per portare avanti una vendetta personale nella quale chi ci rimette è sempre il bambino. È lui l’autentica vittima di questi comportamenti tossici dai quali dovrebbe essere allontanato.

Cosa può portare un genitore a comportarsi così?

Di fronte a un divorzio, la cosa più giusta da fare è categorizzare. Che l’altro sia stato un cattivo partner non significa che fosse un cattivo genitore. Tutto questo non va tenuto in considerazione, naturalmente, qualora si siano verificati casi di violenza domestica verso il coniuge. È logico in questi casi provare una terribile paura all’idea che l’ex coniuge possa ripetere le sue azioni nei confronti dei più piccoli.

In tutti gli altri casi, allontanare il bambino dall’altro genitore può essere il segnale che la separazione o il divorzio non si stanno svolgendo nel modo adeguato. Questo fenomeno denota un forte egoismo e una grande mancanza di autostima, oltre alla scarsa sensibilità ed empatia che si ripercuoterà negativamente sui figli.

Può anche accadere che il genitore alienante soffra di un qualche tipo di disturbo della personalità – i principali disturbi legati a queste situazioni sono il narcisismo e il Disturbo limite della personalità, seppur non si verifichino di frequente.

Genitori che litigano

Cosa posso fare se sono testimone o vittima di un simile comportamento?

Bisogna sapere che essere accusati in un tribunale della sindrome da alienazione genitoriale può influire sulla custodia dei figli. Prima di minacciare l’esecutore di questi atti e chiamare la polizia o i servizi sociali, è importante parlargli. Fargli capire che le sue azioni non sono appropriate e che è soprattutto il bambino a soffrirne.

Se nonostante i vostri tentativi l’atteggiamento manipolatorio persiste, dovrà essere un giudice a stabilire cosa fare. Molte volte i bambini si rifiutano di vivere con l’altro genitore a causa dell’odio infondato. La sindrome da alienazione genitoriale è un problema delicato che la maggior parte delle volte richiede attenzione psicologica.

Questa manipolazione può causare effetti devastanti nei bambini– l’ansia e la paura all’idea del contatto con il genitore può influire sul suo rapporto con lui, oltre a vedere alterato il proprio sviluppo emotivo.

Vedersi ridicolizzati, sottovalutati o sottostimati per aver espresso sentimenti positivi verso l’altro genitore può a sua volta influire sull’autostima del figlio, che in molti casi può trascinarsi il trauma fino all’età adulta, creando una rottura irreparabile con il genitore coinvolto.

Come abbiamo visto, la sindrome da alienazione genitoriale merita un’attenzione particolare. Una separazione o un divorzio non devono diventare una battaglia psicologica tra due persone che un tempo hanno preso la decisione di mantenere una relazione. Ancor meno l’occasione per utilizzare i figli per causare ulteriore dolore.

Di fronte a questa situazione, la cosa migliore è provare a gestirla nel miglior modo possibile al fine di evitare maggiori danni, a sé stessi e agli altri. Separarsi o divorziare non è piacevole, soprattutto quando i protagonisti contribuiscono a peggiorare la situazione.

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