Sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci

· 4 marzo 2016

Le persone hanno un desiderio naturale di sentirsi connesse emotivamente agli altri. Con tale intenzione, ci relazioniamo a questi scambi nei quali sorge la possibilità di molteplici interpretazioni e, di conseguenza, in cui possono presentarsi malintesi.

Questo succede come conseguenza del fatto che le interpretazioni sono necessarie per comunicare e che esse sono diverse ed uniche per ogni persona. Questo genera ira, discussioni e rotture affettive.

“Tra quello che pensiamo, quello che vogliamo dire, quello che crediamo di dire, quello che diciamo, quello che vogliamo sentire, quello che sentiamo, quello che crediamo di aver capito e quello che capiamo, esistono otto possibilità di non capirsi.

coppia con cubo di rubik in testa

La distanza più grande tra due persone è un malinteso

A volte gli altri non ci capiscono, anche se spieghiamo le cose mille volte. Non riuscirci, non vuol dire essere una persona cattiva, stupida o indifferente alla situazione. Semplicemente ci troviamo davanti ad un altro soggetto, che occupa un posto diverso dal nostro.

È naturale cercare di affermare i nostri sentimenti, le nostri opinioni e le nostre convinzioni, ma queste necessità emotive non devono essere eccessive e, ovviamente, non devono ostacolare il raggiungimento della comprensione e favorire le corrette interpretazioni.

A tale scopo, è importante capire che nella nostra comprensione dobbiamo giocare con la gestione dell’orgoglio, di situazioni vitali, della stanchezza, della sfiducia, delle interpretazioni, dei sentimenti e di tutte le emozioni, le convinzioni ed i pensieri circostanziali e quelli stabili.

Armare correttamente il rompicapo con tutte queste variabili può essere complicato. Di fatto, la cosa più difficile in questo senso è mantenere il rispetto e la considerazione di se stessi senza mancare di rispetto agli altri; ovvero essere sicuri e mantenere la dignità, e allo stesso tempo cercare di disfarci di un’offesa.

donna con capelli sul viso

Dobbiamo essere responsabili di quello che diciamo, ma non farci carico di quello che capiscono gli altri

Sia la forza sia la possibilità di arrabbiarsi e di malintendere sono proporzionali al grado di implicazione emotiva che si ha con le persone coinvolte nella comunicazione. Quanto più uniti ci sentiamo a queste persone, più importante sarà il modo in cui esse interpreteranno le nostre parole.

Allo stesso modo, anche l’altra persona tenderà a maneggiare le sue parole a seconda dei vincoli che ci unisce, le aspettative e gli interessi, così come allo stato della sua situazione personale.

È bene chiarire che non dobbiamo permettere che ci facciano stare male per le intenzioni che ci vengono attribuite, ma che non sono vere. Dobbiamo fare particolare attenzione a questo punto, perché ci sono persone che vivono con il contestatore automatico e che, senza alcun motivo, ci rendono vittime delle loro tormente.

donna con fiori nei capelli

È possibile anche che qualcuno sia più suscettibile del solito e che i nostri commenti, le nostre parole o azioni ne tocchino la fibra sensibile compromettendo la stabilità della comunicazione.

Come vediamo, ci sono numerosi fattori da considerare in uno scambio. È impossibile controllare tutto, tra le altre cose perché siamo cangianti ed ambivalenti per definizione e natura e, pertanto, le nostre interpretazioni sono le più varie.

Tuttavia, a prescindere da quello che accade in una conversazione e in un rapporto, dobbiamo essere responsabili della parte che ci tocca ed analizzare cosa possiamo migliorare e in cosa facciamo o abbiamo fatto bene.

donna che guarda l'orizzonte

In questo senso, non possiamo permetterci di essere bersagli dei conflitti interni altrui né dei sentimenti negativi che scaturiscono da erronee interpretazioni. Se ci troviamo dinanzi a qualche comportamento o commento malintenzionato, dovremmo mettere in marcia il macchinario e fornire la nostra visione dei fatti nel modo più chiaro possibile.

Agire in modo benintenzionato, assertivo e tranquillo è il modo migliore di salvaguardare la buona comunicazione.

In questo modo, trasmetteremo il messaggio che assumiamo la nostra responsabilità nei confronti di quello che diciamo e che proveremo a fare del meglio, ma che le interpretazioni non sono a nostro carico, bensì di chi le formula.