La sottile linea che separa l’alcolismo e l’abitudine

· 26 gennaio 2017

Oggi siete usciti dal lavoro e, come ogni venerdì sera, vi siete dati appuntamento al bar con gli amici per un paio di birre. È una vostra tradizione ed è quasi l’unico modo che avete di restare in contatto. Tuttavia, questa sera è diversa dalle altre, perché uno dei vostri amici confessa una novità che vi sorprendere: gli è stato diagnosticato un problema di alcolismo e l’abitudine di uscire tutti i venerdì per bere è parte del problema.

Questa confessione lascia voi e i vostri amici sotto shock, pensate che si tratti di uno scherzo, ma non lo è. Si tratta di un problema reale e, purtroppo, anche molto comune, ma molto difficile da comprendere. È difficile da capire, perché anche voi bevete, anche voi andate a quegli incontri con gli amici e partecipate a quell’abitudine, eppure non avete un problema di alcolismo, non siete degli alcolizzati, o almeno così credete…

È allora che sorgono i dubbi e le domande: che cosa ci rende degli alcolisti?; perché alcune persone sono più sensibili all’alcol di altre?; una semplice abitudine può portare all’alcolismo? Continuate a leggere il nostro articolo e troverete le risposte.

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Alcolismo o abitudine?

Le classificazioni diagnostiche, come il DSM-5 (la 5° edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), definiscono il disturbo per consumo di alcol, al di fuori dei criteri necessari per diagnosticarlo, come “un insieme di sintomi comportamentali e fisici, tra i quali troviamo l’astinenza, la tolleranza e il desiderio intenso di consumo”.

All’interno dei criteri, invece, si sottolinea la frequenza e il consumo ricorrente di alcol come parte fondamentale per la diagnosi, eppure, questo consumo ricorrente può essere considerato un’abitudine? Secondo il vocabolario della lingua italiana Treccani, potrebbe considerarsi tale, poiché una delle definizioni della parola “abitudine” è “uso continuato o frequente di qualche cosa […] lo stato risultante dall’assunzione ripetuta di una sostanza stupefacente, che determina il bisogno di prolungarne l’uso”.

Tuttavia, è l’abitudine a scatenare, da sola, una dipendenza? La risposta è NO. Una dipendenza, in questo caso l’alcolismo, è una malattia che si sviluppa in seguito a diversi fattori bio-psico-sociali che ci spingono a passare da una semplice abitudine ad un consumo abusivo che finisce per modificare la struttura cerebrale e il comportamento del soggetto.

Ciò significa che un insieme di fattori biologici, sociali e comportamentali sono la causa che trasforma una semplice abitudine, come bere una birra con gli amici, in altro, in una dipendenza. Questo è l’aspetto più pericoloso, perché ci sono alcuni fattori che possiamo controllare e altri no, il che rende difficile predire chi, nella stessa situazione, può sviluppare una dipendenza e chi no.

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Perché alcune persone diventano alcolizzate e altre no?

Perché all’interno di quel gruppo di amici del quale parlavamo all’inizio, uno è diventato dipendente dall’alcol e gli altri no? I fattori che influiscono sullo sviluppo della dipendenza da alcol possono riassumersi in questo modo:

Fattori biologici

I fattori biologici che favoriscono lo sviluppo dell’alcolismo vanno dall’eredità genetica all’alterazione di diversi neurotrasmettitori e strutture del cervello che vengono colpiti dall’abitudine del consumo, trasformazioni che in un soggetto predisposto alla dipendenza sono più rapide.

La dipendenza da alcol si trova molto spesso tra i parenti di una stessa famiglia: un 40-60% della possibilità di sviluppare tale disturbo si deve ai fattori genetici. Il rischio, inoltre, aumenta persino di 3 o 4 volte nei figli di chi soffre di alcolismo.

Per quanto riguarda le strutture cerebrali e i neurotrasmettitori, è stato scoperto che la dopamina ha un ruolo importante nell’insorgere delle dipendenze, poiché è strettamente collegata al piacere e al cosiddetto sistema cerebrale delle ricompense, composto soprattutto, tra le altre strutture, dall’area tegmentale ventrale.

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Fattori psicologici

La percezione che il soggetto stesso ha del consumo di alcol e l’uso che ne fa può essere un fattore molto importante. Se all’interno del gruppo di amici del quale parlavamo, il soggetto che ha sviluppato una dipendenza da alcol era quello che, all’inizio, si vantava di più di saper reggere bene l’alcol, probabilmente ha iniziato a bere molto di più rispetto ai suoi amici.

Così, ha messo in pericolo la sua salute con un’abitudine nociva che, alla fine, è diventata incontrollabile e si è trasformata in una dipendenza. Per questo motivo, i modelli di comportamento durante l’adolescenza, che è il periodo in cui si iniziano a sviluppare queste abitudini, sono molto importanti per quanto riguarda il controllo del consumo e il deprezzamento della necessità dell’accettazione sociale.

Fattori sociali

Anche la percezione dell’abitudine del bere e la disponibilità di bevande alcoliche nella società in cui si trova il soggetto sono molto importanti. È stato dimostrato che nelle società più tolleranti con il consumo di alcol, esiste un numero maggiore di casi di alcolismo.

Per tutti questi motivi, è importante sottolineare che linea che separa l’abitudine dall’alcolismo è molto sottile. Su questa linea, troviamo fattori che possono essere controllati dal soggetto in questione, come il suo comportamento, e altri che non sono sotto il suo controllo, come il rischio biologico. È quindi necessario fare molta attenzione e consumare sempre le bevande alcoliche con moderazione o persino evitarne del tutto il consumo.