Superare la fine di un rapporto senza spiegazioni

· 8 ottobre 2018

Quasi tutti lasciamo che qualcuno si impadronisca del nostro cuore a una condizione: che non lo spezzi. Adottiamo le misure necessarie, ci proteggiamo, ma anche così succede e ci coglie impreparati. Ciò accade, ad esempio, quando il partner lascia senza dare spiegazioni, quando da un giorno all’altro getta una polvere magica e sparisce come esseri dell’aldilà, senza un “dobbiamo parlare”, “dopo ti chiamo” o “mi dispiace, è finita”. In questi casi, come superare la fine di un rapporto?

Si dice che tutte le persone ferite hanno alle spalle storie irrisolte. La maggior parte di noi si trascina questioni in sospeso che oscillano nella mente evocando spiragli scomodi di un passato che ancora brucia. Ebbene, a volte la situazione è più complicata. Perché più che avere alle spalle capitoli irrisolti, dentro di noi ci sono storie senza una fine, ombre di persone che ci hanno lasciato dal giorno alla notte senza darci una ragione. E in questi casi superare la fine di un rapporto è più difficile che mai.

“Campo abbandonato, fuoco dichiarato”

-Anonimo-

L’argomento non è nuovo. Negli Stati Uniti, abituati a etichettare ogni gesto, comportamento o dinamica, lo chiamano “ghosting“. L’atto di scomparire dalla vita di qualcuno – con il quale da non molto si era legati da un vincolo affettivo- è più che ricorrente, tanto che in media toccano a tutti una o due sparizioni fantasma. O peggio ancora, potremmo essere addirittura noi a comportarci così.

Anche se spesso si dice che lasciare qualcuno senza dare una spiegazione sia un’arte maschile, bisogna considerare alcuni aspetti. Abbandonare qualcuno senza una ragione non è un’arte, bensì mancanza di considerazione e un segno di immaturità. Allo stesso tempo, questo atto non è prerogativa maschile. Donne e uomini lo fanno, e ancora di più in quest’epoca di nuove tecnologie dove è possibile rompere una relazione con un clic e/o un semplice blocco.

 

Ragazza che corre

Una fine senza spiegazioni e l’inutile ricerca del perché

Non esiste nessuna legge scritta che dice che prima di lasciare qualcuno dobbiamo dire perché. Nessuno ci obbliga a intrattenere questa conversazione finale, a enumerare una per una le ragioni della nostra decisione, del cambiamento. E non abbiamo nemmeno firmato un contratto che ci vincoli a spiegare perché il cuore non batte più allo stesso modo o perché l’illusione si è infranta.

Nessuno redige le norme di ciò che si deve fare o meno in una relazione affettiva. Tuttavia, esiste il senso etico, il rispetto morale e affettivo, esistono la maturità e il coraggio. Quindi, e posto che questi principi non sono prefabbricati, ma sinonimo di buona educazione, sono molte le persone che devono superare la fine di un rapporto senza spiegazioni e le conseguenze che ne derivano.

Anche se non esiste sufficiente letteratura clinica riguardo ai processi psicologici che di solito vive la persona abbandonata, bisogna dire che quasi sempre concorrono le stesse dinamiche:

  • La persona è incapace di accettare la fine della relazione. Non avendo ricevuto una spiegazione chiara, cade in una dinamica inutile di ripresa dei contatti, di tentativi di un incontro. Tutto ciò si trasforma in ulteriore ansia, disperazione e nell’impossibilità di chiudere definitivamente.
  • Non è la stessa cosa accettare la fine di una relazione sapendo la causa che l’ha provocata e essere abbandonati da un giorno all’altro senza nessuna ragione. I dubbi, il tentativo di razionalizzare l’irrazionale, induce in molti casi la persona a sentirsi colpevole. A pensare di essere il motivo dell’abbandono.
  • La fase del dolore può durare per mesi e anche non finire. La ferita aperta, il dubbio permanente creano un vuoto nel quale si radicano il rancore, la frustrazione e la sfiducia. Tutto questo rende molto complicato iniziare nuove relazioni o che siano di valore.
Ragazzo triste

Come superare la fine di un rapporto senza spiegazioni?

Non esistono abbandoni senza motivo. La fine senza spiegazioni avviene più spesso di quanto pensiamo ed è necessario saperla gestire, reagire e, cosa più importante, sopravvivere a essa. Vediamo alcuni consigli che possono essere utili in questi casi.

Accettare l’evidenza

Chiamate senza risposta, messaggi non letti. Profili social bloccati. Giorni che diventano settimane senza comunicazione, nessun contatto e tanto meno presenza. Contatti, amici e familiari di quella persona che evitano e cercano pretesti per non incontrarci…

Potremmo considerare altre strade, ma l’evidenza che corrobora l’idea di un abbandono o di una fine è chiara. Evitiamo di prolungare l’inevitabile e accettiamo quello che è successo: un addio che dobbiamo pronunciare al posto dell’altro di fronte al suo silenzio.

Valorizzarsi

Vi diranno “volta pagina”, “accettalo”, dimentica quella persona”. Bene, tutto questo arriverà un po’ dopo. Il primo passo e più necessario è dare valore a se stessi e ai nostri sentimenti. È il momento di riconoscere la ferita, di piangere, di esternare il dolore e di riavvicinarci al nostro essere frammentato.

Bisogna lasciare che il dolore si esprima e che passi.

Assumersi le proprie responsabilità

Per quanto ci proviamo, non sarà sempre possibile organizzare un appuntamento con la persona per farci spiegare il perché. E questo è che qualcosa che dobbiamo accettare: saremo obbligati a dare forma a un dolore senza una conversazione finale. Dobbiamo cercare noi stessi di dare una risoluzione a quel capitolo e per farlo dobbiamo unire coraggio e responsabilità.

Responsabilità innanzitutto verso noi stessi. Perché se ci hanno abbandonati l’ultima cosa da fare è abbandonare noi stessi. Dobbiamo riprendere le redini e capire che siamo al 100% responsabili della nostra guarigione. Non esistono ripensamenti, basta con i tentativi di contattare l’altro, mendicare un nuovo appuntamento o fare piani per incontraci con chi ci ha lasciato.

Ragazza che vola

Tempo e fatica: la gestione del dolore e dell’ira

Dopo una fine senza spiegazione restano dolore e rabbia. Dobbiamo capire che queste due dimensioni non svaniscono da sole con il passare del tempo. Sono resistenti, si cristallizzano e possono condizionare completamente la nostra vita.

Impariamo, quindi, a gestirle. A tale scopo, è consigliabile intraprendere nuove attività, avvalerci dell’aiuto di amici e familiari, iniziare progetti che ci emozionino e ci permettano di canalizzare quelle emozioni tanto complesse che compromettono la nostra identità e ci impediscono di essere nuovamente felici.

Concentrarsi sul presente per guarire

Chi sta cercando di superare la fine di un rapporto avvenuta senza spiegazioni vive ancorato al passato e al tempo condizionale. “Cosa sarebbe accaduto se invece di fare così, avessi agito diversamente? E se avessi pronunciato altre parole? Perché non mi sono accorto che?”…

Questi ragionamenti sono fonte di sofferenza. Per eludere questo dolore reiterato e superarlo, bisogna fare spazio al presente. Affrontare il momento attuale con apertura, resilienza e dignità ci permetterà di spezzare il filo che ci lega al passato.

Infine, abbiamo un altro compito. Rendere  la nostra sofferenza attuale un’esperienza costruttiva. Chiaramente pochi dolori sono tanto profondi come le ferite dell’abbandono, ma il nostro potenziale umano ci permette di vincerli. Possiamo sopravvivere a questa fine senza spiegazione, possiamo andare avanti perché abbiamo gli strumenti per farlo.