Teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson

1 febbraio 2018 in Psicologia 95 Condivisi
Bambina seduta con fiori teoria psicosociale dello sviluppo

Abbiamo visto come talvolta la psicologia dello sviluppo si sia concentrata sullo studio di aspetti molto specifici, come la comparsa della capacità simbolica o i tipi di educazione. Tuttavia, lo studio dello sviluppo da una prospettiva globale ci apporta informazioni molto utili. Conoscere i diversi stadi di un individuo, da quando nasce a quando muore ci aiuta a comprendere la vita delle persone. Ecco che entra in gioco la teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson.

Erikson divenne uno dei precursori dello studio del ciclo di vita. E, nonostante il suo operato sia molto esteso, la teoria psicosociale dello sviluppo è uno dei suoi modelli che gode di maggior riconoscimento. In essa, stabilisce 8 stadi che presuppongono un cambiamento o un’evoluzione dell’identità personale nel ciclo della vita. A seguire spiegheremo brevemente ciascuno dei diversi stadi di questa teoria.

La teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson stabilisce 8 stadi che presuppongono un cambiamento dell’identità personale nel ciclo di vita.
Condividere
Erik Erikson

Gli 8 stadi della teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson

La caratteristica principale dei diversi stadi esposti dall’autore è il conflitto bipolare. Ciascuno di essi è formato da due poli: uno positivo e l’altro negativo. L’individuo deve affrontare questi poli socialmente generati per potersi adattare al suo contesto e sviluppare la sua identità nel modo sperato. Ogni stadio rappresenterà una crisi che l’individuo dovrà superare per andare avanti nel suo ciclo di vita.

Fiducia contro Sfiducia

È il primo stadio del ciclo di vita, da 0 a 1 anno. In questa fase, il neonato deve sviluppare un atteggiamento di fiducia nei confronti dei suoi genitori. Se vi è stabilità nelle attenzioni che riceve, il bambino acquisirà l’aspettativa che, nonostante le cose possano andare male, poi miglioreranno. Superare questa fase significa riuscire ad avere fiducia negli altri di fronte alla “incertezza” che può generare l’ignoto.

Autonomia contro Vergogna e dubbio

È la seconda fase del ciclo di vita, compare intorno ai 2-3 anni. A quest’età, il bambino si vede obbligato ad avanzare verso la sua autonomiaDeve mangiare da solo, vestirsi da solo, opporsi ai genitori, ecc. Deve, tuttavia, rendere il suo desiderio di autonomia compatibile con le norme sociali che i suoi genitori rappresentano e gli impongono.

Iniziare a svolgere attività autonome può far comparire qualche dubbio riguardo alla propria capacità di realizzare i compiti richiesti. Avere successo da un punto di vista adattivo consiste proprio nel trasformare questa incertezza in una sfida che alimenta la motivazione del piccolo a crescere, logicamente nei limiti imposti dalla società.

Bambino dietro a un vetro

Iniziativa contro Senso di colpa

Rappresenta il terzo stadio della teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson e avviene fra i 3 e i 6 anni, quando il bambino prende l’iniziativa per raggiungere degli obiettivi personali. Non ci riuscirà sempre, poiché in una moltitudine di occasioni si scontrerà con i desideri altrui. Dovrà, dunque, apprendere a prefissarsi delle mete realizzabili e porsi dei propositi che gli permettano di perseguire obiettivi significativi.

Industriosità contro Inferiorità

Questo è il quarto stadio all’interno del ciclo di vita; questa crisi compare intorno ai 7 anni e dura fino a 12 anni. Il bambino deve imparare a gestire gli strumenti culturali quando si rapporta ai suoi simili. È essenziale per iniziare a lavorare o a giocare con gli altri compagni.

La società mette a disposizione diversi metodi e una cultura di cooperazione che l’individuo deve comprendere per acquisire competenze ed essere adempiente. Se non vengono sviluppati, assumerà una sensazione di inferiorità rispetto agli altri.

Identità contro Contestazione/Diffusione d’identità

Questa fase corrisponde alla quinta del ciclo di vita e compare durante l’adolescenza. L’adolescente affronta una serie di cambiamenti fisici insieme alla comparsa di nuove esigenze sociali. Questo provocherà in lui una sensazione di confusione riguardo alla sua identità e alla concezione che ha di sé.

L’individuo dovrà impegnarsi a livello ideologico, professionale e personale per sviluppare la propria identità. Ispirandosi a Erikson, James Marcia sviluppò la sua teoria sull’identità dell’adolescente che potete consultare qui.

Madre con figlio adolescente

Intimità contro Isolamento

Sesto stadio della teoria psicosociale dello sviluppo di Erikson che compare durante la prima età adulta o giovinezza. La persona deve fissare e aver chiara la sua identità per poter stringere dei legami con le altre persone. Deve trovare dei nessi di unione “con gli altri individui” per raggiungere così una fusione di identità pur mantenendo la sua identità personale. Superare questa fase presuppone aver acquisito la capacità di intrattenere relazioni affettive di diverso tipo, contro un isolamento sociale.

Generatività contro Stagnazione

Settima e penultima fase dello sviluppo psicosociale che contraddistingue gran parte della seconda età adulta. Oltre all’identità e all’intimità, la persona deve impegnarsi con gli altri, nel suo lavoro, con i suoi figli, ottenendo in questo modo una vita produttiva. La necessità dell’adulto di ottenere una vita produttiva lo protegge da una condizione di stagnazione e lo aiuta a perseguire le sue mete e i suoi propositi.

Integrità dell’Io contro Disperazione

Ultimo stadio dello sviluppo globale dell’essere umano, avviene nel corso della tarda età adulta o vecchiaiaPer essere soddisfatto della propria vita, l’individuo deve guardarsi indietro ed essere d’accordo con le scelte di vita fatte. Un giudizio positivo degli obiettivi e delle decisioni prese dà luogo all’integrità dell’Io, che forma un’immagine completa e significativa di sé. Al contrario, una visione negativa della propria vita può generare sentimenti di disperazione e impotenza.

Guarda anche