Giocare all’aria aperta!

· 17 gennaio 2015

La vita moderna, con entrambi i genitori che lavorano, ha modificato molto la vita familiare. Tra questi cambiamenti, si trova anche il modo in cui giocano i bambini. I genitori spesso iscrivono i propri figli ad una grande quantità di attività extrascolastiche. Una delle tristi conseguenze è che i bambini giocano sempre meno, ma il gioco durante i primi anni di vita è una parte fondamentale dell’apprendimento e, pertanto, dello sviluppo.

Il gioco è il mezzo tramite cui i bambini si rendono conto di quello che li circonda e del loro rapporto con gli altri. Il gioco fornisce loro un mezzo privo di stress, a proprio ritmo, con cui poter mettere in pratica nuove abilità, assumersi rischi, esprimere ed esplorare la creatività, l’indipendenza, la curiosità e la soluzione di problemi.

È il modo in cui i bambini acquisiscono il senso del mondo attraverso l’interazione significativa. Per un bambino, il gioco è il superamento di sfide e divertimento, l’apprendimento di nuove strategie per fare le cose. Anche dal punto di vista degli adulti si tratta di un mezzo per sviluppare e mettere in pratica abilità necessarie per il futuro, come i comportamenti sociali, le abilità motorie e le capacità cognitive.

Benefici del gioco

1. Motivazione intrinseca/ unità interna
Possiamo riconoscere un bambino totalmente preso dal gioco quando presta maggiore attenzione al processo e non al risultato del gioco in sé. Cosa vuol dire questo?

Ad esempio, un bambino che si siede senza esitazioni sul castello di sabbia che ha appena finito di costruire e lo distrugge. Questo si deve al fatto che per il bambino la realizzazione del castello di sabbia possiede un valore molto più alto di quello del prodotto finito.

2. Controllo interno
Bisogna pensare: il gioco è una situazione unica per il bambino, poiché gli permette di godere di un momento proprio, di uno spazio in cui esercitare il controllo sull’attività che realizza, cosa che non succede nella maggior parte degli aspetti della sua vita, in cui è controllato dagli adulti.

3. La libertà di uscire dalla realtà 
I bambini dedicano un’intensa concentrazione ed attenzione all’attività del gioco. Durante questo processo di concentrazione sul gioco, il bambino diventa in parte estraneo alle strutture esterne.

Molti esperti di salute, come terapisti occupazionali, psicomotricisti, pedagogisti e psicologi utilizzano il gioco come strumento terapeutico nel proprio lavoro con i bambini.

Tutti a giocare!

È importante fermarci a pensare a quello che vogliamo per i nostri figli e smettere di essere iper-protettivi oppure di sovraccaricarli con un’eccessiva quantità di attività. 

Non è necessario che siano i più furbi, che parlino molte lingue, che siano piccoli cuoci o ancora che sappiano giocare a scacchi a livelli agonistici… Perché non permettiamo ai bambini di essere bambini? Giocando potenzieranno la propria curiosità, un aspetto molto importante poiché potranno scoprire e rafforzare i propri talenti.

Giocare in gruppo

Altrettanto importante è permettere che giochino con altri bambini, sempre se possibile. È chiaro che la televisione ed i videogiochi non fomentano la loro immaginazione, sono giochi passivi. Quando giocano fuori, all’aria aperta e con i loro amici, invece, non vi è limite alla loro immaginazione. I bambini a cui viene concesso uno spazio di libertà creano i propri giochi, ne definiscono la dinamica e stabiliscono persino regole frutto della mediazione con i propri pari.

Se volete che la creatività e l’immaginazione dei vostri figli si sviluppino, date loro numerose opportunità di giocare liberamente, tutte le volte che sia possibile. Per quanto riguarda i giocattoli, fate in modo che ne abbiamo alcuni semplici con i quali non tutto sia già finito e risolto, ma con cui i bambini possano e debbano esercitarsi, cooperare, concentrarsi, cambiare, applicarsi, inventare, togliere, immaginare…

In conclusione, il protagonista deve essere il bambino, deve essere lui a dirigere il gioco e il giocattolo deve essere solo un mero strumento.  

Immagine per gentile concessione di Dhammika Heenpella