La terapia razionale emotiva comportamentale di Ellis: in cosa consiste?

9 settembre 2017 in Psicologia 616 Condivisi

Nel 1955, Albert Ellis elaborò la terapia razionale emotiva comportamentale. Albert Ellis è stato il fondatore e presidente onorario dell’Albert Ellis Institute, a New York. È stato considerato il secondo tra gli psicoterapeuti più influenti della storia, superando persino Sigmund Freud.

Nel 1953, Ellis considerò la psicanalisi come poco filosofica e inefficace. Rifiutò, quasi completamente, anche la terapia comportamentale. Così, tra il 1953 e il 1955, cominciò a caricare le proprie armi terapeutiche a suon di filosofia e desensibilizzazione in vivo. In questo modo, divenne un autentico terapeuta razionale emotivo-comportamentale.

Inizialmente, la terapia razionale emotiva comportamentale era molto semplice e per tale motivo, probabilmente, non raggiunse i livelli di popolarità che ha raggiunto in seguito. Si tratta di un metodo di psicoterapia breve volto ad aiutare le persone a raggiungere un profondo ed intenso cambiamento, soprattutto a livello emozionale.

La terapia razionale emotiva comportamentale ha dimostrato già in forma sperimentale che, spesso (non sempre!), le persone possono migliorare significativamente in un periodo di tempo relativamente breve (da 10 a 20 sessioni).

Certo, la terapia razionale emotiva comportamentale non è la sola terapia breve e intensa. Il problema e, allo stesso tempo, la virtù di questa terapia consiste nell’immaginare un trattamento psicologico che includa sia la brevità sia l’intensità, cercando di non ottenere un risultato peggiore!

“Ci sono tre mostri che ci impediscono di andare avanti: devo farlo bene, devi trattarmi bene, e il mondo dev’essere facile”.
-A. Ellis-

Cos’è esattamente la terapia razionale emotiva comportamentale?

Le persone vivono immerse in un contesto, fisico e sociale, e trascorrono le giornate a raggiungere obiettivi o agendo con un determinato scopo:

  • Rimanere vivi, in movimento e stare bene
  • Godere della vita, sia da soli che in gruppo
  • Stabilire relazioni di intimità con determinate persone
  • Trovare un senso alla vita tramite l’educazione e l’esperienza
  • Ideare e raggiungere obiettivi che lascino intravedere una vocazione
  • Godersi il tempo libero e il gioco
E tutto il resto, ovviamente!

Il modello ABC

Tuttavia, nel realizzare questi propositi, incappiamo in avvenimento o in un’avversità che ci paralizza e che può farci sentire falliti o bloccati. Questo avvenimento è indicato da Ellis con la lettera A.

Quando ha luogo, le persone possono vivere conseguenze salutari e utili, così come distruttive o insalubri. Queste conseguenze sono indicate dalla lettera C.

Che cosa succede con la lettera B? La lettera B serve a denominare le convinzioni e i pensieri della persona. In questo senso, esistono per Ellis due categorie di convinzioni: le convinzioni razionali e quelle irrazionali.

Convinzioni razionali e convinzioni irrazionali

Le convinzioni razionali (RB) ci aiutano ad affrontare gli avvenimenti sgradevoli (A). Sono di solito preferenze, speranze o desideri. Per esempio, “spero che non si presenti questo brutto evento, ma se dovesse succedere, potrò affrontarlo e avere comunque l’opportunità di essere felice” oppure “Vorrei piacere a Giovanni ma, in caso contrario, potrò comunque vivere una bella vita”

“Insegnamo alle persone a farsi male da sole. Non possiamo cambiare il passato, dunque bisogna cambiare come le persone pensano, sentono e si comportano oggi.”

-A. Ellis-

Le convinzioni irrazionali (IB) generano sentimenti e azioni che sabotano la possibilità di affrontare un determinato evento A sgradevole. Di solito sono affermazioni assolute del tipo devo, dovrei, ecc.

Le tre affermazioni assolute di base che generano problemi psicologici sono le seguenti:

  • “Devo, assolutamente, avere successo nella maggior parte delle mie azioni e relazioni. Se così non fosse, vuol dire che sono una persona inadeguata e inutile”.
  • “Il resto della gente deve, assolutamente, trattarmi con considerazione, giustizia, rispetto e cortesia. Se così non fosse, non sono buoni come dicono e non meritano di ottenere la felicità finché saranno in vita”.
  • “Le condizioni in cui vivo devono essere assolutamente confortevoli, piacevoli e lussuose. Se così non fosse, sarà orribile, non lo sopporterò e questo maledetto mondo sarà uno schifo”.

I 3 presupposti principali della terapia razionale emotiva comportamentale

I 3 presupposti principali (non gli unici), o principi (o insights, come li denominava Ellis), impiegati per la terapia razionale emotiva comportamentale dagli inizi degli anni Sessanta, sono i seguenti:

  • Presupposto nº 1. Gli eventi scatenanti (A) visti come avversi o sgradevoli contribuiscono in modo importante a sviluppare conseguenze nevrotiche (C). Tuttavia, ciò non implica che essi siano l’unica causa di questa nevrosi. Probabilmente, la causa principale è B, ovvero le convinzioni assolute e imperative che le persone hanno su A. B interagisce in modo importante con A perché C si verifichi.
  • Presupposto nº 2. Quando le persone pensano, sentono o agiscono in modo nevrotico (con un atteggiamento disfattista verso sé stesse e gli altri), è perché sono state elaborate quelle convinzioni irrazionali (IB) tramite avvenimenti scatenanti sgradevoli (A) già dalla prima infanzia. Può darsi, però, che in seguito non si comportino in questo modo.

Quando si manifestano sintomi nel presente, ricreano, ristabiliscono e si indottrinano nuovamente attraverso le proprie convinzioni irrazionali. In questo modo, preservano o esacerbano i propri problemi. I loro pensieri, sentimenti e comportamenti passati non hanno ragione di sussistere oggi. Le persone modificano e ricostruiscono continuamente questo sistema di convinzioni.

  • Presupposto  nº 3In generale per le persone è semplice e immediato scoprire le convinzioni irrazionali specifiche (IB) associate al comportamento nevrotico. È quasi sempre possibile discuterne e cambiarle attraverso convinzioni più funzionali… E per farlo, serve una buona dose di lavoro costante, oltre alla pazienza. Altrimenti sarebbe magia. È questione di lavoro e di pratica.

All’interno del vasto campo delle psicoterapie ad orientamento cognitivo-comportamentale,  le proposte di Ellis sono state particolarmente utili nella gestione di ira, ansia, frustrazioni, fobia sociale, timidezza e disfunzioni sessuali.

L’impatto della terapia razionale emotiva comportamentale ha influenzato molte altre teorie cognitivo-comportamentali, come la terapia comportamentale razionale di Marxie Clarence Maultsby, Jr., la terapia multimodale di Arnold A. Lazarus e la terapia cognitiva di Aaron T. Beck.

Se volete sapere di più sulle convinzioni irrazionali, potete consultare l’articolo che abbiamo pubblicato qualche tempo fa su questo argomento, cliccando qui.

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