Tipi di bullismo o maltrattamenti scolastici

· 9 luglio 2016

Tutti conosciamo storie di bullismo e di maltrattamenti a scuola. Il ragazzo a cui hanno messo la testa nel cestino dei rifiuti; la ragazza criticata per il suo modo di vestire o il tipico ragazzino isolato che trascorre le ricreazioni da solo, chiuso in bagno o negli angoli più isolati della scuola.

Crescendo, il desiderio di essere accettati dai nostri compagni non sempre si realizza e ci sono molte persone che soffrono di maltrattamenti fisici e, in particolare, psicologici. L’ironia è che, spesso, gli aggressori nei casi di bullismo sono anche coloro che hanno difficoltà a sentirsi accettati e cercano il riconoscimento attraverso l’intimidazione, basandosi sull’esclusione degli altri.

Il bullismo è maggiormente presente negli adolescenti tra i 12 e i 14 anni, un’età estremamente sensibile, durante la quale si è soggetti a molti cambiamenti fisici e psicologici. Le ragazze sono quelle che soffrono più maltrattamenti a scuola.

In seguito a questo fenomeno che ha richiamato l’attenzione di genitori, professori e mass media, e in particolare per alcuni casi estremi che hanno portato al suicidio delle vittime o a serie aggressioni fisiche, sono stati identificati diversi tipi di bullismo.

Diversi tipi di bullismo

1. Esclusione sociale

È il tipo più comune. Consiste nell’isolare la vittima: in genere il bambino che gli altri non fanno giocare con loro, a cui nessuno parla e che viene fatto piangere spesso. È il tipo più difficile da sconfiggere, perché è un bullismo silenzioso che passa inosservato dai professori, che dovrebbero essere le figure autoritarie.

2. Intimidazione

Consiste nell’incutere paura. Può comprendere minacce, aggressioni fisiche e maltrattamenti all’uscita da scuola, momento in cui non è presente la supervisione degli adulti. È il secondo tipo per frequenza, con l’aggravante che, quando la vittima è minacciata, non ha il coraggio di parlarne con i genitori e i professori.

3. Manipolazione sociale

Si basa sul criticare la vittima e distorcere la sua immagine. Tutto quello che fa o dice è oggetto di derisione. Incoscientemente, molti bambini si uniscono a ridicolizzare la vittima, perché credono che meriti questo trattamento. Così, si estende a tutto il gruppo scolastico e la vittima acquisisce l’etichetta di “emarginato”, isolandosi ancora di più.

4. Violenza privata

L’obietto è che la vittima compia azioni contro la sua volontà. I bulli vogliono il controllo e, attraverso di esso, dei benefici, come ottenere i risultati di un compito. Senza dubbio, il maggior vantaggio è la sensazione di potere che si ha nell’avere qualcuno sotto il proprio controllo, il che rafforza anche la propria immagine di ‘leader’ davanti agli altri compagni.

Davanti ad uno qualsiasi di questi segnali, sia la vittima sia l’aggressore devono ricevere attenzione e bisogna trovare il giusto meccanismo di negoziazione per mettere fine al bullismo.

La cosa positiva è che ci sono sempre più informazioni al riguardo a beneficio di genitori e maestri, in modo che quello che prima veniva considerato “una cosa da ragazzi” venga classificata come un’aggressione. Essa può avere gravi conseguenze e non deve essere ignorata, poiché può avere ripercussioni non solo nel presente, ma anche a lungo termine, facendo crescere adulti privi di empatia e con mancanza di autostima.